La Regione Umbria investe più di un milione di euro per potenziare i servizi di informazione e accoglienza turistica: un provvedimento che punta a garantire continuità, qualità e competitività al comparto.
La Giunta regionale dell’Umbria ha approvato lo stanziamento di 1.120.000 euro destinati al finanziamento dei Servizi di informazione e accoglienza turistica (IAT) per l’anno 2025. Le risorse, allocate all’interno della Missione 18 del bilancio regionale, verranno ripartite tra i Comuni già compresi negli Ambiti Territoriali Integrati (ATI) 1, 2, 3 e 4, confermando la logica di distribuzione adottata negli anni precedenti.
Il provvedimento risponde alla necessità di rafforzare un settore che, dopo la ripresa post-pandemica e le nuove dinamiche di mercato, richiede maggiore coordinamento e un’offerta sempre più strutturata.
Gli IAT rappresentano infatti il primo riferimento per chi arriva in Umbria: sportelli diffusi sul territorio capaci di fornire informazioni su eventi, percorsi culturali, attività outdoor e ricettività. La loro funzione va ben oltre l’accoglienza: sono presidi che promuovono l’immagine della regione e contribuiscono a distribuire i flussi turistici anche nelle aree meno battute.
L’assessore regionale al Turismo, Simona Meloni, ha sottolineato la centralità di questo intervento: “Si tratta di un provvedimento importante perché assicura la continuità e l’efficienza dei servizi di informazione e accoglienza turistica in tutta la regione. Gli IAT rappresentano il primo punto di contatto tra visitatori e territorio, un presidio fondamentale per valorizzare borghi, aree interne e grandi attrattori”.
Le risorse non hanno soltanto l’obiettivo di coprire i costi di gestione, ma servono anche a garantire agli enti locali stabilità economica, elemento cruciale per pianificare a lungo termine e migliorare i servizi. “Con queste risorse" – ha aggiunto Meloni – "diamo stabilità agli enti locali, accompagnandoli anche nel percorso di riordino e rafforzamento dell’organizzazione turistica regionale. L’obiettivo è costruire un sistema più moderno, integrato e capace di rispondere alle sfide internazionali, mantenendo però un legame saldo con le comunità locali e la qualità dell’accoglienza umbra”.
La scelta della Regione si inserisce in un contesto più ampio di promozione di un turismo diffuso, che non si limita alle città d’arte ma punta a includere borghi, aree interne e percorsi naturalistici. L’Umbria, grazie alla sua identità culturale e paesaggistica, ha tutte le carte in regola per competere sui mercati internazionali, ma per farlo deve offrire servizi uniformi e un’immagine coordinata.
Il rafforzamento degli IAT risponde proprio a questa esigenza: un visitatore ben informato è più propenso a esplorare il territorio, partecipare ad attività locali e prolungare la permanenza. Si tratta di un volano economico che, oltre a sostenere il settore turistico, genera ricadute su commercio, artigianato e ristorazione.
Il provvedimento arriva in un momento particolarmente favorevole per il turismo umbro. I dati dell’estate 2025 registrano un incremento dell’11,2% negli arrivi e del 13% nelle presenze rispetto allo stesso periodo del 2024. A trainare la crescita sono soprattutto i mercati esteri, con Stati Uniti, Germania e Regno Unito in testa, seguiti da Paesi Bassi, Polonia e con segnali incoraggianti anche dal mercato cinese. Questo trend conferma l’immagine di un’Umbria sempre più internazionale, che attira viaggiatori alla ricerca di autenticità, natura e cultura diffusa.
La tendenza premia una strategia precisa: trasformare la domanda di esperienze autentiche in un marchio distintivo, capace di destagionalizzare i flussi e offrire un’alternativa competitiva rispetto alle mete balneari. Non più turismo mordi e fuggi, ma soggiorni lenti, percorsi esperienziali e valorizzazione del patrimonio enogastronomico come elementi identitari.