17 Jun, 2026 - 14:15

Attentato alla linea AV Roma-Firenze e terrorismo anarchico. Sette arresti in tutta Italia, c'è anche un 45enne ternano

Attentato alla linea AV Roma-Firenze e terrorismo anarchico. Sette arresti in tutta Italia, c'è anche un 45enne ternano

C'è anche un 45enne di Terni, Francesco Benedetti, fra i sette arrestati nell'ambito dell'indagine contro una presunta cellula di matrice anarchica. L'operazione è ondotta dalla Digos e coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, con la supervisione della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo. Benedetti e altre quattro persone sono finite in carcere mentre per ad altre due sono stati applicati gli arresti domiciliari. Nel contesto dell'esecuzione delle misure cautelari, che sono avvenute con il supporto delle Digos di Milano, Bologna, Napoli, Torino, Terni e Rieti, sono in corso anche numerose perquisizioni disposte dalla Procura di Roma nei confronti di soggetti indagati. Le attività investigative interessano inoltre il centro anarchico romano Bencivenga Occupato e altre realtà analoghe. Il gruppo, secondo quanto riferito, condivideva la volontà di rilanciare la mobilitazione per Alfredo Cospito, militante anarco insurrezionalista condannato a 9 anni e 5 mesi di reclusione e tuttora in regime di 41-bis.

Il ternano rintracciato e arrestato nel Torinese

Da quanto appreso e riportato in prima battuta da RaiNews, Benedetti è stato rintracciato e arrestato nel Torinese, mentre è stata sottoposta a perquisizione la sua casa situata nella periferia di Terni, risultata poi vuota. L'uomo sarebbe vicino ad ambienti anarchici e Pro-Pal. Al centro dell'attenzione degli investigatori vi sarebbero intercettazioni e incontri riservati svolti nell'area romana ma viene menzionato anche il centro sociale Germinal Cimarelli di Terni. Tra gli atti dell'inchiesta figurano alcune conversazioni nelle quali Benedetti, facendo riferimento a Leonardo, avrebbe ipotizzato azioni contro infrastrutture e aziende operanti nel comparto della difesa. In una delle intercettazioni, l'indagato avrebbe invitato alla prudenza, sostenendo al contempo la necessità di intraprendere iniziative visibili che andassero oltre la semplice dimensione degli slogan. In un dialogo con la propria compagna, non coinvolta nell'indagine, avrebbe inoltre prospettato l'ipotesi di prendere di mira singoli esercizi di fast food e altri obiettivi. 

La ricostruzione e l'accusa 

Secondo la ricostruzione della Procura di Roma, alcuni degli indagati si sarebbero resi responsabili del sabotaggio della linea ferroviaria Alta Velocità Roma-Firenze avvenuto, avvenuto con esplosivi rudimentali, il 14 febbraio 2026. Ingenti i danni all'infrastruttura che sono stati quantificati in circa 455mila euro. Questo attacco, insieme a quello condotto sulla linea ferroviaria Roma–Napoli, era stato rivendicato attraverso il sito web ispiraazione.noblogs.org, creato appositamente alcuni mesi prima. Nel comunicato veniva anche richiamata la concomitanza con le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina e si esplicitavano finalità antimilitariste, nonché l'intenzione di colpire violentemente le infrastrutture. 

Da quanto emerso, il gruppo avrebbe operato soprattutto nel territorio romano. Le azioni secondo quanto riportato dall'Ansa, sarebbero state pianificate in un casale nelle campagne di Vicovaro, nei ditorni della Capitale. Oltre alla base, sono venuti fuori anche collegamenti con altre realtà presenti in diverse aree del Paese, tra cui Bologna, Forlì-Cesena, Milano e Napoli. Tutti e sette gli arrestati sono gravemente indiziati, a vario titolo, del reato di associazione con finalità di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico. In carcere, oltre a Benedetti, sono finiti Nico Aurigemma e Micol Marino, considerati gli organizzatori del gruppo, Stefano Marri e Arnau Vallet Casadeval. Mentre i domiciliari sono scattati per Giulia Vidotto e Luna Fratini.

Nuove ramificazioni anarchiche emergono in Umbria

La verde Umbria già in tempi recenti è stata al centro di un altro episodio ricondotto alla pista anarchica. A marzo era morta Sara Ardizzone, insieme al compagno Alessandro Mercogliano, coinvolti nel crollo di un casale abbandonato nel parco degli Acquedotti a Roma. I corpi erano stati scoperti la mattina seguente da un runner che aveva lanciato l'allarme. I due stavano fabbricando un ordigno artigianale che sarebbe esploso accidentalmente. La donna, già indagata in passato dalla Procura di Perugia, abitava in Umbria, a Sant'Anatolia di Narco, dove conduceva una vita molto ritirata.

Tra i timori espressi dalla Procura capitolina alla luce dei sette arresti, quello che la presunta cellula potesse dedicarsi ad azioni dimostrative come quella che, presumibilmente, stavano preparando Ardizzone e Mercogliano. Dall'Umbria è arrivato infine anche un altro episodio all'attenzione degli inquirenti ovvero l'attacco all’azienda TS2 di Orvieto, il cui ingresso venne distrutto a picconate, mezionato in un dossier sempre sul sito "ispiraazione" dove sono stati rivendicati i due attentati ferroviari.

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Sara Costanzi
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