Se ne parlava da tempo e la nuova legge regionale per l'edilizia residenziale pubblica in Umbria è ora realtà. Diverse le modifiche intervenute sulla "vecchia" legge 23/2003 con novità che vanno ad intervenire in special modo sulle situazioni di fragilità. Soddisfatto l'assessore regionale alle Poltiche Abitative, Fabio Barcaioli, che ha parlato di come con questa legge le persone tornino al centro delle politiche abitative garantendo pari opportunità a tutte e tutti. "La legge - ha spiegato - si inserisce in un percorso più ampio che stiamo portando avanti insieme ad Ater Umbria per rafforzare l’edilizia pubblica e per costruire un Piano casa regionale capace di durare nel tempo".
La legge premia le situazioni di fragilità documentata come quelle delle famiglie numerose, dei genitori soli con figli, degli anziani con redditi bassi e delle persone con disabilità. Novità anche sul fronte delle emergenze abitative con una quota dedicata per i Comuni e destinata alle donne seguite dai centri antiviolenza, ai nuclei interessati da provvedimenti di sfratto e alle persone vittime di discriminazione. Riserve specifiche sono individuate inoltre per chi è inserito in progetti di vita individuali o in soluzioni di abitare condiviso (co-housing).
Per quanto riguarda l'annoso problema delle manutenzioni anche qui ci sono cambiamenti in vista. Per gli alloggi non immediatamete assegnabili - l'Ater ne conta circa 1.600 in tutta l'Umbria - perché bisognosi di interventi di ripristino, è prevista una clausola per l'autorecupero. Ovvero viene concessa la possibilità agli assegnatari di intervenire con le spese che verranno compensate tramite il canone sotto la supervisione di Ater. Ancora verso l'ottimizzazione del patrimonio disponibile, vengono aggiornate le regole sulla mobilità volontaria interna agli alloggi che sarà semplificata. Se la sistemazione assegnata non dovesse più rispondere alle esigenze del nucleo - ad esempio, anziani soli in appartamenti troppo grandi o privi di ascensore - sarà più facile spostarsi all'interno di altri alloggi più adeguati.
Tra i nodi sciolti definitivamente l'incensuratezza, la possidenza e l’anzianità di residenza. Tutti eliminati con l’obiettivo di ridurre i contenziosi, accelerare la formazione delle graduatorie e consentire una più rapida assegnazione degli alloggi.
Barcaioli ha ricordato come soltanto nel 2024 in Umbria si siano registrati 550 sfratti, oltre il 90 per cento dei quali per morosità. "Le nostre azioni sono orientate a sopperire all’assenza di un Piano casa nazionale e ai tagli decisi dal Governo, che ha eliminato il contributo affitti e il fondo per la morosità incolpevole, lasciando territori e Comuni senza strumenti adeguati - ha aggiunto -. Per questo l’aggiornamento della legge 23 del 2003 è il primo tassello di un Piano casa regionale che abbiamo iniziato a costruire, prevedendo nella riprogrammazione del Fesr 20 milioni di euro, a fronte degli zero stanziati dalla precedente amministrazione regionale. La casa - ha concluso - è un bisogno primario e va affrontata come processo sostenibile, dentro una visione strategica che superi emergenze e frammentazioni e costruisca un nuovo modello di welfare urbano".
Una riforma con cui "l'edilizia residenziale pubblica ritorna a essere uno strumento indispensabile per rispondere ai bisogni di tutti" così hanno accolto la nuova legge i gruppi di maggioranza (Pd, M5s, Avs e Ud-Pp). Un provvedimento, hanno evidenziato in una nota congiunta, che è il risultato di un percorso partecipato con territori, amministrazioni locali e organizzazioni degli inquilini "per costruire una norma chiara e giusta, riportando la legge umbra sui binari della Costituzione".
Un legge che riflette i bisogni della società contemporanea dove "ignorare i cambiamenti sociali significherebbe continuare a guardare a una realtà che non esiste più, e quindi rischiare di non sostenere davvero chi ha bisogno. Le integrazioni e le modifiche alla legge regionale affrontano questo problema, adeguando le norme ai principi costituzionali, anticipando le esigenze delle comunità e offrendo risposte differenziate e mirate" concludono.