07 Mar, 2026 - 20:30

8 marzo, Bistocchi ricorda le Madri costituenti a 80 anni dal primo voto delle donne in Italia

8 marzo, Bistocchi ricorda le Madri costituenti a 80 anni dal primo voto delle donne in Italia

L'8 marzo si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale della Donna. Una data simbolo che quest'anno per l'Italia assume anche un significato più ampio. Nel 2026 si celebrano infatti anche gli ottant'anni da quando, per la prima volta, votarano anche le donne. Sarah Bistocchi, presidente dell'Assemblea Legislativa dell'Umbria, in questa occasione ha voluto lanciare un messaggio toccando alcune questioni fondamentali che riguardano le donne. 

Un invito alla responsabilità e all'unità "per un cambio di passo concreto sulle pari opportunità"

"In un tempo in cui il mondo è incendiato da conflitti e violenze, la politica e le Istituzioni sono chiamate alla prova principale, quella della responsabilità e dell'unità, condizioni fondamentali per un cambio di passo concreto sulle pari opportunità, che invece stenta a farsi vedere" così esordisce Bistocchi in una sua nota.

Il riferimento è ai diritti, un ambito che troppo spesso, ha sottolineato, "diventa invece campo di battaglia, più soggetto a colpi di mano che ad azioni concretamente efficaci". Bistocchi parla anche del nuovo decreto a firma della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dalla ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, Eugenia Roccella, che porterà all'abolizione delle Consigliere di Parità. Un provvedimento, ha affermato, "emblematico di una tendenza che punta a restringere spazi, piuttosto che a difendere presidi di uguaglianza e lotta alla discriminazione". 


"Eppure - spiega in proposito - ce ne sarebbe necessità, anche nella nostra Umbria, che pur in forma minore, risente delle tendenze nazionali sull'occupazione femminile, superiore alla media nazionale ma inferiore a quella degli uomini". Un discorso ancora aperto quello sul gender gap e lontano dall'essere superato, che tocca inevitabilmente anche "l'accesso al lavoro" e "la qualità dell'occupazione che ci troviamo a ricoprire o per le violenze che ci troviamo a subire".

Violenza di genere, in Umbria quadro preoccupante

Preoccupante il rapporto che il Procuratore generale Sergio Sottani ha diffuso proprio ieri portando all'attenzione i dati sulla violenza di genere in Umbria. In totale i Codici Rossi nel 2025 sono arrivati a 1.316, in netta crescita rispetto all'anno precedente. Nel Perugino se ne sono registrati oltre 600, mentre a Terni sono raddoppiati arrivando a 380 cui si aggiungono i 350 di Spoleto. In aumento, ha evidenziato Sottani, anche i casi di violenza all'interno delle relazioni fra giovanissimi.

Dati "allarmanti" li ha definiti Bistocchi che "per una regione piccola come la nostra rappresentano un grido d'allarme che non possiamo ignorare. Così come è preoccupante il sensibile aumento di episodi riscontrati tra i minori. Un quadro dunque da non sottovalutare e anzi su cui lavorare, nel quale è lampante la necessità di interventi chiari sul fronte della cultura e dell'educazione".

Il richiamo alle Madri costituenti e al primo voto delle donne italiane

Nel 2026, sostiene la presidente dell'Assemblea Legislativa, l'8 marzo rappresenta anche l'occasione per celebrare gli 80 anni dal diritto di voto alle donne. "Nel 1946, per la prima volta, tutte le donne poterono votare e candidarsi, così nacquero le cosiddette 'Madri costituenti', ovvero quelle donne elette nell'Assemblea che scrissero la nostra Costituzione. Il volto dell'8 marzo, per me, quest'anno è proprio quello di Adele Bei, di Nilde Iotti e di tutte le altre che in quel tempo che oggi ci sembra, sbagliando, lontano e scontato, con coraggio e lungimiranza, cambiarono il paradigma dominante".

L'invito di Bistocchi è di lasciarsi ispirare dall'esempio, sempre attuale, di quelle donne. "Come loro - questo è l'auspicio -, riempiamo di impegno e di responsabilità le nostre giornate e i nostri ruoli, affinché le Istituzioni possano lasciare una società migliore di come l'hanno trovata, più giusta e più equa, che passa per una parità di genere concreta e reale".

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Sara Costanzi
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