Plovdiv, Bulgaria. Il silenzio teso della linea di tiro viene interrotto solo dal sibilo preciso delle frecce che fendono l’aria, ma per Giulio Locchi quel suono è diventato la colonna sonora di un trionfo assoluto. L’arciere gualdese, nella giornata di sabato, ha scritto infatti una pagina indelebile della scherma di genere, laureandosi campione europeo Junior con una prestazione che definire dominante sarebbe riduttivo. (Foto di copertina Fit Arco)
Il cammino di Giulio è stato un crescendo di perfezione tecnica e tenuta mentale. Già dalle qualificazioni, il talento della Compagnia Arcieri Rocca Flea ha scavato un solco incolmabile tra sé e gli avversari, chiudendo in vetta con ben 536 punti — un distacco siderale di 75 lunghezze sul primo inseguitore. Dopo una semifinale combattuta e vinta di nervi contro l’islandese Arnason (6-4), Locchi si è presentato all’atto finale con la freddezza dei grandi campioni. Contro il russo Darkhanov non c’è stata storia: un 6-0 secco che non ammette repliche, sigillato da parziali (29-23, 27-23, 25-20) che raccontano di una superiorità schiacciante.
Ma il capolavoro bulgaro di Giulio non si è fermato all'individuale. In coppia con Eleonora Lai, l’arciere gualdese ha raddoppiato l’oro nella competizione a squadre mista. Un percorso netto che ha visto cadere prima l’Islanda e poi, in una finale ad alta tensione, i padroni di casa della Bulgaria, piegati per 6-2 sotto i colpi precisi del duo azzurro. Questo successo non è solo una vittoria personale, perchè Giulio Locchi, brilla di una luce propria: quella di un giovane talento che, con arco e frecce, ha portato il nome di Gualdo Tadino su una delle vette più alte del continente.
Si prospetta un fine settimana di alto livello per il tiro con l'arco gualdese. Dal 26 febbraio al 1° marzo, Roma ospiterà i Campionati Italiani Indoor, evento che vedrà la partecipazione di una folta delegazione locale a caccia di titoli nazionali. La spedizione gualdese schiererà Giulio Locchi e Tommaso Loccioni nell'Arco Olimpico, mentre il team composto da Brunetti, Castellani e Rosati gareggerà nel Compound. Particolare attenzione all'Arco Nudo: giovedì 26 debutteranno i Master Bruschi, Nati e l'esordiente Teodori, seguiti dai Senior Castagnoli, Cambiotti, Garofoli e Martini. Tra i giovani, esordio assoluto per Samuele Tacchi (Junior) e Filippo Teodori (Ragazzi), quest'ultimo affiancato dai compagni Francesco Rita e Lorenzo Sannipoli. Il fronte femminile sarà rappresentato da Gaia Lucchetti (Senior) e dalla coppia Master Maria Prencipe e Laura Chiavini.
L’arco ha accompagnato l’umanità per tanto tempo, evolvendosi da strumento essenziale per la caccia e la guerra -dai regni antichi fino alle armate mongole e inglesi- a disciplina sportiva.
La transizione verso l'agonismo moderno inizia a fine settecento in Inghilterra con la Royal Toxopholite Society, consolidandosi poi negli USA e in Francia. Sebbene presente nelle prime Olimpiadi del Novecento, il tiro con l'arco visse una lunga assenza dai Giochi, rientrando stabilmente nel programma olimpico solo a Monaco 1972, grazie al lavoro della Federazione Internazionale (FITA) nata nel 1931.
Il passaggio allo sport professionistico ha trasformato l'attrezzatura e la preparazione atletica. Gli archi si sono evoluti dai semplici Long Bow in legno a complessi modelli multimateriale (fibra di vetro, carbonio e leghe metalliche), mentre frecce e corde hanno adottato fibre sintetiche per garantire massima precisione su distanze fino a 90 metri. In Italia, la disciplina si è diffusa nel secondo dopoguerra, introdotta dai militari americani che portarono i primi archi moderni nelle zone di Gorizia e Treviso, dando vita alle prime compagnie nazionali.