24 Mar, 2026 - 15:55

Truffa del finto carabiniere, nuovo caso tra Firenze e Orvieto: sventato raggiro ai danni di una coppia di anziani, recuperato il bottino

Truffa del finto carabiniere, nuovo caso tra Firenze e Orvieto: sventato raggiro ai danni di una coppia di anziani, recuperato il bottino

Un raggiro costruito con un copione ormai noto, ma ancora capace di colpire le fasce più fragili della popolazione. Si è conclusa con un arresto e il recupero dell’intero bottino l’ennesima truffa ai danni di anziani, scoperta grazie a un’operazione coordinata tra la Squadra Mobile della Questura di Firenze e la Polizia Stradale di Orvieto.

Determinante è stata la tempestività dell’intervento: l’auto utilizzata dai presunti responsabili, segnalata mentre si allontanava dall’abitazione di una coppia novantenne appena truffata, è stata intercettata lungo l’autostrada A1 da una pattuglia della Stradale. A bordo del veicolo viaggiavano due giovani, un 22enne e un 17enne, trovati in possesso di oro e preziosi per un valore stimato intorno ai 20mila euro, oltre a 15 grammi di hashish.

Il falso carabiniere e la “cauzione”

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il raggiro si è sviluppato attraverso una modalità ormai consolidata. Uno dei due giovani, fingendosi un appartenente alle forze dell’ordine, avrebbe contattato telefonicamente uno dei coniugi, sostenendo che l’auto di famiglia fosse coinvolta in una rapina.

Nel corso della telefonata, il falso carabiniere avrebbe chiesto all’anziano di recarsi con urgenza presso un comando di polizia per chiarimenti, anticipando che un collega in borghese si sarebbe presentato presso l’abitazione per ritirare denaro e gioielli a titolo di “cauzione”. Una strategia basata su pressione psicologica e senso di urgenza, che ha portato i due anziani a consegnare i propri beni convinti di trovarsi di fronte a un intervento legittimo delle autorità.

L’intuizione della Polfer e l’attivazione delle indagini

Il piano si è interrotto grazie alla prontezza degli operatori della Polizia Ferroviaria di Santa Maria Novella, dove uno dei coniugi si è recato seguendo le istruzioni ricevute.

Gli agenti hanno subito compreso che si trattava di una truffa e hanno attivato immediatamente la Squadra Mobile di Firenze. Nel giro di pochi minuti è stata individuata un’auto sospetta vista allontanarsi dall’abitazione della coppia proprio negli istanti della telefonata. La segnalazione è stata quindi diramata alle pattuglie sul territorio, attivando una rete di controllo che si è estesa fino alla direttrice autostradale.

Il fermo sull’A1: intercettazione e controllo del veicolo

L'auto è stata infine intercettata nei pressi di Orvieto da una pattuglia della Polizia Stradale. Fermato il veicolo, gli agenti hanno proceduto al controllo dei due occupanti. Le dichiarazioni fornite sono apparse da subito contraddittorie, spingendo gli operatori ad approfondire gli accertamenti. La successiva perquisizione ha portato al rinvenimento del bottino, accuratamente occultato all’interno dell’auto. 

Oro e preziosi sottratti ai coniugi sono stati così recuperati integralmente, consentendo di ricostruire in tempi rapidi il collegamento con la truffa appena consumata.

Arresto e denuncia: il quadro degli indagati

Alla luce degli elementi raccolti, il 17enne è stato arrestato e posto a disposizione del Tribunale per i Minorenni di Perugia. Il giovane è stato inoltre riconosciuto dalle vittime come il soggetto che si era presentato presso l’abitazione per ritirare i gioielli. 

Il 22enne che si trovava con lui è stato invece denunciato in stato di libertà all’autorità giudiziaria competente. Entrambi dovranno rispondere delle accuse nell’ambito del procedimento in corso. Nel corso del controllo è stato inoltre rinvenuto un quantitativo di 15 grammi di hashish, sequestrato dagli agenti.

Recuperato il bottino: limitati i danni per le vittime

Il recupero dell'intera refurtiva rappresenta un risultato significativo, soprattutto considerando l’impatto che simili truffe hanno sulle vittime, non solo dal punto di vista economico ma anche psicologico. La rapidità dell’intervento ha permesso di restituire ai coniugi quanto sottratto, evitando conseguenze ancora più gravi.

Un fenomeno diffuso e in evoluzione

L'epsiodio conferma la persistente diffusione delle truffe ai danni di anziani, spesso realizzate attraverso schemi ripetitivi ma efficaci. 

Il ricorso alla figura del falso appartenente alle forze dell’ordine continua a essere una delle modalità più utilizzate, facendo leva sulla fiducia e sul timore delle vittime. In questo contesto, assume un ruolo centrale la prevenzione, così come la sensibilizzazione delle fasce più esposte della popolazione, affinché possano riconoscere tempestivamente situazioni sospette e contattare le autorità.

Il valore del coordinamento operativo

L'operazione evidenzia anche l’importanza del coordinamento tra diverse articolazioni delle forze di polizia. Dalla segnalazione iniziale della Polfer, passando per l’attività investigativa della Squadra Mobile, fino all’intervento operativo della Stradale di Orvieto, ogni fase si è rivelata determinante per il buon esito dell’azione.

Indagini in corso e garanzie di legge

Il procedimento penale è attualmente nella fase delle indagini preliminari. Come previsto dall’ordinamento, vige il principio di non colpevolezza fino a sentenza definitiva di condanna. Le attività investigative proseguono per chiarire ogni aspetto della vicenda e verificare eventuali collegamenti con altri episodi analoghi.

L’intervento rappresenta un ulteriore segnale dell’attenzione delle forze dell’ordine su un fenomeno che continua a richiedere vigilanza, rapidità e capacità di risposta.

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Francesco Mastrodicasa
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