Una richiesta di denaro respinta, poi il fragore di oggetti che si infrangono al suolo e due genitori anziani rannicchiati nell'angolo, in preda al terrore. È la notte di follia che i Carabinieri si sono trovati davanti entrando in un'abitazione di Montecastrilli, dove una 32enne del posto aveva appena messo a soqquadro il salone di casa. A chiamare il 112, poco dopo la mezzanotte tra lunedì e martedì, era stato il padre, un 71enne ormai esausto. Ma quella che poteva sembrare l'ennesima lite familiare si è rivelata la punta di un iceberg fatto di vessazioni quotidiane, minacce e pretese economiche andate avanti per mesi. La giovane, in preda all'ira per il rifiuto paterno di consegnarle denaro, è stata arrestata con le accuse di maltrattamenti contro familiari e tentata estorsione. Su disposizione della Procura di Terni, la 32enne è stata trasferita nel carcere di Perugia.

L'intervento dei militari dell'Aliquota Radiomobile della Compagnia di Amelia, insieme ai colleghi della Stazione di Montecastrilli, è scattato dopo una richiesta d'aiuto disperata giunta al Nue 112. Quando le pattuglie sono arrivate sul posto, l'abitazione della famiglia - già segnata in passato da numerosi interventi delle Forze dell'Ordine - era stata letteralmente devastata.
Il salone principale era completamente a soqquadro. Come ricostruito dai Carabinieri, “il pavimento era ricoperto di vetri e frammenti di ceramica”, residui della furia incontrollata scatenata dalla 32enne dopo il rifiuto del padre di darle soldi. Una reazione spropositata che, però, era solo l'ultimo atto di una lunga sequenza di angherie.
Ascoltati dai militari, i due coniugi hanno finalmente trovato il coraggio di raccontare l'inferno vissuto in silenzio per mesi. Dalle loro parole è emerso un quadro agghiacciante: la figlia li aveva ormai in pugno, sottoponendoli a un vero e proprio stillicidio fatto di pressioni psicologiche e minacce.
“Era da tempo che ci sottoponeva a vessazioni e minacce”, hanno raccontato i due genitori agli inquirenti. La loro esistenza era diventata un susseguirsi di paura quotidiana, al punto che, pur di evitare scenate e tensioni, “erano indotti ad acconsentire, per paura, alle sue pressanti richieste di denaro”. Una dinamica estorsiva consumata tra le mura domestiche, dove il legame di sangue era diventato una prigione.

Quella notte, però, qualcosa si è rotto definitivamente. Il rifiuto del 71enne di consegnare altro denaro alla figlia ha fatto scattare la miccia. La 32enne, fuori di sé, ha iniziato a scagliare e distruggere tutto ciò che trovava, trasformando il salone in un campo di battaglia. I genitori, terrorizzati, hanno assistito impotenti alla devastazione, finché il padre non ha deciso di comporre il numero di emergenza.
Quando i Carabinieri sono entrati in casa, la situazione era ancora incandescente. I militari hanno subito bloccato la giovane, mettendo in sicurezza i due anziani e la scena. Ma è stato nei minuti successivi, raccogliendo le testimonianze della coppia, che gli investigatori hanno compreso la reale portata di quanto accaduto: non un raptus isolato, ma l'epilogo di un calvario durato mesi.
La 32enne è stata così tratta in arresto. Al termine delle procedure, su disposizione del Pubblico Ministero di turno della Procura della Repubblica di Terni, è stata associata alla Casa Circondariale di Perugia in attesa della successiva richiesta di convalida da parte dell'Autorità Giudiziaria.
Nella giornata di mercoledì si è svolta l'udienza di convalida davanti al Giudice per le Indagini Preliminari. Il GIP, nel convalidare la misura precautelare, ha applicato nei confronti della 32enne la custodia cautelare in carcere. Una decisione presa su richiesta del P.M. e “sulla scorta di gravi indizi di colpevolezza” emersi dalle testimonianze e dalla ricostruzione dei fatti.
La comunità di Montecastrilli resta scossa da una vicenda che, dietro la porta di una casa qualunque, ha visto consumarsi un dramma silenzioso di violenza domestica capovolta: una figlia che, invece di proteggere, terrorizza; due genitori che, invece di essere accuditi, subiscono. Una storia di paura quotidiana finita in un carcere, con una stanza distrutta e una famiglia spezzata.