15 Jan, 2026 - 09:40

Appello concorsopoli, chiesta assoluzione per Catiuscia Marini. L'ex governatrice ribadisce "totale estraneità" alle accuse

Appello concorsopoli, chiesta assoluzione per Catiuscia Marini. L'ex governatrice ribadisce "totale estraneità" alle accuse

Ieri nel processo d'appello la Procura Generale di Perugia, attraverso il sostituto Luca Semeraro, ha chiesto l'assoluzione da tutti i reati contestati per l'ex presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini nel caso concorsopoli.

Il pg ha sollecitato l'assoluzione "perché il fatto non sussiste" dall'accusa di associazione per delinquere anche dell'ex assessore regionale alla sanità Luca Barberini, dell'ex segretario regionale del Pd Gianpiero Bocci, già sottosegretario, e dell'ex direttore amministrativo dell'Azienda ospedaliera Maurizio Valorosi.

Il caso che portò alle dimissioni della Giunta e alle elezioni anticipate

Concorsopoli è l'indagine emersa nel 2019 che riguarda le presunte irregolarità nei concorsi banditi dall'Azienda ospedaliera di Perugia e dall'Usl 1 (nel periodo compreso tra l'inizio del 2018 e l'aprile 2019 secondo quanto contestato dai pm) che avrebbe pilotato assunzioni e promozioni nel settore sanitario. Fu un terremoto che travolse alcune figure ai vertici sia della sanità che della politica e che, sempre nel 2019, aveva condotto alle dimissioni della presidente Marini e della sua Giunta e alle elezioni anticipate

Nello specifico la richiesta di assoluzione intervenuta ieri nel processo d'appello per Marini riguarda le ipotesi di falso e di rivelazione di segreto d'ufficio. Il reato di abuso d'ufficio, secondo la nuova normativa che l'ha depenalizzato, è invece stato abrogato. L'ex governatrice era già stata assolta in primo grado dal reato associativo e sia lei che tutti gli altri indagati hanno sempre sostenuto la correttezza del proprio operato.

La ricostruzione della Procura generale

Diverse le assoluzioni richieste ieri dal sostituto procuratore generale arrivate al termine della lunga requisitoria - durata quattro ore -  nel processo che coinvolge ventuno imputati. La Procura generale dopo aver esposto nel dettaglio "le questioni giuridiche rilevanti, richiamando ampi riferimenti giurisprudenziali e chiarendo i presupposti alla base delle conclusioni formulate" ha avanzato le richieste.

Riguardo all'abuso d'ufficio, la Procura generale ha ricordato che lo stesso è stato eliminato dall'ordinamento, "una circostanza che impone di valutare diversamente le contestazioni originariamente mosse agli imputati".

Rispetto al reato di rivelazione del segreto d'ufficio la Procura ha operato una distinzione tra le diverse ipotesi previste sostenendo che le richieste di assoluzione si basino "sulla distinzione tra 'segnalazione' ed istigazione a commettere il reato di utilizzazione del segreto d'ufficio e sulla giurisprudenza più recente sulla non punibilità della ulteriore circolazione da parte di terzi della notizia segreta". 

Infine, per quanto riguarda il reato più pesante, quello dell'associazione per delinquere, "la Procura generale ha richiamato la necessità che, all'interno di un presunto sodalizio criminoso, sia individuabile almeno un soggetto dotato della titolarità di informazioni coperte da segreto d'ufficio, in grado di rivelarle agli altri associati. L'assenza di tale requisito è stata rappresentata come elemento decisivo nell'esclusione della configurabilità dell'associazione contestata". 

Tutte le richieste dei magistrati

I magistrati per Barberini hanno chiesto l'assoluzione dalla rivelazione di segreto d'ufficio "per non aver commesso il fatto" e la condanna a un anno, 9 mesi e 10 giorni di reclusione con pena sospesa per gli altri reati contestati ovvero falsità ideologica e materiale. Per Bocci sono stati chiesti 2 anni, 4 mesi e 20 giorni di reclusione per rivelazione e falsità materiale. L'assoluzione "per non aver commesso il fatto" è stata chiesta per Marini, Marco Cotone, Antonio Tamagnini ed Eleonora Capini.

La posizione dell'ex governatrice: "Totale estranietà"

Il difensore dell'ex governatrice, l'avvocato Nicola Pepe, appresa la richiesta di assoluzione per la sua assistita ne ha ribadito la "totale estraneità rispetto a qualsiasi profilo di rilevanza penale" riferendo che l'ex governatrice "continua a nutrire piena fiducia nel pieno accertamento dei fatti, serbata sin dalle prime fasi dell'indagine".

In una nota il legale ha affermato che "La difesa della dottoressa Catiuscia Marini prende atto con soddisfazione della richiesta di assoluzione della Procura generale in sede di appello, formulata a seguito di una dettagliata analisi di tutti i profili giuridici e delle questioni ad essi sottese".

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Sara Costanzi
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