07 Mar, 2026 - 08:00

Occupazione suolo pubblico, svolta di Bandecchi: niente tassa per le edicole che si innovano

Occupazione suolo pubblico, svolta di Bandecchi: niente tassa per le edicole che si innovano

Il cantiere della fiscalità comunale a Terni cambia passo. Dopo giorni di tensione tra Comune ed edicolanti per la tassa sul suolo pubblico, palazzo Spada mette nero su bianco un principio chiaro: niente più sconti automatici, ma benefici fiscali reali solo in cambio di investimenti e servizi. L'incontro tra il sindaco Stefano Bandecchi e una delegazione dello Snag (Sindacato nazionale autonomo giornalai) ha chiuso la fase dello scontro e aperto quella della trattativa tecnica, con un obiettivo preciso: trasformare le edicole da semplici punti vendita a presidi polifunzionali del territorio, capaci di offrire servizi essenziali ai cittadini. Sul tavolo, l'azzeramento totale della Tosap e il rimborso integrale per chi ha già pagato il 2026, ma con una condizione vincolante: l'edicola deve accettare di evolvere.

Il principio della contropartita: niente esenzione senza diversificazione

L'intesa politica raggiunta ieri a palazzo Spada segna una svolta netta rispetto alle settimane precedenti, quando gli edicolanti avevano dovuto pagare la Tosap all'ultimo minuto per evitare sanzioni, nonostante le promesse di riduzioni fino all'85%. Il sindaco Stefano Bandecchi ha rotto gli indugi con una proposta secca: l'esenzione c'è, ma solo per chi dimostra di voler investire sul futuro.

“A prescindere da ogni polemica politica voglio essere molto lineare e coerente”, ha spiegato il primo cittadino al termine del faccia a faccia. “Per il suolo pubblico sono dell'idea che si può togliere, ma deve rientrare in una idea strutturale del lavoro svolto dall'edicolante. Dobbiamo uscire dalla logica degli sconti e capire che se non c'è un'idea di sviluppo l'edicola chiude”.

Il ragionamento del sindaco poggia su un presupposto chiaro: l'edicola non è un'attività commerciale come le altre, ma un presidio sociale che va ripensato. “La consideriamo un presidio prezioso sul territorio”, ha aggiunto Bandecchi“e posso immaginarla all'interno di un sistema di controllo di vicinato come punto di primo soccorso in caso di problemi di sicurezza”. Una visione che allarga il perimetro del chiosco tradizionale, trasformandolo in un avamposto di comunità.

I numeri del patto: ventottomila euro di copertura e rimborsi garantiti

La svolta politica si regge su numeri precisi. Il sindaco ha annunciato di aver già trovato le risorse per compensare il mancato gettito: “Ho già trovato la copertura finanziaria per fronteggiare il mancato introito di 28 mila euro complessivi”, ha dichiarato, blindando i conti comunali. Una cifra che rappresenta l'intero ammontare annuo della Tosap versata dalle edicole cittadine.

Ma il nodo più delicato riguardava chi, nelle settimane scorse, aveva già pagato per evitare more e sanzioni. Anche su questo fronte è arrivata la risposta. “Ribadisco che la Tosap verrà tolta per le edicole che decideranno di evolvere la propria attività”, ha chiarito Bandecchi“e chi dovesse aver già pagato il 2026 sarà rimborsato a condizione che rispetti il patto di diversificazione”. Una condizione che lega indissolubilmente il beneficio fiscale alla firma dell'accordo.

I tecnici comunali hanno già individuato gli spazi normativi per rendere operativa la svolta. Una legge regionale consente oggi alle edicole di utilizzare fino al 30% della superficie per ampliare l'offerta merceologica. “Già da adesso le edicole possono ospitare altri oggetti merceologici, distributori automatici, erogatori di servizi”, ha sottolineato il sindaco, aprendo alla possibilità di cambiare integralmente la destinazione d'uso dei chioschi. L'obiettivo è blindare l'intesa entro venerdì 13 marzo, data fissata per il nuovo incontro tecnico. “La linea politica è stata data e mi assicurerò che venga rispettata”, ha concluso Bandecchi“Adesso dobbiamo arrivare in tempi strettissimi a definire i contenuti dell'accordo”.

Lo Snag: "Soddisfazione per la disponibilità, ma l'identità resta"

Dal fronte del sindacato arriva un cauto ottimismo, accompagnato dalla consapevolezza che la partita si giocherà sui dettagli dell'accordo. All'incontro hanno partecipato il presidente dello Snag di Terni, Daniele Olivi, la vicepresidente nazionale Marinella Portolani e l'avvocato del sindacato Dario De Vito.

“Siamo soddisfatti dell'incontro e della disponibilità mostrata dall'amministrazione comunale”, ha dichiarato Olivi“È emersa la volontà concreta di sostenere le edicole e di costruire insieme un percorso che permetta alle nostre attività di continuare ad essere un punto di riferimento per i cittadini e per l'informazione”.

Marinella Portolani ha però voluto tracciare un confine netto: la diversificazione non può significare snaturamento. “In ogni caso, il codice Ateco 47.62.10, relativo alla vendita di giornali e riviste, deve restare imprescindibile e vincolante, affinché le edicole continuino a svolgere la loro funzione principale di presidio dell'informazione, ha precisato la vicepresidente nazionale. Una precisazione che suona come un monito per la stesura dell'accordo tecnico: l'evoluzione è benvenuta, ma senza cancellare l'identità culturale del settore.

L'appuntamento ora è per venerdì 13 marzo, quando lo stesso tavolo si riunirà per mettere nero su bianco i dettagli operativi del patto. Sul piatto resta un obiettivo ambizioso: dimostrare che la leva fiscale, se usata con intelligenza, può davvero diventare uno strumento per ripensare i servizi di prossimità in una città che cambia.

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Federico Zacaglioni
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