Un duro affondo politico contro la Giunta regionale e la maggioranza di centrosinistra arriva dalla consigliera della Lega Umbria, Donatella Tesei, dopo il voto contrario in Consiglio regionale alla mozione che chiedeva la reintroduzione e stabilizzazione del bonus bebè da 500 euro per ogni nuovo nato.
Secondo Tesei, si tratta di una scelta “grave, ipocrita e profondamente ingiusta” che dimostra “la totale distanza tra chi governa la Regione e i reali bisogni del territorio”. Parole nette, che aprono uno scontro politico destinato a pesare nel dibattito regionale su welfare, natalità e politiche fiscali.
Il bonus bebè, ricorda la consigliera leghista, era stato introdotto e garantito dal centrodestra nella precedente legislatura, dal 2021 al 2024, “senza mai un’interruzione”. Una misura definita da Tesei “semplice, concreta ed efficace”, pensata per sostenere le famiglie nei primi mesi dopo la nascita di un figlio.
“Al solo avviso 2024 sono stati erogati 1.720 contributi, a conferma della forte domanda sociale e della rilevanza dell’intervento”, sottolinea. Numeri che, secondo l’ex presidente della Regione, dimostrano come non si trattasse di un provvedimento simbolico, ma di uno strumento realmente utilizzato dalle famiglie umbre.
Nel mirino di Tesei finisce direttamente la presidente della Regione, Stefania Proietti, accusata di incoerenza. “Ancora più grave è il fatto che la stessa presidente aveva pubblicamente dichiarato la volontà di prorogare tale bonus, arrivando persino a prevedere una delibera di Giunta”, ricorda la consigliera.
Poi l’affondo: “Oggi, davanti alla realtà dei fatti e al voto in Consiglio regionale, ci ripensa e smentisce se stessa, dimostrando di non avere né una linea chiara né l’autonomia politica per mantenere gli impegni assunti”. Un passaggio che punta a delegittimare la credibilità politica dell’attuale vertice della Regione.

La critica si allarga alla composizione politica della maggioranza. “È evidente che la presidente Proietti sia ostaggio delle posizioni ideologiche della sinistra estrema che siede in Consiglio regionale”, sostiene Tesei, accusando la coalizione di essere “più interessata a smantellare tutto ciò che è stato fatto dal centrodestra che a dare risposte concrete alle famiglie”.
Un’accusa che richiama uno schema già visto in altri contesti politici: la contrapposizione tra pragmatismo amministrativo rivendicato dal centrodestra e ideologismo attribuito alla sinistra.
Il punto più polemico riguarda però il paradosso fiscale che Tesei denuncia con forza. “Una Regione che ha appena aumentato Irpef e tasse per 184 milioni di euro, colpendo famiglie, pensionati, lavoratori e imprese, non trova nemmeno un euro per sostenere le nascite e le neomamme”, afferma.
E aggiunge: “Una scelta politica precisa: fare cassa sugli umbri e abbandonare chi decide di mettere al mondo un figlio”. Una frase che condensa l’intera linea di attacco della Lega: aumento della pressione fiscale da una parte, taglio delle politiche familiari dall’altra.
Nel suo intervento, Tesei rivendica il lavoro svolto nella scorsa legislatura, parlando di un sistema organico e complementare di sostegno alla natalità. “Avevamo costruito un modello fondato su atti concreti, non su annunci”, spiega.
Tra le misure elencate:
bonus bebè alla nascita,
bonus neo-mamme per la conciliazione vita-lavoro nel primo anno di vita del bambino, con contributi fino a 1.200 euro,
bonus libri scolastici,
agevolazioni per i trasporti,
borse di studio universitarie.
Un pacchetto che, secondo l’ex governatrice, trovava il suo fondamento nella Legge regionale sulla famiglia, che individua natalità e sostegno alla genitorialità come priorità strategiche dell’azione regionale, prevedendo interventi stabili e integrati.
Il tema non è solo economico, ma anche demografico e strategico. Tesei insiste sul fatto che l’Umbria, come molte altre regioni italiane, vive un calo delle nascite strutturale, che rischia di compromettere il futuro del territorio.
“Continueremo a batterci per rimettere al centro le famiglie, le madri e il futuro demografico dell’Umbria”, afferma, legando la questione del bonus bebè a una visione più ampia di sviluppo regionale.

La chiusura è tutta politica. “La sinistra ha scelto di aumentare le tasse e cancellare gli impegni presi. Noi continuiamo a scegliere le famiglie e la natalità, senza ambiguità e senza promesse tradite”, conclude Tesei.
Parole che segnano una linea di demarcazione netta tra maggioranza e opposizione e che anticipano un confronto destinato a proseguire in Aula e nel dibattito pubblico.
Al di là del singolo provvedimento, la vicenda del bonus bebè diventa così il simbolo di due visioni opposte: da un lato, chi rivendica una politica di sostegno diretto alla natalità; dall’altro, una maggioranza che – secondo la Lega – privilegia il riequilibrio dei conti anche a costo di sacrificare le politiche familiari.
Il confronto è aperto. E il tema, in una regione che invecchia e perde popolazione, è tutt’altro che marginale.