21 Jan, 2026 - 16:30

Trasporti, firmato a Perugia il “Patto d’amore”: sindacati e istituzioni uniti per scongiurare l’isolamento della regione

Trasporti, firmato a Perugia il “Patto d’amore”: sindacati e istituzioni uniti per scongiurare l’isolamento della regione

Un impegno condiviso, definito “simbolico ma necessario”, per rilanciare il sistema dei trasporti umbri e contrastare il rischio di isolamento infrastrutturale della regione. È questo il senso del “Patto d’amore per i trasporti umbri”, promosso dalla Filt Cgil Umbria e sottoscritto da istituzioni regionali, parlamentari e amministrazioni locali al termine dell’iniziativa pubblica “Mobilità che unisce. Sviluppo e progresso che cresce”, svoltasi nella sala della Fondazione Sant’Anna a Perugia.

Il documento individua una serie di priorità strategiche: migliorare la qualità dei servizi di trasporto a prevalente gestione pubblica, incentivare l’uso del trasporto collettivo da parte dei cittadini, ridurre l’impatto ambientale attraverso politiche di mobilità sostenibile e garantire maggiori condizioni di sicurezza per i lavoratori e i professionisti del settore.

L’incontro pubblico e l’apertura dei lavori

Ad aprire i lavori dell’iniziativa sono stati Ciro Zeno, segretario generale della Filt Cgil Umbria, e Marco Damiani, amministratore unico dell’Agenzia Umbria Ricerche. L’incontro, moderato dalla giornalista Lisa Malfatto, si è articolato in una tavola rotonda che ha visto il confronto diretto tra sindacato, rappresentanti istituzionali e mondo politico.

Numerosi i firmatari del Patto: la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, l’assessore regionale ai Trasporti Francesco De Rebotti, le deputate Elisabetta Piccolotti (Avs) ed Emma Pavanelli (M5S), Andrea Casu (Pd), vicepresidente della IX Commissione Trasporti della Camera dei deputati, la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi e il presidente della Provincia di Perugia Massimiliano Presciutti.

Zeno: “Un patto d’amore per evitare l’isolamento”

Nel suo intervento, Ciro Zeno ha chiarito il senso politico e sociale dell’iniziativa, richiamando la necessità di una responsabilità condivisa tra sindacato e istituzioni.

“È un patto d’amore per i trasporti dell’Umbria - ha sottolineato Ciro Zeno -, un sentimento caldo che impegna le istituzioni a tutti i livelli e le organizzazioni sindacali a percorrere una strada in simbiosi verso il miglioramento del trasporto pubblico di cui fanno parte treni, aerei, bus, passando per la tutela della logistica e il trasporto merci su gomma. Dobbiamo migliorare questa regione che altrimenti rimane inevitabilmente isolata”.

Zeno ha quindi posto l’accento sulle criticità strutturali e sul tema delle risorse: “I fondi nazionali vengono tagliati giorno dopo giorno, però non possiamo per questo desistere e mollare: le ferrovie vanno rilanciate immediatamente, la riapertura della Fcu è cruciale che sfoghi soprattutto da San Sepolcro verso Arezzo, pensiamo sia molto più produttivo dell’alta velocità; i bus vanno riempiti altrimenti il settore non regge perché non ci sono introiti; bisogna migliorare la qualità delle strade, i tir devono viaggiare in sicurezza e a chi fa logistica bisogna consegnare mezzi in tempi utili per sostituire quelli vecchi. Se non salvaguardiamo i trasporti abbiamo perso la nostra sfida con il futuro”.

I dati: mobilità privata dominante e rete fragile

A supporto delle analisi politiche, Marco Damiani ha illustrato una serie di dati Istat che fotografano una mobilità regionale fortemente sbilanciata sull’uso del mezzo privato. Nel 2019, in Umbria, circa la metà degli studenti e l’80 per cento degli occupati si spostavano abitualmente in auto; nel 2023 il numero di vetture ogni mille abitanti ha raggiunto quota 765, contro una media nazionale di 694.

Sempre nel 2023, il trasporto merci su strada ha fatto registrare 32,5 milioni di tonnellate-chilometro per 10mila abitanti, a fronte di una media italiana di 23,2 milioni. Per quanto riguarda il trasporto ferroviario, nel 2024 solo il 31,1 per cento degli umbri con più di 14 anni ha utilizzato il treno almeno una volta all’anno; la rete ferroviaria in esercizio è pari a 50,1 chilometri ogni 100mila abitanti, di cui 4,9 chilometri non elettrificati.

Sul fronte del trasporto aereo, i dati Assaeroporti relativi al 2025 indicano un traffico complessivo di 620.420 passeggeri, con un incremento del 16 per cento rispetto all’anno precedente e un record mensile di 81.267 passeggeri nel mese di agosto.

Malorgio: “Una grande occasione da non perdere”

A chiudere i lavori è stato Stefano Malorgio, segretario nazionale della Filt Cgil, che ha inquadrato il tema dei trasporti in una prospettiva nazionale ed europea.“Il tema dei trasporti - ha commentato Malorgio - rischia di essere una grande occasione persa per il Paese perché gli altri stati europei stanno investendo sia sul trasporto delle persone che su quello delle merci e hanno performance di crescita industriale e di miglioramento della qualità della vita dei cittadini, mentre in Italia sembriamo essere da sempre in ritardo”. Secondo Malorgio, il settore rappresenta un moltiplicatore di sviluppo“Più offerta c’è e più domanda c’è. È un settore sul quale scommettere per la crescita del Paese e per la qualità della vita delle persone”.

Proietti: “Concertazione e visione interregionale”

Nel suo intervento, la presidente della Regione Stefania Proietti ha definito l’iniziativa “una concertazione condivisa” e ha ribadito il ruolo del sindacato come “ente di mediazione fondamentale”. “Abbiamo toccato con mano la realtà di un’Umbria che ha difficoltà nelle infrastrutture e la necessità di non arrendersi, anzi di farne la chiave di volta di una rinascita vera e propria”, ha affermato. Proietti ha inoltre annunciato un prossimo incontro con la Regione Toscana per affrontare congiuntamente il tema delle infrastrutture: “Anziché erigere muri ideologici noi vogliamo creare collegamenti con le altre regioni dell’Italia mediana a cui ci siamo proposti nel ruolo di cerniera, di collettore”.

Un impegno che guarda al futuro

Il Patto d’amore per i trasporti umbri si configura dunque come una piattaforma comune di impegno politico e sindacale. Un atto che, nelle intenzioni dei firmatari, dovrà tradursi in azioni concrete: dal rilancio della ferrovia alla sicurezza stradale, dal rafforzamento del trasporto pubblico locale alla modernizzazione della logistica. Un percorso che punta a riportare la mobilità al centro delle politiche di sviluppo regionale, nella consapevolezza che infrastrutture efficienti e accessibili rappresentano una condizione essenziale per la coesione sociale, la competitività economica e la qualità della vita dei cittadini umbri.

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Francesco Mastrodicasa
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