10 Jan, 2026 - 11:50

Umbria, a gennaio 6.950 assunzioni programmate: crescita tra le migliori in Italia, ma nel trimestre il ritmo rallenta

Umbria, a gennaio 6.950 assunzioni programmate: crescita tra le migliori in Italia, ma nel trimestre il ritmo rallenta

Nel solo mese di gennaio 2026 le imprese umbre hanno programmato 6.950 assunzioni, con un incremento del +4,8% rispetto a gennaio 2025: una delle migliori performance a livello nazionale, superata soltanto da Valle d’Aosta e Calabria. È quanto emerge dai dati ufficiali del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro, diffusi e commentati dalla Camera di commercio dell’Umbria. Il quadro, tuttavia, cambia se si amplia l’orizzonte temporale: nel trimestre gennaio-marzo 2026 le entrate previste scendono da 18.090 a 17.850 (-240 unità, -1,3%), segnalando che la spinta iniziale non si traduce automaticamente in una crescita strutturale.

Gennaio in chiaroscuro: servizi in spinta, industria senza slancio

La crescita registrata a inizio anno è trainata quasi esclusivamente dal terziario. Secondo la Camera di commercio, i servizi segnano 280 avviamenti aggiuntivi, mentre l’agricoltura contribuisce con 40 nuove posizioni. L’industria, nel suo complesso, rimane invece sostanzialmente ferma, con 2.620 ingressi, un dato in linea con quello dello scorso anno.

Ne emerge un quadro in cui l’espansione dell’occupazione si concentra nelle attività a maggiore intensità di lavoro, a fronte di un contributo ancora marginale dei comparti a più alto contenuto tecnologico e di valore aggiunto.

Il trimestre: rallentamento simmetrico

Se il dato dato di gennaio presenta un segno positivo, l’orizzonte trimestrale restituisce un quadro più cauto. Nel periodo gennaio-marzo la contrazione complessiva delle assunzioni programmate (-240 unità) si distribuisce in modo simmetrico tra industria (-120) e servizi (-120), mentre l’agricoltura rimane sostanzialmente stabile.

Un segnale che, per la Camera di commercio, indica come la vivacità di un singolo mese non sia sufficiente a delineare una traiettoria di crescita solida.

Struttura settoriale: arretra la manifattura, cresce il terziario

Il confronto storico mette in evidenza una trasformazione del modello produttivo regionale. Nel 2019 l’industria (manifattura più costruzioni) rappresentava il 43,9% delle assunzioni di gennaio; nel 2026 la quota scende al 41%. All’interno di questo arretramento pesa soprattutto la manifattura, che passa dal 31,8% del 2019 al 27,1% del 2025, stabilmente sotto il 30%.

In parallelo cresce il terziario, dal 56,1% del 2019 al 59% nel 2026. Commercio, turismo e servizi alla persona restano pilastri dell’occupazione regionale e garantiscono la tenuta sociale, ma la debolezza dei servizi avanzati alle imprese (informatica, consulenza, progettazione, servizi tecnici, ricerca) limita l’effetto moltiplicatore sulla produttività.

Profili richiesti: aumenta la bassa qualificazione

La composizione delle assunzioni riflette questa struttura. A gennaio 2026 la quota di ingressi rivolta a persone con solo la scuola dell’obbligo o senza titolo sale dal 19% al 21%, allineandosi alla media nazionale. Nello stesso periodo la richiesta di diplomati scende dal 26% al 24% (pur restando significativa la domanda di qualifiche e diplomi professionali), mentre quella di laureati si attesta intorno al 13%, contro il 17% dell’Italia. Un profilo coerente con una crescita quantitativa che fatica a tradursi in avanzamento qualitativo.

Difficile reperire personale: cresce il ricorso a lavoratori stranieri

Un altro elemento strutturale riguarda il mismatch tra domanda e offerta di lavoro. Oltre un’assunzione su due in Umbria (50,2%) è considerata di difficile reperimento, a fronte del 45,8% nazionale. Nella maggior parte dei casi, spiegano le imprese, il problema non è l’inadeguatezza dei profili ma la scarsità di candidati disponibili. Da qui l’aumento del ricorso a manodopera straniera: la quota di lavoratori immigrati richiesti passa dal 19% al 24% in un solo anno.

La lettura della Camera di commercio

L'ente camerale individua il nodo strutturale del sistema: "Il nodo - osserva l'ente camerale umbro - è che le attività ad alto valore aggiunto sono poche". E ancora: "Excelsior descrive un'Umbria che continua a creare occupazione, spesso anche con intensità superiore alla media nazionale. Ma mostra anche che il baricentro dei nuovi posti si sposta verso attività a minore contenuto di competenze, mentre cresce lentamente e con difficoltà la presenza di industrie e servizi avanzati capaci di generare più produttività e più valore. È su questo equilibrio, tra quantità dell'occupazione e qualità della struttura produttiva che si gioca oggi la traiettoria economica della regione".

Mencaroni: "La vera sfida è la qualità dello sviluppo"

Sul punto interviene il presidente dell’ente, Giorgio Mencaroni: "I dati Excelsior mostrano un mercato del lavoro che cresce, ma in cui aumenta anche la quota di profili a bassa qualificazione, un fenomeno che riguarda tutta l'Italia e che pone una questione di qualità dello sviluppo". E aggiunge: "Non basta guardare ai settori: la vera sfida è far crescere attività e imprese capaci di generare più competenze, più produttività e più valore, sia nell'industria sia nei servizi".

Le prospettive: quantità e qualità dell’occupazione

Il bilancio complessivo è dunque duplice. Da un lato, l’Umbria conferma una capacità di creazione di posti di lavoro superiore alla media nazionale in avvio d’anno. Dall’altro, la composizione settoriale e professionale segnala una fragilità strutturale: scarsa presenza di attività ad alto valore aggiunto, difficoltà di reperimento, incremento delle posizioni a bassa qualifica.

Per la Camera di commercio, il percorso passa da innovazione, formazione e qualità del lavoro, con politiche mirate a rafforzare la manifattura avanzata e i servizi alle imprese, e a valorizzare capitale umano e investimenti. L’obiettivo, sottolinea l’ente, è fare in modo che la crescita dell’occupazione non sia soltanto numerica, ma si traduca in maggiore produttività, competenze e valore per l’economia regionale.

AUTORE
foto autore
Francesco Mastrodicasa
condividi sui social
condividi su facebook condividi su x condividi su linkedin condividi su whatsapp
ARTICOLI RECENTI
LEGGI ANCHE