Il Lago Trasimeno sta affrontando una crisi idrica che desta grande allarme: troppo basso il livello dell'acqua, la navigazione è difficile e l'ecosistema e l'economia lacustri rischiano danni importanti. Un'emergenza rispetto alla quale il consigliere regionale della Lega, Enrico Melasecche intende chiedere chiarimenti alla Giunta regionale, soprattutto sulla questione Montedoglio.
"Mentre il livello del Lago Trasimeno continua a diminuire e si avvicina a valori che potrebbero persino superare in negativo quelli registrati nel 2003, la Giunta regionale non fa che produrre annunci e operazioni di facciata per esorcizzare il dramma del blocco della navigazione, a cominciare dai collegamenti con Isola Polvese" così esordisce il consigliere leghista annunciando l'interrogazione.

Nel mirino c'è l'immissione degli 800 litri d'acqua al secondo da Montedoglio, promessi dall'assessora Simona Meloni e mai arrivati, sostiene Melasecche, evidenziando come la stessa Meloni avrebbe "alzato bandiera bianca, incapace di far affluire quel flusso neanche nell’inverno 2026/2027".
Il tempo però stringe e "da qui all’autunno 2026 non c’è un giorno da perdere - prosegue il consigliere di opposizione -. Alla data odierna il lago registra quasi -165 centimetri rispetto allo zero idrometrico, circa 20 cm in meno dell’anno passato, ma le previsioni indicano che a settembre potrebbe arrivare fino a -180 centimetri e oltre. Numeri che dovrebbero imporre alla Regione un’azione straordinaria, urgente, in assoluta emergenza" incalza.
La situazione dipinta da Melasecche è critica, molte darsene, scrive nella nota, "risultano totalmente o parzialmente impraticabili a causa dell’interramento e dell’accumulo di sedimenti e a pagare il prezzo di questa situazione sono pescatori, operatori turistici, attività economiche e cittadini, ma anche l’Umbria nel suo complesso". In particolare, fa notare l'esponente leghista, all'appello manca la realizzazione del filtro che consentirebbe l'afflusso auspicato ma che rischia di restare ancora in stand-by poiché "ad oggi non sono certe né le risorse stanziate né le tempistiche di realizzazione delle opere".
Da quanto asserito dal consigliere, la Giunta si starebbe concentrando su altri interventi come quelli nel Fosso del Maranzano "i cui lavori sono avviati dalla precedente Amministrazione regionale di centrodestra" precisa. "Bene che l’opera sia stata conclusa, ma si tratta di bruscolini rispetto al problema dei problemi".
Tornando al Trasimeno, Melasecche chiede anche conto della cifra che viene corrisposta annualmente alla Regione Toscana "per il rigagnolo d’acqua che si innesta nel Trasimeno in prossimità di Tuoro. Qualcuno adombra la notizia che dovremo pagare anche l’acqua del Tevere che verrà da Montedoglio tramite il Paganico, il che sarebbe una follia, come se noi pretendessimo di far pagare a Roma ogni litro di acqua del Tevere che le mandiamo".
La questione è complessa e molto stratificata. Sulle darsene, dice ancora Melasecche, non c'è traccia degli interventi annunciati San Feliciano e a Sant’Arcangelo "perché i lavori non sono ancora partiti, nonostante le date previste dall’Unione dei Comuni del Trasimeno prevedessero l’inizio dei cantieri al 31 maggio scorso".
"Con l’interrogazione presentata in Consiglio regionale - precisa - chiedo alla Giunta risposte precise, date certe e impegni verificabili. Il Trasimeno non ha bisogno di slogan né propaganda, ma di opere, risorse e programmazione. E soprattutto ha bisogno che qualcuno inizi finalmente a governare il problema con concretezza, non con le chiacchiere, prima che sia troppo tardi".
Infine, c'è il problema dei chironomidi, i fastidiosi insetti che "stanno aumentando per intensità, causando disagi sia ai turisti che agli operatori. Auspico che - conclude Melasecche -, ancor prima della prossima seduta d’Aula, durante la quale discuterò la mia interrogazione sul Trasimeno, la Giunta mostri un briciolo di buonsenso rispondendo a tutti i troppi interrogativi in sospeso".