21 Mar, 2026 - 14:15

L'Umbria tra strategia e resilienza. De Luca: "Cambiamenti climatici grande sfida dei nostri tempi"

L'Umbria tra strategia e resilienza. De Luca: "Cambiamenti climatici grande sfida dei nostri tempi"

Quella dei cambiamenti climatici è ormai un'emergenza conclamata che chiede azioni e misure urgenti e più che mai strutturali. Dal 2000 ad oggi i dati mostrano che anche nella verde Umbria i fenomeni estremi hanno fatto segnare una netta crescita. Da una parte ci sono l'incremento delle temperature medie e massime e l'irregolarità delle precipitazioni, dall'altra una preoccupante maggiore incidenza di ondate di calore e siccità prolungate.

Di questi temi e, soprattutto, delle strategie e degli strumenti operativi messi in campo dalla Regione Umbria per affrontarli, se ne è parlato a Palazzo Graziani per il nuovo appuntamento de 'L'Umbria che cambia, organizzato in collaborazione tra Regione e 3A-Parco Tecnologico Agroalimentare. Un incontro che ha focalizzato l’attenzione sul Progetto Uracc (Umbria region adaptation to climate change) e sulla nuova Rete integrata meteorologica umbra (Progetto Rimu-Clima). All'evento sono intervenuti esperti dell’Università degli studi di Perugia, di Arpa Umbria, del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase), del Programma Climate Kic, alla presenza dei rappresentanti degli ordini professionali. Una partecipazione trasversale che testimonia un impegno congiunto tra istituzioni, mondo scientifico e professionisti del territorio.

Il Progetto Uracc, un piano d'azione concreto per la resilienza del territorio

Intorno a questi due progetti la Regione intende sviluppare un piano capace di fornire risposte concrete al territorio. Nel 'Focus sull’adattamento ai cambiamenti climatici' sviluppato nell’ambito del Progetto Uracc – finanziato dal Programma Europeo Pathways2Resilience – la Regione ha tracciato il perimetro del proprio piano d'azione. Una base conoscitiva e metodologica che consentirà di mettere in atto una strategia orientata ad aumentare la resilienza del territorio e dei settori più vulnerabili come agricoltura, risorse idriche e salute.

Si va verso un sistema di monitoraggio all'avanguardia

Il passo successivo della strategia consiste nel Progetto Rimu-Clima, che vede la collaborazione anche dell’Università degli Studi di Perugia. Il cuore dell'iniziativa è nell'attivazione di un sistema di monitoraggio all’avanguardia che coordini sotto un'unica regia le reti osservative esistenti per fornire dati scientifici certi a supporto delle decisioni politiche e della protezione civile.

In questa direzione si inseriscono anche le nuove Linee Guida per la Verifica Climatica (Climate Proofing) che forniscono l'orizzonte di riferimeto. Uno strumento tecnico che orienta le nuove infrastrutture e gli investimenti regionali nella direzione di una progettazione strategica affiché siano in grado di resistere agli impatti climatici futuri, garantendo così efficienza amministrativa e un accesso facilitato ai finanziamenti europei.

De Luca: "Cambiamenti climatici tema centrale dell'azione della Regione Umbria"

I cambiamenti climatici rappresentano una questione cruciale per il governo regionale, soprattutto in una regione dalla forte vocazione agricola come l'Umbria. Fenomeni come frane, esondazioni dei fiumi o, all'opposto, scarsità delle risorse idriche, comportano costi elevatissimi, in termini economici, sociale e di pubblica sicurezza. 

"Abbiamo di fronte una scelta - ha affermato in proposito l’assessore regionale Thomas De Luca - : se vogliamo essere ricordati per quelli che si sono voltati dall'altra parte, senza agire, o vogliamo invece essere ricordati per coloro che di fronte a queste evidenze si sono assunti la responsabilità di fare quello che andava fatto per mettere in condizione le nostre comunità di poter resistere e adattarsi".

"I cambiamenti climatici – ha sottolineato De Luca - sono la grande sfida dei nostri tempi, tema centrale dell'azione della Regione Umbria e uno dei pilastri della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile. Siamo impegnati a declinare a livello territoriale gli obiettivi nazionali di adattamento garantendo un sistema di monitoraggio integrato, attraverso strumenti conoscitivi efficaci, per avere la continua disponibilità e qualità dei dati necessari alla ricerca scientifica e ai processi decisionali. È necessario - ha concluso - che questi principi formino l'ossatura per costruire gli obiettivi di tutti i piani e programmi settoriali sottoposti a Valutazione ambientale strategica".

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Sara Costanzi
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