01 Sep, 2026 - 14:00

Transizione ecologica in Umbria: Arpa lancia il Centro Sperimentale per le Nature-Based Solutions. Terni capofila

Transizione ecologica in Umbria: Arpa lancia il Centro Sperimentale per le Nature-Based Solutions. Terni capofila

L’Arpa Umbria mette in campo un nuovo tassello per la transizione ecologica del territorio. L’agenzia ambientale regionale avvia il percorso per istituire un Centro Sperimentale dedicato alle Nature-Based Solutions, soluzioni ispirate alla natura per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici e migliorare la qualità della vita nelle città. Il progetto nasce per dare struttura permanente a collaborazioni già attive con università, enti di ricerca e soggetti della formazione, tra cui il Cnr, Its Umbria Academy e Umbraflor.

Obiettivo: sperimentare, misurare e validare interventi di verde tecnologico, tetti e pareti verdi, gestione delle acque meteoriche e rifugi climatici, producendo dati utili ad amministrazioni e progettisti. Primo nodo della rete, il complesso “Il Tulipano” di Terni, già teatro di interventi di riqualificazione, sarà il sito dimostrativo a cielo aperto. Il Centro opererà con modello “hub and spoke”, coordinato da Arpa, e seguirà l’approccio “One Health”, studiando anche impatti sociali, inclusione e salute delle comunità più fragili.

Da collaborazioni frammentate a una struttura di ricerca permanente: la rete dei partner

L'iniziativa segna un passaggio strategico per le politiche ambientali e di adattamento climatico regionali. La volontà dell'Agenzia è quella di sistematizzare e potenziare le attività operative già sviluppate. Rientrano in questo perimetro la collaborazione con l'Istituto di Ricerca sugli Ecosistemi Terrestri del Cnr (Iret-Cnr), le sinergie didattiche e tecniche con Its Umbria Academy, il rapporto consolidato con Umbraflor e la partecipazione attiva all'NbS Italy Hub.

Mettendo a sistema queste esperienze in una struttura di ricerca applicata permanente, si punta a fornire agli enti locali e ai tecnici del territorio dei riferimenti validati per la realizzazione di infrastrutture verdi. Le linee di sperimentazione scientifica copriranno l'installazione di tetti e pareti verdi, i sistemi per il riuso delle acque meteoriche e il monitoraggio puntuale del microclima, della qualità dell'aria e della biodiversità, analizzando nel dettaglio i parametri eco-fisiologici delle piante impiegate nei contesti urbani.

Il modello a rete e il ruolo strategico del complesso "Il Tulipano" di Terni

L'architettura organizzativa delineata per il Centro Sperimentale si basa su una logica reticolare, caratterizzata da un nucleo centrale di coordinamento e da diversi nodi periferici. In questo assetto, Arpa Umbria manterrà il ruolo di soggetto promotore e coordinatore generale, mentre le misurazioni sul campo si svilupperanno attraverso una serie di siti sperimentali distribuiti sul territorio regionale.

In questa mappa operativa, il complesso “Il Tulipano” di Terni assume un ruolo nevralgico. L'area, dove sono già previste attività di riqualificazione urbana basate sul verde tecnologico, è stata individuata come primo nodo centrale e sito dimostrativo a cielo aperto. L'infrastruttura ternana fungerà da banco di prova principale, mentre ulteriori siti verranno selezionati in base alle esigenze espresse dai territori. L'Agenzia punta infatti ad ampliare la propria rete coinvolgendo istituzioni, aziende sanitarie, Comuni, Consorzi di bonifica, Autorità di bacino e gestori del servizio idrico, per costruire un ecosistema regionale di competenze.

Impatto sociale e monitoraggio avanzato: l'ambiente al servizio delle comunità vulnerabili

L'innovazione del progetto risiede nella chiave di lettura adottata. Il piano si muove lungo l'asse del paradigma sanitario e ambientale che considera strettamente interconnesse la salute umana, quella degli ecosistemi e la qualità dell'ambiente. Le Nature-Based Solutions non verranno quindi studiate esclusivamente per le loro metriche ecologiche, ma anche per la capacità di generare benefici sociali e rafforzare la resilienza delle comunità.

I cambiamenti climatici accentuano fenomeni di isolamento e riducono l'accessibilità degli spazi urbani, colpendo con durezza le fasce di popolazione più vulnerabili. Per questi motivi, il Centro valuterà la fruibilità degli spazi, misurando la percezione sociale degli interventi e il loro contributo in termini di sicurezza. Sul fronte tecnico, l'Agenzia impiegherà reti di sensori IoT, strumenti di modellazione e digital twin. Saranno inoltre monitorati i flussi di carbonio tra ecosistema e atmosfera avvalendosi dell'Eddy Covariance, una tecnica micrometeorologica che calcola gli scambi verticali di gas climalteranti e calore.

Le quattro macrofasi del progetto: verso la stesura di linee guida per la resilienza urbana

L'implementazione della struttura seguirà un iter amministrativo e tecnico articolato in quattro macrofasi, distribuite su un orizzonte temporale stimato in quattro-cinque semestri. Il primo step prevede la definizione del modello organizzativo e degli ambiti di intervento prioritari. La macchina organizzativa si concentrerà poi sulla costruzione della rete di partenariato e sulla ricerca di linee di finanziamento dedicate.

La terza fase coinciderà con la progettazione e la realizzazione fisica dei primi moduli sperimentali. Questi opereranno secondo criteri di gradualità e replicabilità, partendo da installazioni di dimensioni contenute per tenere sotto controllo i costi di gestione. La fase conclusiva segnerà l'avvio delle campagne di monitoraggio ambientale, eco-fisiologico e sociale. L'elaborazione dei dati raccolti porterà alla stesura di linee guida preliminari, lo strumento finale che permetterà alle pubbliche amministrazioni di replicare le soluzioni validate, con lo scopo ultimo di rendere i territori umbri strutturalmente preparati ad affrontare le sfide climatiche.

AUTORE
foto autore
Federico Zacaglioni
condividi sui social
condividi su facebook condividi su x condividi su linkedin condividi su whatsapp
ARTICOLI RECENTI
LEGGI ANCHE