Un confronto necessario, complesso e dall'esito tutt'altro che scontato. Il Comune di Terni e il sistema produttivo locale hanno aperto ufficialmente il dossier sulle entrate municipali, inaugurando un tavolo tecnico atteso da mesi ma destinato a misurarsi con una realtà finanziaria ed economica densa di incognite. L'incontro, arrivato dopo un primo passaggio di orientamento politico con il sindaco Stefano Bandecchi, ha messo di fronte i tecnici di Palazzo Spada e i rappresentanti di Cia, Coldiretti, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti. La posta in gioco è alta e i margini di manovra sono stretti: si tratta di capire se esista una sintesi reale tra la rigidità degli equilibri di bilancio dell'ente e la richiesta di flessibilità avanzata dalle imprese. Al centro del dibattito si collocano i confini di applicazione della "rottamazione quinquies" nazionale e, soprattutto, i futuri regolamenti autonomi su Imu e Tari. Un percorso esplorativo che vedrà un passaggio chiave il prossimo 30 giugno alla Bct, dove l'assessore al Bilancio Michela Bordoni presenterà il nuovo Portale unico del contribuente e dovrà, inevitabilmente, scoprire le carte sulla linea che l'amministrazione intende adottare per la definizione agevolata delle pendenze fiscali.

Il quadro giuridico entro cui si muovono le parti è delimitato dalle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 e dal successivo Decreto fiscale numero 38 del 2026, convertito nella Legge numero 88 del 2026. La norma statale concede agli enti locali la facoltà di deliberare, entro la scadenza del 31 luglio, l'adesione allo stralcio di sanzioni e interessi legati alla cosiddetta “Rottamazione-quinqies”. Si tratta però di un perimetro parziale: questa disciplina si applica esclusivamente ai carichi che il Comune ha affidato all'Agenzia delle Entrate-Riscossione, lasciando fuori una parte consistente dei crediti municipali.
La vera partita per il tessuto economico cittadino riguarda infatti i tributi locali gestiti in via diretta o affidati a concessionari privati come Municipia e Ica. Per imposte di peso rilevante quali l'Imu, la Tari e il Canone Unico Patrimoniale, la normativa nazionale attribuisce a Palazzo Spada una piena autonomia regolamentare. Il Comune ha la facoltà di decidere in proprio se introdurre misure agevolative, determinando in autonomia gli anni inclusi nella sanatoria, le scadenze e i piani di rateizzazione, senza dover sottostare ai vincoli temporali della rottamazione statale. Una discrezionalità tecnica che, di fatto, rimette la decisione finale interamente nelle mani della politica locale.
Le associazioni di categoria si sono presentate al tavolo tecnico con una posizione improntata alla cautela, condizionando la ricerca di soluzioni operative alla conoscenza reale dello stato dell'arte. La richiesta prioritaria avanzata dai rappresentanti delle aziende locali riguarda l'accesso rapido e dettagliato ai dati sui tributi non riscossi gestiti dai concessionari privati. Senza questa radiografia contabile, fanno notare le sigle economiche, ogni ipotesi di intervento rischia di muoversi nel campo delle congetture.
Il confronto si sviluppa sul filo del pragmatismo. Da un lato vi è la necessità di non soffocare le aziende ancora in affanno, dall'altro l'obbligo di tutelare i contribuenti in regola e di non compromettere i flussi finanziari del Comune. Gli esponenti delle categorie hanno esplicitato chiaramente questa preoccupazione, affermando che: “È indispensabile poter disporre di un quadro puntuale delle somme ancora da riscuotere, suddivise per tipologia di entrata”, proprio perché tali importi condizionano la programmazione finanziaria complessiva e la copertura della spesa corrente dell'ente. Tra le questioni aperte sul tavolo c'è anche la gestione delle pendenze accumulate durante l'emergenza sanitaria da Covid-19, un periodo eccezionale che ha lasciato strascichi pesanti sui bilanci aziendali per cause esterne alle normali dinamiche di mercato.

Un primo sfoltimento dei dubbi è atteso per il 30 giugno alle ore 11, presso il Caffè Letterario della biblioteca comunale (Bct). L'assessore al Bilancio Michela Bordoni ha convocato una platea allargata che comprende, oltre alle associazioni datoriali, gli ordini professionali dei Commercialisti, Avvocati, Ingegneri e Architetti, i sindacati Cgil, Cisl e Uil, la Regione Umbria e la Diocesi di Terni-Narni-Amelia.
L'incontro servirà a illustrare il funzionamento del Portale Unico del Contribuente, una piattaforma digitale sviluppata insieme a Ica S.p.a. e Asm Terni S.p.a., presentata l'11 giugno al ForumPA, concepita per permettere l'accesso telematico tramite Spid e Cie alle posizioni fiscali e il pagamento delle scadenze con PagoPa. Nelle comunicazioni formali inviate dall'ente si legge che “il portale nasce con l’obiettivo di avvicinare il Comune ai cittadini, garantendo trasparenza, chiarezza e celerità nell’accesso alle informazioni”. Ma al di là dell'innovazione tecnologica, lo snodo politico cruciale avverrà subito dopo, quando l'amministrazione scoprirà le carte sulla rottamazione dei tributi locali. Solo allora si capirà se l'apertura del tavolo tecnico preluda a un accordo concreto o se le rispettive esigenze rimarranno distanti.