07 Jan, 2026 - 16:00

Truffa a un'anziana a Gualdo Tadino: finti carabinieri e voce della figlia in lacrime, un arresto

Truffa a un'anziana a Gualdo Tadino: finti carabinieri e voce della figlia in lacrime, un arresto

La paura di una madre per la propria figlia è un grimaldello potente, un’emozione primordiale che annulla la diffidenza e spegne il ragionamento. È su questo istinto che ha fatto leva la voce maschile e rassicurante che, mercoledì mattina, ha chiamato l’abitazione di una donna di 73 anni a Gualdo Tadino. Una voce che si è presentata come quella di un maresciallo dei Carabinieri, e che ha portato una notizia da incubo: sua figlia era coinvolta in un grave incidente stradale. Le conseguenze giudiziarie, spiegava con tono grave ma rassicurante il falso militare, sarebbero state disastrose. A meno che, chiariva subito dopo, non fosse stato possibile raccogliere e consegnare in fretta 11.000 euro in contanti per sistemare la faccenda. Per togliere ogni ultimo dubbio, un altro colpo di scena: nella cornetta si è sentito un singhiozzo, poi una voce femminile che, tra le lacrime, implorava “mamma, aiutami”. Una voce che cercava di imitare quella della figlia.

La 73enne, però, anziché cadere nella trappola dell’isteria, ha avuto un moto di fredda lucidità. Qualcosa in quella chiamata così drammatica, ma così perfetta nel chiedere denaro contante, non la convinceva. Ha intuito di essere al centro di un orchestrato inganno. E invece di sbattere il telefono, ha fatto la mossa più intelligente: ha finto di crederci. Ha assecondato il truffatore, ha concordato tempi e modi della consegna del denaro, tenendolo al telefono il più a lungo possibile. Nel frattempo, con uno sguardo o un gesto, ha allertato il suo compagno, che ha potuto così chiamare discretamente il 112 e allertare i Carabinieri della Stazione di Gualdo Tadino. Questa è stata la prima, decisiva mossa che ha ribaltato completamente il copione scritto dai criminali, trasformando la vittima designata nell’ago della bilancia di una trappola legale.

L’appostamento dei Carabinieri e la resa dei conti a domicilio

I militari, informati in tempo reale di ogni dettaglio, hanno organizzato con rapidità un’operazione di controllo sotto copertura. Mentre la donna continuava a dialogare con il falso maresciallo, confermando la disponibilità a consegnare alcuni monili di famiglia insieme al contante, le Gazzelle dei Carabinieri si sono posizionate nell’area, con agenti in borghese pronti a intervenire. L’appuntamento era stato fissato a casa della vittima, nel cuore della giornata. I truffatori, convinti di avere la situazione in pugno, hanno giocato tutte le loro carte.

Poco dopo l’ora stabilita, un uomo si è presentato al civico concordato. Era l’incaricato alla riscossione, colui che materialmente avrebbe dovuto prendere il malloppo e svanire nel nulla. Non ha fatto in tempo a varcare la soglia che i militari, usciti dalla loro copertura, lo hanno bloccato e ammanettato. L’arresto è stato immediato e in flagranza di reato. L’uomo, un 33enne originario di Arzano, in provincia di Napoli, già noto alle forze dell’ordine, non ha potuto opporre resistenza. Nelle sue tasche, i Carabinieri hanno trovato quanto pattuito: i preziosi della donna e una somma in contanti, prontamente restituita alla legittima proprietaria. Il primo atto della trappola si era chiuso a favore della legge.

La fuga, la targa e il fermo del complice a Foligno

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Il piano, però, prevedeva un secondo attore. Mentre il 33enne veniva arrestato, da una autovettura parcheggiata poco distante partiva a gran velocità un complice, che aveva fatto da autista e palo. Un dettaglio, in queste situazioni, può fare la differenza: i Carabinieri dell’appostamento, professionisti allenati a cogliere ogni movimento, sono riusciti a memorizzare la targa del veicolo in fuga. Un semplice codice alfanumerico, ma sufficiente a scatenare una caccia all’uomo nell’era digitale.

La Sezione Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Foligno è stata allertata in pochi secondi. I militari, conoscendo il modello e la direzione di fuga ipotizzabile, hanno setacciato le strade principali. Non è servito molto tempo: l’auto è stata localizzata e bloccata a Foligno, a pochi chilometri dal luogo del tentato reato. All’interno, i Carabinieri hanno trovato e fermato il complice, un 24enne di Caserta. Per lui, però, non è scattata la flagranza per il reato di tentata truffa, ma il fermo per concorso. Le indagini dovranno accertare il suo ruolo preciso nell’organizzazione.

Arresto convalidato dal GIP e denuncia a piede libero per il complice

Il giorno successivo, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Perugia, nel processo per direttissima, ha convalidato l’arresto del 33enne, ritenendo pienamente provata la sua responsabilità e il pericolo di fuga. Per lui la misura è stata quella degli arresti domiciliari. Il 24enne, invece, dopo le formalità di rito in caserma, è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Perugia per il reato di truffa aggravata in concorso, in attesa delle decisioni del magistrato.

L’episodio di Gualdo Tadino si inserisce in un triste e ripetuto filone di truffe agli anziani, ma dimostra due elementi fondamentali. Il primo è l’importanza della prevenzione e della prontezza di spirito dei cittadini: la freddezza della 73enne ha permesso di trasformare un’aggressione in un’opportunità di giustizia. Il secondo è l’efficacia di una reazione coordinata delle forze dell’ordine, che dalla ricezione della chiamata d’emergenza alla memorizzazione della targa, fino al fermo a Foligno, ha mostrato una catena operativa senza anelli deboli. Un monito per chi pensa ancora che queste truffe siano a basso rischio, e un promemoria per tutti: mai, in nessun caso, i Carabinieri o qualsiasi altra forza di polizia chiederanno denaro contante o preziosi al telefono per “sistemare” questioni giudiziarie. La legge non si paga, si applica.

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Federico Zacaglioni
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