04 Jan, 2026 - 18:00

Umbri in Venezuela tra incertezza geopolitica e tutele fragili: a Caracas apprensione per la crisi internazionale

Umbri in Venezuela tra incertezza geopolitica e tutele fragili: a Caracas apprensione per la crisi internazionale

Sono 40 le famiglie umbre residenti a Caracas, persone che da anni lavorano e vivono in Venezuela, spesso da decenni, inserite nel tessuto economico e sociale del Paese. A rappresentarne le istanze è Amici dell’Umbria di Caracas, attraverso la presidente Adele Galli, che parla di “una comunità discreta, laboriosa, ma oggi comprensibilmente preoccupata”.

L’apprensione non nasce solo dagli eventi più recenti, ma da una situazione strutturalmente instabile che da anni accompagna la vita quotidiana nel Paese sudamericano, aggravata ora dal ritorno del Venezuela al centro delle tensioni geopolitiche globali.

Venezuela, tra crisi interna e pressione internazionale

Il quadro venezuelano resta complesso. Da un lato, il regime guidato da Nicolás Maduro continua a essere accusato a livello internazionale di gravi violazioni democratiche, elezioni considerate farsa da numerosi osservatori indipendenti e collusioni con il narcotraffico, elementi che hanno progressivamente isolato il Paese sul piano diplomatico.

Dall’altro lato, le risposte della comunità internazionale – spesso guidate dalle superpotenze – si muovono sempre più fuori da un perimetro condiviso di legalità multilaterale, alimentando un clima di instabilità che ricade anche sulle popolazioni civili e sulle comunità straniere residenti.

Le reazioni politiche in Umbria: toni diversi, stesso allarme

In Umbria, la vicenda ha generato prese di posizione differenti. L’assessorato regionale alla Pace (che assomiglia in maniera impressionante al Ministero della Pace in Orwell 1984... n.d.r.) nella persona di Fabio Barcaioli ha parlato di “un atto grave che indebolisce ulteriormente l’ordine internazionale”. Una valutazione che richiama il tema dell’uso della forza, ma che viene letta da alcuni come parziale, perché non tiene pienamente conto della natura autoritaria del regime venezuelano e delle responsabilità interne di Caracas nella crisi in atto.

Più netta, sul versante opposto, la posizione del deputato umbro e portavoce nazionale di Forza Italia Raffaele Nevi, che ribadisce: “Maduro non è mai stato un interlocutore affidabile per l’Italia. Il nostro sostegno è sempre stato al popolo venezuelano, non a un regime che ha soffocato libertà e democrazia.

ONU marginale e diritto internazionale indebolito

Al di là delle posizioni politiche, emerge un dato difficilmente contestabile: il ruolo dell’Organizzazione delle Nazioni Unite appare sempre più simbolico di fronte alle scelte unilaterali delle grandi potenze. Risoluzioni, appelli e mediazioni faticano a tradursi in strumenti efficaci di prevenzione dei conflitti o di tutela delle popolazioni civili.

Un indebolimento che affonda le radici nel nuovo ordine globale post-2001. Con il Patriot Act approvato negli Stati Uniti, molte garanzie storiche del diritto internazionale e dello stesso Habeas Corpus hanno iniziato a essere progressivamente erose in nome della sicurezza, aprendo la strada a interventi extra-territoriali e a una gestione selettiva delle regole.

Le ricadute sulle comunità straniere

In questo scenario, le comunità straniere residenti in Paesi instabili diventano inermi spettatrici di equilibri che non controllano. Gli umbri di Caracas, come migliaia di altri italiani, vivono sospesi tra l’attaccamento al luogo in cui hanno costruito la propria vita e l’incertezza legata a decisioni prese altrove.

La Farnesina segue la situazione della comunità italiana in Venezuela, che conta circa 130 mila persone, una delle più numerose in America Latina. Per ora non si segnalano criticità immediate, ma resta alta l’attenzione sul piano della sicurezza e dell’assistenza consolare.

Tra realpolitik e tutela dei cittadini

La vicenda venezuelana mette in luce una contraddizione ormai strutturale della politica internazionale: la distanza tra i principi proclamati e la realtà dei rapporti di forza. Se da un lato è innegabile la natura autoritaria del regime di Maduro, dall’altro è altrettanto evidente che l’uso della forza e la marginalizzazione degli organismi multilaterali non producono stabilità duratura.

Nel mezzo restano le persone: famiglie, lavoratori, pensionati. Umbri compresi. “Non chiediamo di prendere parte a scontri ideologicifanno sapere dalla comunità – ma solo di poter vivere con sicurezza e con la certezza che lo Stato italiano non ci dimentichi.

In un mondo in cui le superpotenze dettano sempre più le regole e l’ONU appare ridotta a voce morale più che a soggetto operativo, la tutela concreta dei cittadini all’estero diventa la vera misura della credibilità delle istituzioni.

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Mario Farneti
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