Terremoto al ministero della Cultura. Il ministro Alessandro Giuli ha deciso di azzerare i vertici del proprio staff, firmando i decreti di revoca per due figure centrali del collegio romano. I provvedimenti colpiscono Emanuele Merlino, influente capo della segreteria tecnica, ed Elena Proietti, ternana e responsabile della segreteria personale del ministro. Questa mossa radicale, come scrive il Corriere della Sera, segna una frattura profonda all'interno degli equilibri di Fratelli d'Italia. “Nessun commento” è l’unica dichiarazione che filtra al momento dal Ministero della Cultura.
Il siluramento di Merlino appare come il colpo più fragoroso. Considerato l'uomo di fiducia del sottosegretario Giovanbattista Fazzolari e figlio della figura storica della destra Mario Merlino, il dirigente paga caro -sempre secondo quanto riporta il Corriere della Sera- il caso del documentario su Giulio Regeni. Il Ministero aveva inizialmente negato i finanziamenti all’opera, scatenando un polverone mediatico e politico. Giuli, stando alle indiscrezioni, sarebbe furioso per la mancata vigilanza su una vicenda che Merlino avrebbe invece conosciuto nei dettagli, senza tuttavia prevenire il danno d'immagine per il dicastero. Il docufilm "Giulio Regeni-Tutto il male del mondo", è finito al centro di un acceso scontro politico. La controversia è nata dall'esclusione dell'opera dai finanziamenti pubblici, una decisione che ha sollevato dure critiche da parte dell'opposizione. Sulla vicenda è intervenuto direttamente il ministro della Cultura durante la cerimonia dei David di Donatello al Quirinale. Il ministro ha definito "inaccettabile" il mancato supporto economico al documentario, denunciando un sistema di assegnazione dei fondi che in passato avrebbe favorito pellicole meno meritevoli a discapito di progetti di alto valore civile come quello su Regeni. Nel suo discorso, ha promesso un cambio di rotta radicale per garantire maggiore trasparenza e "coscienza morale" nelle selezioni future, dichiarando solennemente: "Mai più!". Per rimediare all'accaduto, Giuli ha successivamente assicurato che il film riceverà comunque un sostegno economico attraverso canali alternativi, data l'eccezionalità e l'importanza della storia trattata.
Secondo il Corriere della Sera, Elena Proietti, esponente di spicco dei meloniani in Umbria e già assessore a Terni, viene invece allontanata per una mancanza disciplinare e organizzativa: non si sarebbe presentata all'imbarco per la missione internazionale del ministro a New York, lasciando Giuli senza il supporto della segreteria durante la trasferta statunitense.
Queste decisioni arrivano in un momento già critico, segnato dalle polemiche sulla nomina di Beatrice Venezi alla Fenice e dai difficili rapporti con Pietrangelo Buttafuoco alla Biennale. Il "repulisti" operato da Giuli non è solo una riorganizzazione tecnica, ma il sintomo di una faida interna al partito di governo. Eliminando la "longa manus" di Fazzolari, il Ministro rivendica una sofferta autonomia gestionale in un collegio romano che, dopo l'addio di Sangiuliano, sembra non trovare pace, restando costantemente al centro di scontri di potere e tensioni diplomatiche.
Ternana, classe 1987, Elena Proietti ha acquisito visibilità nazionale come assessore allo Sport, Turismo e Pari Opportunità del Comune di Terni (2018-2023) nella giunta Latini. Nel 2024 è entrata nel Consiglio Regionale dell'Umbria, subentrando a Marco Squarta. Prima della politica, è stata un arbitro di calcio dal 2002 al 2015. La sua storia ha colpito l'opinione pubblica dopo un'aggressione subita in campo che le ha causato un'invalidità parziale. Laureata in Scienze della Formazione, è stata anche Direttrice Generale del centro medico Effemedica. Nel luglio 2025 è stata nominata Segretaria Particolare del Ministro della Cultura Alessandro Giuli. Tuttavia, notizie recentissime riportano la revoca dell'incarico da parte del Ministro nell'ambito di una riorganizzazione dello staff. Attualmente ricopre anche un ruolo nel CdA dei Musei Autonomi Statali.