12 Jul, 2026 - 09:15

Foligno, truffa dello specchietto e del finto Carabiniere a un’anziana: la vicina dà l’allarme, arrestato un 26enne

Foligno, truffa dello specchietto e del finto Carabiniere a un’anziana: la vicina dà l’allarme, arrestato un 26enne

Un telefono fisso che squilla in un tranquillo pomeriggio di Foligno, una voce autoritaria dall'altro capo del filo e il panico che si fa strada nella mente di un'anziana di 82 anni. Gli ingredienti della cosiddetta "truffa del finto maresciallo" si ripetono con una precisione chirurgica, ma questa volta il finale è diverso dal solito copione criminale. I Carabinieri della Stazione di Foligno, supportati dai militari della Sezione Radiomobile, hanno interrotto la catena del raggiro arrestando in flagranza di reato un 26enne, accusato di tentata truffa aggravata in concorso. L'intervento tempestivo, nato dal forte senso civico del vicinato e dalla prontezza della famiglia della vittima, ha impedito che i risparmi di una vita finissero nelle mani della criminalità, portando il giovane davanti al Tribunale di Spoleto che ha convalidato la misura restrittiva.

La trappola psicologica del falso incidente stradale e la richiesta di denaro e preziosi

La dinamica dell'inganno ha ricalcato una modalità ricorrente, studiata per colpire gli affetti più profondi e azzerare la capacità di reazione lucida delle vittime. Il malvivente si è qualificato al telefono come un sedicente Maresciallo dei Carabinieri, prospettando alla donna una circostanza del tutto falsa ma drammatica: un grave sinistro stradale causato proprio da suo figlio.

Per rendere la minaccia imminente e coercitiva, l'interlocutore ha paventato un imminente stato di fermo per l'uomo, indicando un'unica via d'uscita per evitare gravi conseguenze legali: la consegna immediata di denaro contante e preziosi. La messinscena prevedeva anche l'arrivo imminente di un presunto avvocato, incaricato di ritirare i beni direttamente presso l'abitazione della vittima. È in questo preciso momento che la vulnerabilità della donna viene sfruttata al massimo, creando un falso senso di urgenza che spinge all'azione immediata per salvare il proprio familiare.

La rete di solidarietà del vicinato e il rientro provvidenziale del figlio della vittima

A spezzare la trama del raggiro è stata la prontezza di una vicina di casa, insospettita dalla situazione anomala. La donna non ha esitato e ha lanciato l'allarme, contattando immediatamente i militari dell'Arma. Questa proficua collaborazione sul territorio tra cittadinanza e istituzioni si è rivelata il fattore determinante per l'esito delle operazioni. Nel frattempo, la situazione all'interno dell'abitazione ha subìto un'evoluzione imprevista per i truffatori: il figlio dell'anziana è rientrato in casa.

Compreso immediatamente quanto stava accadendo, l'uomo è subentrato alla madre nella conversazione telefonica, continuando a interloquire con un complice del malvivente rimasto in linea per mantenere attiva la trappola. Come specificato successivamente nel resoconto istituzionale, “la proficua collaborazione sul territorio dei cittadini e l'immediato allertamento dei militari dell’Arma dei Carabinieri tramite una vicina di casa, hanno permesso il tempestivo intervento dei militari della Stazione capoluogo”. Questo coordinamento spontaneo ha permesso di guadagnare i minuti decisivi per l'arrivo delle pattuglie.

Il blitz e l'arresto in flagranza dei Carabinieri di Foligno e il sequestro della refurtiva

I Carabinieri della Stazione di Foligno, giunti rapidamente sul posto insieme al personale della Sezione Radiomobile, hanno teso la trappola al truffatore proprio nel momento del contatto fisico. Gli operanti hanno sorpreso e bloccato il 26enne nell'atto esatto in cui stava ricevendo la consegna della refurtiva dalle mani del figlio della signora, subentrato nel frattempo alla madre.

Il bottino, composto da denaro contante e monili d'oro, stava per essere consegnato al giovane, che è stato immediatamente immobilizzato. L'operazione si è conclusa senza incidenti, traducendosi in un arresto in flagranza di reato per l'ipotesi delittuosa di tentata truffa aggravata. L'efficacia del dispositivo di controllo del territorio ha dimostrato come la capillarità delle stazioni sul territorio sia l'argine più solido contro questo genere di reati predatori.

La convalida del Tribunale di Spoleto e la misura cautelare degli arresti domiciliari

La vicenda si è rapidamente spostata nelle aule di giustizia. Su disposizione del magistrato di turno della Procura della Repubblica di Spoleto, l’arrestato è stato inizialmente trattenuto presso la camera di sicurezza del Comando Compagnia Carabinieri di Foligno, in attesa della celebrazione del rito direttissimo.

Davanti al Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Spoleto, l'operato dei militari dell'Arma è stato vagliato dettagliatamente. L'udienza si è conclusa con la convalida dell'arresto eseguito dai Carabinieri. Valutati gli elementi di prova e la gravità del fatto, il Giudice ha disposto nei confronti del 26enne l'applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, prescrivendo l'installazione del dispositivo elettronico di controllo, il cosiddetto braccialetto elettronico. Il provvedimento mira a garantire il rigoroso contenimento del soggetto in attesa degli sviluppi processuali, confermando la fermezza delle istituzioni di fronte a condotte illecite.

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Federico Zacaglioni
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