Mentre l’Italia del turismo arretra e le regioni del Centro chiudono tutte in negativo, l’Umbria preme sull’acceleratore e manda un segnale che non ammette sfumature. Per il trimestre maggio-luglio 2026 le imprese dell’alloggio, della ristorazione e dei servizi turistici della regione programmano 4.120 assunzioni, seicento in più rispetto allo stesso periodo del 2025: una crescita del 17 per cento, la più alta a livello nazionale. Lo certifica il bollettino Excelsior di Unioncamere, Ministero del Lavoro e Unione europea, che fotografa le attese degli operatori e restituisce un quadro in netta controtendenza: mentre l’Italia cede l’1,3 per cento e regioni come Toscana (-4,4%), Lazio (-4,3%) e Marche (-1,6%) ripiegano, la regione verde d’Italia si stacca da tutte, forte anche del record di arrivi e presenze già messo a segno nel 2025. A trainare è soprattutto Assisi, sospinta da un doppio anniversario che sta già gonfiando i flussi: gli ottocento anni dalla morte di San Francesco e il ventennale della scomparsa di Carlo Acutis. Restano però incognite macroeconomiche rilevanti - il caro energia, un petrolio che viaggia stabilmente sopra i 100 dollari al barile, le tensioni geopolitiche - che secondo il presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni, potrebbero rivedere al ribasso il bilancio finale della stagione.

I dati del sistema Excelsior, rilevati fra il 17 marzo e il 2 aprile 2026, dicono che l’Umbria è la prima regione italiana per incremento degli avviamenti al lavoro programmati nel turismo. Sul podio virtuale, dietro al +17% umbro, si collocano Valle d’Aosta (+14,2%), Basilicata (+12%), Piemonte (+7,5%) e Calabria (+5,2%). In coda, con il segno meno, scivolano Lombardia (-10,7%), Emilia-Romagna (-9,1%), Sardegna (-7,1%), Veneto (-5,3%) e la stessa Toscana. Il distacco è ancora più netto se si guarda al solo mese di maggio 2026: le imprese umbre prevedono 1.320 assunzioni, 250 in più di maggio 2025, con un balzo del 23,5 per cento a fronte di un’Italia che arretra del 12,6 per cento e di un Centro che sprofonda oltre il 10 per cento.
Dietro queste cifre c’è la solidità di un sistema che nel 2025 aveva già toccato il suo massimo storico: 3.036.032 arrivi e 7.942.202 presenze, con aumenti rispettivamente del 9,1% e dell’8,5% sul 2024. La provincia di Perugia, nel trimestre, cresce del 20 per cento con 3.300 avviamenti contro i 2.750 dell’anno scorso; il Ternano avanza del 7,8 per cento, da 770 a 830 ingressi. Un differenziale che riflette la geografia del fenomeno: la spinta maggiore arriva dal cuore francescano e dal suo indotto.
La Diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino ha scandito il 2026 come un anno speciale proprio intorno a queste due figure. Il corpo di Carlo Acutis riposa dal 2019 nella chiesa di Santa Maria Maggiore, diventata Santuario della Spogliazione, meta ormai consolidata di pellegrini, soprattutto giovani. Nei primi quattro mesi del 2026 il santuario ha comunicato quasi 400mila presenze, con una crescita marcata di stranieri e di gruppi organizzati. Per reggere l’onda, è stata introdotta la messa in inglese ogni domenica alle 16 e la “Domenica della Spogliazione” mensile, con approfondimenti sul luogo in cui Francesco si spogliò dei beni paterni e sulla figura di Acutis. Dal 13 al 17 maggio si è svolta la festa del santuario, con celebrazioni, convegni e il Premio internazionale “Francesco d’Assisi e Carlo Acutis per un’economia della fraternità”, che mette in palio un sostegno di 50mila euro al progetto vincitore. Ottobre sarà poi il passaggio simbolico più intenso per Acutis, morto il 12 ottobre 2006, del quale ricorre il ventennale.
Ma il 2026 non è soltanto l’anno di Acutis. Il Comune di Assisi ha allestito un programma con oltre ottanta appuntamenti per l’ottavo centenario della morte di San Francesco, mentre la Regione Umbria ha scelto di portare proprio ad Assisi, il 24 e 25 settembre, il World Tourism Event, inserendolo nel quadro delle celebrazioni francescane. Un intreccio che gli operatori stanno già traducendo in aspettative di assunzione, convinti che i numeri del 2025 possano essere superati.

Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, invita però a non fermarsi alla superficie delle percentuali. In primo luogo perché una fetta degli avviamenti potrebbe nascondere un fenomeno strutturale del mercato del lavoro: “Una parte degli avviamenti può essere legata alla necessità di sostituire personale, soprattutto giovane, che lascia il turismo per svolgere altri lavori, magari perché lasciano più tempo libero. È un fenomeno che non va sottovalutato e che in questi anni è stato costantemente in crescita, anche se non ci sono indagini che lo quantifichino con esattezza. In altre parole, al netto di queste cessazioni, i numeri della reale crescita programmata delle assunzioni potrebbero essere, per l’Umbria e per l’Italia, più bassi".
Il secondo ordine di cautele arriva dallo scenario internazionale. L’indagine Excelsior è stata realizzata fra il 17 marzo e il 2 aprile 2026, quando la guerra che ha coinvolto Stati Uniti e Israele contro l’Iran era appena deflagrata e il petrolio era schizzato a 118,09 dollari al barile, per poi mantenersi sopra i 100 dollari per tutta la finestra della rilevazione. “Sembrava una crisi destinata a risolversi in breve tempo, non il pantano che è diventato,” spiega Mencaroni. E aggiunge: “Gli operatori turistici potrebbero in quel periodo, nel confermare le previsioni di assunzione, non aver metabolizzato pienamente questi eventi, sottovalutandone le conseguenze. Ma questo è un capitolo ancora tutto da scrivere".
Il caro energia e l’eventuale compressione della domanda, soprattutto sulla parte centrale della stagione, restano dunque le variabili che possono ancora riscrivere i conti di un’estate che sulla carta porta l’Umbria al vertice del turismo italiano. Un primato costruito su fondamentali solidi e su un potente traino spirituale e culturale, ma esposto alle stesse turbolenze che agitano l’economia globale.