10 May, 2026 - 10:00

Caro bollette in Umbria, la Regione annuncia un tavolo ma le famiglie chiedono rimborsi: l’interrogazione di Agabiti e la risposta di De Luca

Caro bollette in Umbria, la Regione annuncia un tavolo ma le famiglie chiedono rimborsi: l’interrogazione di Agabiti e la risposta di De Luca

Il telefono, in queste settimane, sostiene la consigliera regionale Paola Agabiti (FDI) ha squillato più del solito. A chiamare non erano colleghi o funzionari, ma alcune famiglie umbre con una domanda precisa, quasi un atto di fede nella politica: “come si fa a ottenere il rimborso delle bollette promesso dalla Regione?” Un’aspettativa nata, apparentemente, dalla aspettativa che sarebbe nata da un comunicato.

È in questa distanza tra ciò che si sarebbe percepito e ciò che si può fare che si inserisce l’interrogazione urgente discussa in Assemblea legislativa dell’Umbria dall’esponente di Fratelli d’Italia. Da un lato, infatti, la Giunta regionale ha varato una delibera che istituisce un “Tavolo regionale per l’energia” e un comunicato stampa che molti - secondo lei - avrebbero letto come l’annuncio di un ristoro diretto. Dall’altro, contesta Agabiti Urbani, c’è una manovra che ha alzato l’addizionale Irpef, pesando su bilanci già sotto stress per un’inflazione che non molla la presa. E poi ci sono i fatti illustrati in aula in risposta dall'assessore all'ambiente Thomas de Luca: i 36 milioni di euro evocati non sono soldi da distribuire subito a chi fatica a pagare la luce, ma fondi strutturali europei (FESR) da sbloccare su un orizzonte di medio periodo per interventi strategici di efficienza energetica e di dotazione impiantistica rinnovabile.

L’addizionale Irpef che pesa e la delibera che genera attese: la Regione Umbria tra nodi fiscali e attese di rimborso

Il quadro geopolitico internazionale - ha spiegato Agabiti illustrando l’atto ispettivo - si è ulteriormente aggravato negli ultimi mesi a causa delle tensioni nell’area mediorientale, con rilevanti ripercussioni sulle rotte energetiche strategiche”. E l’Italia, che importa ancora il 75% del proprio fabbisogno energetico, resta esposta. Il Governo nazionale ha messo in campo interventi come la riduzione delle accise sui carburanti e il nuovo “decreto bollette” (che spinge il bonus sociale fino a 315 euro), ma la consigliera ha messo il dito sulla piaga regionale: la legge regionale umbra n. 2 del 2025, che ha “introdotto un rilevante incremento dell’addizionale Irpef”.

Rischia di amplificare gli effetti negativi della crisi energetica - ha attaccato - incidendo sulla capacità di spesa delle famiglie e sulla tenuta del sistema produttivo”. Al tavolo energia, insomma, si arriva già con un piatto più leggero. E la delibera di Giunta n. 327 del 2026? Per Agabiti è un’occasione mancata: “Si è limitata a istituire un Tavolo regionale per l’energia, senza prevedere lo stanziamento di nuove risorse, limitandosi a sollecitare l’attivazione dei 36 milioni residui della Priorità 2 del PR FESR 2021-2027, già programmati dalla precedente Giunta”. Tradotto: nessuna risorsa nuovanessuno sportello per le bollette arretrate. Eppure, le telefonate delle famiglie a suo dire sarebbero continuate.

I 36 milioni del Fesr e le comunità energetiche: la scommessa di medio periodo dell’assessore Thomas De Luca

In Aula, a fare chiarezza - e a smontare la narrazione di un rimborso immediato - è stato l’assessore all’Ambiente e alle Fonti rinnovabiliThomas De Luca. La sua replica è stata tecnica, puntuale e, per chi sperava in un assegno diretto, brutale nella sua franchezza. “Rispetto al tema del tessuto sociale - ha sottolineato - è evidente la chiarezza della nostra visione, sul profilo di quale sia lo strumento giusto, che è quello principe delle comunità energetiche rinnovabili”.

E i famosi 36 milioniDe Luca li ha inquadrati nella programmazione europea 2021-2027, specificandone la destinazione: “C’è una disponibilità di circa 36 milioni di euro su due linee: quella dell’efficienza energetica e quella dell’implementazione di impianti da fonti di energia rinnovabili”. Niente sostegno diretto alle utenze domestiche. L’obiettivo è un altro: “Riuscire a sbloccare ora queste risorse - ha spiegato - permettendo la complementarietà di queste misure e rendendole ulteriormente in grado di poter costituire una leva anche sul tessuto sociale”. L’idea è che le imprese umbre possano investire in impianti, e che questi confluiscano in comunità energetiche con ricadute sociali. Un effetto moltiplicatore, insomma, ma di medio periodo.

L’assessore ha anche citato un’altra partita, ancora più annosa: quella dell’articolo 21 della legge regionale 1/2023, che prevede la cessione gratuita di energia da parte dei concessionari idroelettrici e la sua monetizzazione. “C'è in corso una controversia - ha ammesso De Luca - ma che ci vede in una fase vincente da parte della Regione, in una prima istanza, e su cui intendiamo fare anche una moral suasion rispetto a chi in questo momento sta bloccando queste risorse sul territorio”. Una guerra legale e politica, insomma, che dovrà portare nelle intenzioni dell'amministrazione regionale a sbloccare risorse per interventi di sostegno concreto nelle tasche dei cittadini.

In chiusura, Paola Agabiti ha preso atto della franchezza dell’assessore, ma ha rivendicato il senso politico della sua iniziativa: “Questa interrogazione si è resa necessaria per le telefonate che ho ricevuto da parte di alcune famiglie per informarsi su come chiedere il rimborso rispetto al costo dell'energia”. Ha poi aggiunto, con un pizzico di amarezza istituzionale: “Dalla delibera della Giunta abbiamo riscontrato una certa discordanza con il comunicato che poi la Giunta stessa ha predisposto”. Oggi, almeno, il malinteso è stato chiarito: le risorse ci sono, ma non per pagare le bollette di aprile. 

AUTORE
foto autore
Federico Zacaglioni
condividi sui social
condividi su facebook condividi su x condividi su linkedin condividi su whatsapp
ARTICOLI RECENTI
LEGGI ANCHE