Credeva di essere già al sicuro, con il bottino nascosto nell’auto a noleggio, mentre viaggiava lungo la E45 in direzione sud. Invece, i Carabinieri lo stavano già pedinando. E lo hanno bloccato all’uscita di Pantalla, pochi minuti dopo l’ennesimo colpo. Un 51enne campano è finito in manette con l’accusa di truffa aggravata ai danni di un’83enne di Città di Castello. La vittima era stata raggirata con la tecnica del finto poliziotto: una telefonata, una falsa emergenza e la consegna di 3.500 euro in contanti più gioielli d’oro per un valore di 15mila euro. I militari hanno recuperato tutto. L’anziana, ieri, ha riabbracciato i suoi averi.
Tutto è partito da una chiamata sul fisso di casa. Dall’altro capo del filo, una voce sicura, autorevole: “Sono un maresciallo dei Carabinieri, suo nipote ha avuto un incidente, serve denaro e oro per evitare guai peggiori”. La vittima, 83 anni, ci ha creduto. Come accade in decine di casi simili ogni mese in Umbria, l’anziana ha seguito le istruzioni passo dopo passo. L’uomo al telefono le ha promesso un ritiro a domicilio dei valori, per metterli al sicuro. Poco dopo, un complice – o lo stesso 51enne – si è presentato alla porta di casa. La donna gli ha consegnato il plico con i contanti e i gioielli. E lui è sparito.
La segnalazione è arrivata alla Compagnia Carabinieri di Città di Castello, che ha subito attivato le ricerche. Gli investigatori hanno incrociato i dati telefonici, le descrizioni e i tragitti possibili. Un lavoro rapido, condotto in poche ore. L’indizio decisivo è emerso quando hanno identificato l’auto a noleggio utilizzata dal truffatore: una vettura segnalata in transito lungo la E45, la direttrice che dalla Toscana scende verso il Lazio.
I Carabinieri della Stazione di Todi hanno preso il testimone. In serata, lungo il raccordo umbro, hanno avvistato il veicolo. Da quel momento è scattato un pedinamento silenzioso, senza lampeggianti, a distanza di sicurezza. Il 51enne campano non si è accorto di nulla. Quando ha imboccato l’uscita per Pantalla, i militari lo hanno affiancato e bloccato. Fermato, perquisito, arrestato in flagranza di reato. All’interno dell’auto, nascosti sotto il sedile, sono spuntati i 3.500 euro in contanti e i gioielli d’oro: anelli, bracciali, catene. Il valore complessivo, 18.500 euro. L’intera refurtiva è stata sequestrata e restituita alla legittima proprietaria.
L’uomo, originario della Campania, con precedenti specifici per truffe, è stato trattenuto nelle camere di sicurezza del Comando di Todi. Ieri mattina è comparso davanti al Giudice del Tribunale di Spoleto per il rito direttissimo. Il magistrato ha convalidato l’arresto e disposto nei suoi confronti la misura dell’obbligo di firma, in attesa del processo. Per l’83enne, invece, la vicenda si è chiusa nel migliore dei modi: pochi giorni di paura, poi il ritorno a casa con i suoi risparmi e i ricordi di una vita custoditi nell’oro.
I Carabinieri ricordano che nessuna vera Forza dell’ordine chiede mai soldi o gioielli per telefono. In caso di chiamate sospette, l’unica mossa giusta è chiudere e chiamare subito il 112.