26 Mar, 2026 - 15:30

Terni, viola il divieto di avvicinamento e fa scattare l'allarme del braccialetto elettronico. Arrestato un 47enne

Terni, viola il divieto di avvicinamento e fa scattare l'allarme del braccialetto elettronico. Arrestato un 47enne

Era già destinatario del provvedimento di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento alle persone offese. Eppure, a quanto pare, neanche il braccialetto elettronico l'ha fatto desistere. I poliziotti della Questura di Terni l'hanno trovato proprio nell'area di sicurezza dove non sarebbe dovuto entrare. Così per lui, un 47enne italiano, è scattato l'arresto in flagranza di reato con applicazione dei domiciliari.

I poliziotti l'hanno arrestato nei pressi della casa familiare

Nella serata di martedì 24 marzo il personale della Squadra Volante è intervenuto in Strada di Santa Filomena a seguito di una segnalazione del sistema di monitoraggio elettronico. L'allarme segnalava la presenza dell’uomo all’interno dell’area interdetta, nonostante il divieto disposto dall’autorità giudiziaria a tutela dei familiari.

Giunti sul posto, i poliziotti hanno bloccato l'uomo e quindi condotto in Questura dove è stato dichiarato in stato di arresto in flagranza di reato. L'uomo è accusato di violazione del provvedimento di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento alle persone offese.

Per lui scattano i domiciliari

Su disposizione del Pubblico Ministero di turno, l’arrestato è stato sottoposto alla misura degli arresti domiciliari presso il domicilio indicato, in attesa del rito direttissimo. All’esito dell’udienza, l’arresto è stato convalidato e il giudice ha ripristinato la misura cautelare già in atto.

Un caso simile appena una decina di giorni fa

A metà marzo, sempre a Terni, si è verificato un episodio del tutto simile. A gennaio era arrivata in Questura la denuncia da parte di una donna che aveva segnalato i comportamenti persecutori messi in atto dall'ex compagno. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo non avrebbe accettato la fine della relazione sentimentale, prendendo a porre in essere una serie di condotte moleste e intrusive. Tra queste, la presenza ripetuta sotto l’abitazione della donna e nei pressi del luogo di lavoro, oltre a numerosi tentativi di contatto non desiderati. Ad aggravare ulteriormente il quadro, anche un'aggressione nei confronti della vittima.

A seguito della denuncia e degli accertamenti avviati dagli investigatori, anche per lui era stata disposta l’applicazione della misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa, rafforzata a febbraio, con il braccialetto elettronico. Nonostante le restrizioni imposte, l’uomo non ha rispettato pienamente le prescrizioni stabilite dal giudice. In particolare, secondo quanto emerso dalle verifiche, non avrebbe mantenuto efficiente il dispositivo elettronico di controllo, compromettendo il sistema di monitoraggio predisposto per garantire la sicurezza della persona offesa. Anche per lui sono stati infine disposti gli arresti domiciliari.

Il 53enne di Corciano che ha tagliato via il braccialetto elettronico

Il braccialetto elettronico è un dispositivo tecnologico utilizzato nell'ambito della giustizia penale per monitorare gli spostamenti della persona sottoposta a misure restrittive, come appunto gli arresti domicialiari o il divieto di avvicinamento. Il dibattito pubblico intorno a questa misura è molto accesso, soprattutto quando viene applicata in presenza di reati gravi, per cui è stata spesso considerata troppo leggera. 

Appena qualche giorno fa, dal Perugino, è arrivata la notizia di un 53enne di origine moldava che, già arrestato, destinatario di un doppio divieto di avvicinamento e con obbligo di firma, aveva tagliato via di netto il dispositivo.

I Carabinieri della Stazione di Corciano si erano subito portati presso l'abitazione del soggetto ritenuto responsabile di danneggiamento di sistemi informatici/telematici. Il Giudice del Tribunale di Perugia, concordando con le risultanze investigative dei Carabinieri, aveva convalidato l’arresto e contestualmente, disposto l’aggravamento delle misure cautelari con la custodia cautelare in carcere. Una misura che ha tenuto conto delle modalità dell’azione perpetrata, della reiterazione delle violazioni e della palese insofferenza dell’uomo nel rispettare gli ordini impartiti dall’autorità giudiziaria, con conseguente esposizione a pericolo per l’incolumità psicofisica della persona offesa.

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Sara Costanzi
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