12 Jun, 2026 - 13:30

Trasporti in Umbria, riapre la Terni-Foligno ma resta il nodo Roma: l'allarme della Regione sui tagli ai pendolari

Trasporti in Umbria, riapre la Terni-Foligno ma resta il nodo Roma: l'allarme della Regione sui tagli ai pendolari

Domenica 14 giugno i treni torneranno a percorrere regolarmente i binari della tratta Terni-Foligno, ponendo fine a settimane di corse sostitutive, coincidenze saltate e banchine affollate da studenti e lavoratori. Il cronoprogramma del cantiere di potenziamento è stato rispettato, ma la liberazione della linea non scioglie l'intricato nodo dei trasporti umbri, anzi ne accentua l'urgenza. Da Perugia, i vertici di Palazzo Donini mettono in chiaro che il ripristino della normale circolazione rappresenta solo un tassello minimo di un mosaico strutturale profondamente compromesso. Sullo sfondo restano i nodi irrisolti dell'accessibilità alla Direttissima e la qualità complessiva dei collegamenti, mentre l'ombra di nuove regole nazionali rischia di declassare ulteriormente le tracce orarie utilizzate ogni giorno da chi si sposta verso l'hub di Roma.

Il bilancio dei cantieri tra il rispetto dei tempi tecnici e i disagi quotidiani subiti dai pendolari

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L'assessore regionale alle Infrastrutture e ai Trasporti, Francesco De Rebotti, ha espresso una parziale soddisfazione per il completamento degli interventi strutturali fissato per la giornata del 13 giugno. Un'operazione complessa, gestita nei tempi annunciati da Rfi, che restituisce regolarità commerciale a un'arteria vitale per l'Umbria meridionale e centrale. Tuttavia, il traguardo ingegneristico non cancella il costo sociale pagato dall'utenza in queste settimane di parziale isolamento.

I tempi annunciati sono stati rispettati e questo è stato l’elemento che abbiamo sempre preteso. Siamo consapevoli dei disagi che cittadini, lavoratori e studenti hanno dovuto affrontare nelle ultime settimane a causa di interventi necessari per il potenziamento della rete ferroviaria”, ha ammesso l'assessore De Rebotti, fotografando una quotidianità fatta di levatacce e servizi autobus alternativi che hanno prolungato oltre misura i tempi di percorrenza.

La vertenza aperta con Roma e lo spettro della delibera ART che minaccia le tratte regionali

La fine dei lavori sulla Terni-Foligno disinnesca l'emergenza immediata, ma lascia intatte le storiche fragilità di una regione che sconta un cronico deficit di accessibilità. La qualità complessiva del servizio e l'ingresso prioritario sulla linea veloce verso la Capitale rimangono i veri nodi strategici ancora aperti nei tavoli di confronto istituzionale con il Governo, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e i soggetti gestori del network ferroviario.

L'esponente della giunta regionale ha voluto marcare i confini della discussione tecnica: “Detto questo, sarebbe un errore pensare che il problema del trasporto ferroviario umbro coincida con il cantiere appena concluso. Lo abbiamo ribadito più volte in questi mesi: le criticità che interessano migliaia di pendolari umbri riguardano la qualità complessiva del servizio, l’affidabilità dei collegamenti, l’accesso alla Direttissima verso Roma e la necessità di garantire all’Umbria un sistema ferroviario all’altezza delle esigenze di cittadini e imprese”.

Il fronte comune con i sindaci del territorio per blindare il diritto costituzionale alla mobilità

A preoccupare l'amministrazione umbra è ora una minaccia normativa che arriva direttamente dai regolatori nazionali: la delibera 49/2026 dell'Autorità di regolazione dei trasporti. Il provvedimento rischia di ridisegnare gli equilibri nell'assegnazione delle tracce orarie sui binari più transitati del Paese, riducendo gli spazi per i convogli dedicati al pubblico servizio locale.

Se dovessero essere confermati alcuni degli indirizzi contenuti nel provvedimento - ha avvertito Francesco De Rebotti - il rischio sarebbe quello di ridurre ulteriormente gli spazi destinati al trasporto pubblico regionale a vantaggio dei servizi a mercato, con conseguenze particolarmente pesanti per i pendolari umbri e per i collegamenti verso Roma”. Il timore concreto è che l'Alta Velocità privata estrometta i treni pendolari dalle fasce orarie cruciali della mattina e del tardo pomeriggio.

Per arginare questa deriva e fare massa critica, la Regione Umbria ha scelto la via della concertazione locale e del coordinamento interregionale. Il primo atto formale è già fissato per lunedì 15 giugno, giorno in cui l'assessore ai Trasporti incontrerà i sindaci umbri per blindare una piattaforma comune. “È su questo che continueremo a chiedere risposte concrete e interventi strutturali. Lunedì incontrerò i sindaci per condividere il quadro della situazione e rafforzare una posizione comune a tutela del diritto alla mobilità dei cittadini. Su questi temi è necessario che il territorio si presenti unito e faccia sentire con forza la propria voce”, ha concluso il rappresentante della Regione.

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Federico Zacaglioni
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