22 Jan, 2026 - 18:00

Umbria, dalla Regione quasi un milione di euro in più per i Centri per la famiglia

Umbria, dalla Regione quasi un milione di euro in più per i Centri per la famiglia

La Regione Umbria rafforza in modo significativo le politiche a sostegno della famiglia, della genitorialità e del benessere familiare, puntando a una copertura sempre più capillare sull’intero territorio regionale. Grazie infatti alla partecipazione ad un avviso della presidenza del Consiglio dei Ministri, sono state intercettate ulteriori risorse per quasi un milione di euro da destinare ai Centri per la Famiglia che permetteranno così di coprire tutte le dodici Zone sociali dell’Umbria, migliorando i servizi già attivi e colmando i vuoti ancora presenti.

Più risorse per le famiglie dell'Umbria

I nuovi fondi si vanno ad aggiungere agli stanziamenti già programmati di cui fanno parte anche i circa 500mila euro derivanti dal Fondo nazionale per le politiche della famiglia erogati sia nel 2024 che nel 2025.

Un quadro di risorse importante che permette di passare da una programmazione parziale ad una strategia strutturata e di lungo periodo, orientata a garantire pari diritti e maggiori opportunità alle famiglie umbre, con diverse innovazioni in vista.

Proietti: "La nostra missione è non lasciare indietro nessuno"

La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha rimarcato il ruolo cruciale della famiglia nell’azione del governo regionale. "Con questo importante stanziamento di quasi un milione di euro, che si aggiunge alle risorse regionali e nazionali già messe in campo – ha dichiarato – la Regione Umbria dimostra con i fatti che la famiglia è al centro della nostra agenda politica. La nostra missione è non lasciare indietro nessuno: per questo abbiamo lavorato per garantire che ogni singola Zona sociale della nostra regione, dalle città principali ai comuni delle aree interne e del cratere, abbia un Centro per la famiglia attivo e funzionale".

Come si svilupperà il piano regionale

Il piano regionale si svilupperà lungo tre azioni principali. In primo luogo, è previsto il potenziamento dei Centri per la famiglia già operativi nelle cinque Zone sociali di Città di Castello, Perugia, Marsciano, Spoleto e Terni. A questi si aggiungeranno i quattro Centri la cui apertura era già programmata per il 2026 nelle Zone di Assisi, Gubbio, Foligno e Narni e che ora potranno contare su maggiori risorse fin dalla fase di avvio. 

Parallelamente si procederà all’attivazione e al consolidamento dei servizi nelle restanti tre Zone sociali che finora non avevano una programmazione dedicata ovvero l’Unione dei Comuni del Trasimeno, Norcia e Orvieto. Un passaggio importante per superare le disparità territoriali e garantire una presenza stabile dei Centri.

I Centri per la famiglia come hub di innovazione sociale. Di quali servizi sarà possibile usufruire

I Centri per la famiglia, nelle intenzioni della Regione saranno dei veri e propri hub di innovazione sociale. Presìdi territoriali multifunzionali al cui interno sarà possibile ricevere una pluralità di informazioni e orientamento su risorse educative, sociali e sanitarie, oltre ad accedere a servizi gratuiti di ascolto e counseling rivolti a genitori, bambini e adolescenti.

Particolare attenzione sarà riservata al supporto alla genitorialità nelle fasi più delicate del ciclo di vita familiare e in particolare ai primi mille giorni di vita dei bambini. In questo senso è prevista, tra le altre cose, l’introduzione di figure di sostegno dedicate, come l’assistente materna, che potrà affiancare le neo-mamme anche a domicilio, mettendo in pratica un modello storicamente e ampiamente utilizzato con successo nei Paesi del Nord Europa.

I Centri svolgeranno inoltre un ruolo attivo nella promozione dell’affidamento familiare e dell’adozione, attraverso attività di sensibilizzazione e consulenza. Spazio anche all’alfabetizzazione digitale dei minori, per favorire un uso consapevole e sicuro delle tecnologie. Infine, saperi e innovazioni potranno essere condivisi in rete attraverso lo scambio di esperienze e strumenti, attivando collaborazioni tra i Centri e gli altri servizi sociali, educativi e sanitari. 

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Sara Costanzi
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