È stata annunciata un paio di giorni fa la costituzione di una società mista pubblico-privata per la gestione diretta delle centrali idroelettriche dell'Umbria. La notizia è stata diffusa in conferenza stampa dalla presidente della Regione, Stefania Proietti e dagli assessori regionali Thomas De Luca e Francesco De Rebotti che hanno confermato la preadozione di un apposito Disegno di legge.
L'impianto normativo del nuovo Ddl prevede obiettivi molto ambiziosi. Tra i punti salienti sono stati evidenziati i maggiori introiti che con il nuovo modello di gestione che torna in mani pubbliche, potrebbero salire fino a 752 milioni contro i 375 previsti dalla gara tradizione, con un conseguente flusso annuale atteso per la Regione di 50 milioni. Per il territorio ternano le novità più rilevanti riguardano la decarbonizzazione e riconversione verde del sito siderurgico di Acciai Speciali Terni, sostenendo il percorso di azzeramento delle emissioni entro il 2050. Con la nuova società, inoltre all'Ast verrebbe garantita energia a un prezzo scontato. Per la Cascata delle Marmore poi, grazie alle maggiori risorse, è previsto il miglioramento dell'offerta turistica mentre più fondi verrebbero destinati ai Comuni anche per il ripristino ambientale. I
E proprio i canoni idroelettrici che la Regione distribuisce ai Comuni, sono stati in più occasioni terreno di scontro fra Comune di Terni e Regione Umbria e, anche in questo caso, con le novità annunciate dal governo regionale, il sindaco Stefano Bandecchi ha chiesto all'assessore De Luca una serie di chiarimenti rispetto a numeri e criteri.
Bandecchi rivolgendosi all'assessore regionale invoca concretezza ed entra nel merito del nuovo Ddl. "Ad oggi - si legge in una nota del primo cittadino - il bilancio politico e legislativo dell'assessore regionale è semplice da riassumere: due leggi approvate e due leggi impugnate dal governo. Un primato difficilmente contestabile. Per questo, invece di assistere all'ennesima conferenza stampa, vorremmo porre alcune domande molto semplici ai cittadini e all'assessore".

Lungo l'elenco degli interrogativi. "I 50 milioni di euro annunciati da quale conto economico arriveranno? Forse da nuove tasse inutili come i primi 180 milioni? Quante risorse sono realmente destinate al territorio ternano e quante, invece, rappresentano mere stime o investimenti eventuali? Il progetto di pompaggio verso Piediluco quanta energia aggiuntiva produrrà annualmente? Parliamo di megawatt, non di slogan. Qual è il rapporto costi-benefici dell'intervento? Quali saranno i tempi di realizzazione e chi sosterrà i costi? Con quali finanziamenti? Quale vantaggio competitivo avrà concretamente Ast e il tessuto produttivo ternano? Si tradurrà in una riduzione del costo dell'energia per l'azienda? In quale percentuale? E la domanda più importante, perché solo Ast, perché non i cittadini? Quanti posti di lavoro diretti e indiretti sono previsti? Visto che l’assessore e la regione sono stati i primi ad abbandonare il confronto con Enel sulla sala di telecontrollo, come sarà riattivato? Quali saranno gli impatti ambientali? O solo perché l’idea nasce da sinistra non ci saranno? Per quale motivo il Comune di Terni, firmatario dell'Accordo di Programma sull'energia con AST e vero fautore dell’accordo, continua a essere escluso dai tavoli decisionali più importanti?".
"Sono domande legittime - aggiunge Bandecchi -. Perché quando si parla del futuro energetico di un territorio non bastano le conferenze stampa: servono dati, studi, atti amministrativi e risultati". Annunci, conferenze stampa e promesse non convincono il sindaco di Terni che ha parlato, piuttosto, di "una campagna elettorale permanente".
"I ternani non cercano un influencer - rincara la dose l'inquilino di Palazzo Spada -. Cercano amministratori capaci di produrre risultati. Noi continueremo a fare la nostra parte: lavorare, ascoltare e difendere gli interessi della città. Perché alla fine una domanda resta inevitabile: se questa rivoluzione energetica è così straordinaria, perché ad oggi conosciamo i titoli dei comunicati ma non i numeri che la renderebbero credibile? In ultimo ma non per ultimo ricordiamo a De Luca che serve un partner industriale, chi sarà? E come sarà scelto? Questa idea è stata espressa per la prima volta dal Comune di Terni tre anni fa, forse dovreste passare a prendere indicazioni sul come fare".
L'assessore De Luca ha risposto al sindaco tramite un video pubblicato dai suoi canali social in cui, a sua volta, si è detto perplesso circa le richieste del sindaco dal momento, afferma, "che c'è una Giunta regionale che sta lavorando per poter portare ricchezza e sviluppo a Terni mettendo l'interesse pubblico davanti a quello privato. La Regione - spiega - ha fatto questa scelta a valle del percorso di un anno con il valido supporto di Rse e di Gepafin che in un'analisi tecnico-economica hanno dimostrato come tra concessione e società misto pubblico-privata ci passa il doppio delle risorse e di introiti per il pubblico".
"Quando parliamo del rapporto costi-benefici - aggiunge - è evidente che quello che abbiamo messo sul tavolo è un beneficio enorme per il territorio ternano. Sui tempi di realizzazione: alcune concessioni sono scadute ben prima dell'insediamento dell'attuale Giunta regionale, alcune andranno in scandenza nel 2029. Noi cerchermo di fare il più velocemente possibile anche anticipando vista la necessità di dover dare risposte ai territori. Per quello che riguarda il Polo siderurigico è evidente che noi apriamo una porta, un'opportunità di poter accedere ad energia assolutamente pulita e che permetta un approvvigionamento stabile da quello che è nato insieme allo sviluppo industriale".
Il terreno dello scontro politico però si amplia e l'assessore regionale solleva dubbi circa l'utilizzo che l'amministrazione ternana avrebbe fatto delle somme derivanti dai canoni idroelettrici. "Sul territorio ternano - dice De Luca a Bandecchi - vorrei ricordare che pochi giorni fa le ho comunicato che ci sono 2,6 milioni di euro per Terni, le ricordo di inviarmi i progetti e vorrei ricordare come lo scorso anno 400mila euro di questi li avete spesi per poter fare le luminarie natalizie".
De Luca rivolge infine a sua volta alcune domande al sindaco di Terni toccando argomenti come la Taric, lo spopolamento, le polveri di Prisciano, le isole di calore, il progetto del nuovo ospedale e la sicurezza. "Credo sindaco - conclude - che farebbe bene ad iniziare a discutere e a confrontarsi con chi vuole costruire e portare ricchezza e sviluppo nella città".