30 Jun, 2026 - 18:00

Terremoto in Venezuela, la macchina dei soccorsi parla umbro: l’ingegner Andrea Marino in prima linea con i Vigili del Fuoco

Terremoto in Venezuela, la macchina dei soccorsi parla umbro: l’ingegner Andrea Marino in prima linea con i Vigili del Fuoco

Caracas è in ginocchio, ferita da due scosse devastanti che hanno fatto tremare la terra con magnitudo 7.2 e 7.5. Il bilancio, drammatico e in costante aggiornamento, parla di vittime, crolli strutturali e migliaia di sfollati senza più un tetto. In questo scenario apocalittico, la solidarietà internazionale si è mossa rapidamente e l'Italia ha risposto presente. C’è anche l’Umbria nella macchina dei soccorsi internazionali attivata dopo il violento sisma, un tassello fondamentale del contingente italiano coordinato dal Dipartimento della Protezione Civile nell’ambito del Meccanismo Unionale di Protezione Civile dell’Unione Europea. Tra gli specialisti d’élite partiti per il Sudamerica figura l’ingegner Andrea Marino, dirigente della Direzione regionale dei Vigili del Fuoco dell’Umbria. Una presenza che porta sul campo competenze operative cruciali e una profonda esperienza maturata in contesti sismici complessi. Le squadre sono già operative sul terreno, muovendosi in una corsa contro il tempo dove ogni minuto può fare la differenza tra la vita e la morte.

Dalla Turchia al Sudamerica: il grande bagaglio di competenze degli specialisti umbri nelle emergenze internazionali

La scelta di inviare figure di alto profilo risponde alla necessità di gestire una crisi dai contorni fluidi e drammatici. L’ingegner Andrea Marino non è nuovo a scenari di questa portata. Il Dirigente Referente della Direzione Regionale VVF Umbria ha infatti alle spalle un solido curriculum nella gestione delle grandi emergenze, avendo già preso parte a missioni internazionali di altissima complessità, come quella in Turchia nel 2023, quando un sisma catastrofico rase al suolo intere province del sud del Paese. Quell'esperienza sul campo, segnata da un coordinamento febbrile e da salvataggi impossibili, rappresenta oggi un valore aggiunto fondamentale per il team italiano. Marino fa parte del nucleo di specialisti incaricati delle delicate attività di pianificazione logistica e supporto operativo. La sua presenza testimonia l’alto livello di specializzazione raggiunto dal corpo dei Vigili del Fuoco dell'Umbria, una terra che ha dovuto storicamente fare i conti con la fragilità del proprio territorio e che ha saputo trasformare quella cicatrice in una scuola di eccellenza nel soccorso.

Protocolli USAR e ricerca tra le macerie: l'azione sul campo dei Vigili del Fuoco italiani a fianco delle autorità locali

Le ore immediatamente successive a un terremoto di magnitudo superiore a 7 sono le più critiche per rintracciare i superstiti. Il contingente dei Vigili del Fuoco italiani opera senza sosta a stretto contatto con le autorità locali venezuelane e con gli altri team internazionali giunti sul posto. Il cuore delle operazioni è rappresentato dalle attività USAR (Urban Search and Rescue), ovvero la ricerca e il soccorso in ambiente urbano ed extraurbano tra i resti degli edifici crollati. Si tratta di un lavoro metodico, pericoloso, che richiede l’utilizzo di tecnologie avanzate ma soprattutto di una sensibilità umana fuori dal comune. Accanto alla ricerca dei dispersi, gli esperti italiani sono impegnati nella verifica della stabilità delle strutture rimaste in piedi, un passaggio essenziale per garantire la sicurezza degli stessi soccorritori e per evitare ulteriori tragedie dovute alle scosse di assestamento. Dalla Direzione Regionale trapela la linea d'azione: “L'obiettivo prioritario è garantire il massimo supporto tecnico e umano alla popolazione colpita, operando in stretta sinergia con i protocolli europei”.

La macchina del Meccanismo Unionale Europeo e la centralità della cooperazione istituzionale nelle grandi catastrofi

L’intervento in Venezuela non è un’azione isolata, ma si inserisce in un quadro di cooperazione internazionale strettamente normato. Il dispiegamento degli uomini e dei mezzi italiani avviene sotto l’egida del Meccanismo Unionale di Protezione Civile, la piattaforma europea nata per coordinare la risposta ai disastri naturali dentro e fuori i confini dell'Unione. Quando uno Stato colpito si trova a gestire un'emergenza che supera le proprie capacità di risposta, l'Europa mobilita le sue eccellenze. In questo contesto, l'Italia, attraverso il Dipartimento della Protezione Civile, dimostra ancora una volta la tempestività della propria catena di comando. Per l’Umbria, vedere un proprio dirigente ai vertici operativi di una missione così complessa è motivo di orgoglio istituzionale, ma soprattutto la conferma di un impegno che non conosce confini geografici. Le attività sul campo proseguiranno nei prossimi giorni, concentrandosi non solo sulla prima emergenza, ma anche sul consolidamento delle strutture e sull'assistenza logistica a migliaia di famiglie che in pochi secondi hanno perso tutto.

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Federico Zacaglioni
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