L’Umbria lanciata verso un’annata da incorniciare. Nei primi sei mesi del 2025 gli arrivi hanno toccato quota 1,3 milioni, con oltre 3,2 milioni di presenze. Un +8% sugli stessi mesi del 2024, racconta l’Ufficio Statistica della Regione.
Da aprile a giugno la cavalcata non si è fermata: Sviluppumbria segnala 930mila arrivi e 2,2 milioni di pernottamenti. Un trionfo che premia le città d’arte: Assisi, Perugia, Orvieto, Todi e Spoleto continuano a dominare la scena, come certifica Umbria Tourism.
La spinta arriva soprattutto dall’estero. Nei primi cinque mesi del 2025 gli arrivi extra-Ue sono volati a +14,2% e le presenze a +16,7%. Americani e tedeschi guidano la rimonta, tallonati da polacchi e britannici. Nel solo secondo trimestre 62mila arrivi dagli Usa, 34mila dalla Germania, 31mila dal Regno Unito. Assisi la più gettonata, poi Perugia e Orvieto.
Gli italiani restano comunque protagonisti: Roma, Napoli e Milano le città che portano più viaggiatori in Umbria.
Nelle colline umbre si affacciano i viaggiatori a cinque stelle. Una clientela nuova, esigente, che vuole resort e spa di livello. L’Umbria intercetta così parte del turismo di lusso prima dirottato in Toscana. In parallelo cresce la febbre sportiva: tedeschi e olandesi macinano chilometri in bici, altri preferiscono i cammini. La Via di Francesco e il Giubileo 2025 si confermano calamite potenti, spiega Sviluppumbria.
Il turismo religioso resta il pilastro. Assisi corre davanti a tutti con numeri doppi rispetto a Perugia, secondo l’Ufficio Statistica. Il Giubileo, il nuovo Pontefice umbro e il centenario del Cantico delle Creature hanno acceso i riflettori sulla città serafica. Cascia sale al terzo posto regionale e diventa la regina dei comuni sotto i 3mila abitanti. Norcia, nonostante i cantieri e le transenne, rialza la testa. Migliaia di pellegrini arrivano ospitati da famiglie e conventi, ricorda Umbria Tourism.
Anche i borghi si godono la ribalta. Sul Trasimeno vanno forte Castiglione del Lago, Passignano e Tuoro. Spello, Bevagna e Torgiano segnano una stagione brillante. La Valnerina riparte: la Cascata delle Marmore travolge i numeri, Piediluco cresce. Il Ponte Tibetano di Sellano è la sorpresa: 56mila biglietti staccati in un anno, una folla per un borgo di 900 abitanti. Carsulae si riscopre attrazione archeologica con 40mila ingressi nel semestre. Rasiglia, la piccola Venezia umbra, è ormai satura.
Castelluccio invece frena: la mancata fioritura rinviata alle calende greche dal caldo estremo ha gelato l’effetto cartolina. La Regione punta comunque su cammini, ciclovie e turismo lento per riequilibrare i flussi.
Dietro il boom c’è però un freno a mano tirato: i trasporti. L’assessora Simona Meloni avverte che i lavori sulla ferrovia con Roma rischiano di tagliare fuori migliaia di viaggiatori. E i collegamenti veloci rinviati alle calende greche non aiutano. Mancano inoltre strutture a cinque stelle in grado di soddisfare l’ondata di super-ricchi.
Malgrado i limiti, la cavalcata continua. Dopo i 7 milioni di presenze del 2024, l’Umbria è pronta a sfondare quota 8 milioni. E con l’ottavo centenario della morte di San Francesco all’orizzonte, gli analisti di Sviluppumbria non escludono di toccare il traguardo dei 10 milioni. La regione verde d’Italia non era mai stata così affollata.