Una nuova scossa di terremoto ha interessato l'area di Narni stamattina, verificatasi poco prima delle 8 (alle ore 7.56) e avvertita dai residenti. Secondo quanto riporta l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia l'epicentro è stato individuato nella zona di Stifone con magnitudo di 2.4 e una profondità di 16 chilometri. L'evento odierno fa seguito ad un'altra prima scossa avvenuta ieri sempre nel Narnese, di magnitudo 1.9. In entrambi i casi non sono stati registrati danni a cose o persone.
Al momento fa sapere il sindaco Lorenzo Lucarelli l'evolversi della situazione viene monitorata attentamente in collaborazione con gli enti preposti. Il primo cittadino riferisce anche che attualmente "non sono pervenute segnalazioni e non emergono elementi di particolare criticità". Inoltre se necessario verranno avviate attività di controllo.
In Umbria, territorio da sempre a rischio sismico, i terremoti rappresentano una costante e non di rado, anche negli ultimi mesi, si sono registrate scosse in diverse aree della regione. Gli eventi di questi giorni a Narni sono fortunatamente di lieve entità e non sono stati neanche avvertiti, almeno da quanto riferito da molti residenti, nella vicina Terni.
Episodi che pur nella loro minore consistenza, inevitabilmente, riportano alla memoria fatti ben più gravi che in tanti hanno vissuto in prima persona. Dal settembre 1997, con il devastante terremoto di Colfiorito e Sellano che provocò dieci vittime oltre a danni incalcolabili al patrimonio lesionando anche la Basilica di San Francesco ad Assisi, passando per il 2016 con la scossa del 30 ottobre di magnitudo 6.5 a Norcia, la più intensa registrata in Italia negli ultimi quarant’anni, arrivando al 9 marzo 2023 con il terremoto tra Pierantonio e Sant'Orfeto con le due scosse di 4.4 e 4.6 nel giro di poche ore.
Prima di Narni l'altro evento sismico degli ultimi mesi si era verificato nella notte del 20 settembre, alle 23.11 nel Comune di Massa Martana con una scossa che era stata avvertita chiaramente anche a Todi, Giano dell'Umbria e Gualdo Cattaneo. L'intensità era stata di 3.8 con epicentro individuato ad una profondità di 8,1 chilometri.
Anche in quel caso non si erano registrati danni ma molti cittadini erano scesi in strada impauriti. Immediata la reazione delle istituzioni, con l’attivazione del sistema di Protezione Civile regionale.
Sono trascorsi oltre nove anni dal drammatico terremoto che nel 2016 ha devastato il Centro Italia. In questo periodo l'Umbria si è rimboccata le maniche e ha avviato un'imponente opera di ricostruzione del patrimonio edilizio, sia pubblico che privato, dimostrano di essere più forte della terra che trema.
Secondo i dati dell'Ufficio Speciale Ricostruzione aggiornati ad ottobre 2025 in Umbria sono stati avviati 3.786 cantieri di cui una parte consistente, 2.335 conclusi. Al 30 ottobre risultavano richiesti 1.939.117,089 euro di cui già liquidati 861.676.337,62, il 22 per cento dei quali nei soli primi dieci mesi del 2025. Sul fronte della ricostruzione pubblica sono stati 437 gli interventi finanziati, cui si aggiungono i 205 interventi per i beni culturali e altre 140 ordinanze speciali.
Dietro i numeri ci sono le comunità e le persone che ne fanno parte che si riappropriano dei loro luoghi simbolo, di vita e di aggregazione come scuole e chiese che passo dopo passo, mattone dopo mattone tornano a vivere. Un lavoro lungo, impegnativo ma colmo di soddisfazioni ed emozioni, tanto nelle centri maggiori quanto nelle piccole frazioni.
Solo nell'ultimissimo periodo, per fare un paio di esempi, è tornato a casa il rosone della chiesa abbaziale di Sant'Eutizio a Preci e anche la piccola chiesa a Geppa a Vallo di Nera è stata riaperta al culto.