Un polo diffuso in tutta l'Umbria che punta a rafforzarsi e a creare comunità, radicandosi nei territori. È questa la visione espressa dal Magnifico Rettore dell'Università degli Studi di Perugia, Massimiliano Marianelli, in occasione della cerimonia di inaugurazione del nuovo anno accademico, il 718esimo dalla fondazione. Molte le novità sul piatto e anche per il polo ternano si prospettano cambiamenti importanti.

Il Rettore eletto a ottobre dell'anno scorso, alla sua prima inaugurazione, ha sottolineato il ruolo strategico dell'UniPg "non un luogo chiuso o autoreferenziale ma una comunità umana e intellettuale, dove ciascuno trova riconoscimento e
responsabilità, dove la differenza può diventare ricchezza". Marianelli ha parlato di un Ateneo solido dove un lato c'è il prestigio con quasi otto secoli di storia alle spalle, dall'altro la consapevolezza di una grande eredità da custodire e implementare attraverso "programmazione, sviluppo e visione".
"Le parole che guideranno il nostro cammino sono semplici ma esigenti:
ascolto, partecipazione, programmazione". Non uno slogan, ha spiegato, bensì "un criterio di governo" che consentirà di "trasformare una storia antica in futuro possibile, senza perdere nessuno lungo la strada".
"Oggi voglio dirlo con chiarezza e con forza: l’Università di Perugia è l’Università dell’Umbria" ha rimarcato il Rettore passando in rassegna le sedi di Terni, Assisi, Castiglione del Lago, Foligno, Gubbio e Narni. "Non sono periferie" ha evidenziato, definendole "una geografia di responsabilità. E ogni responsabilità, per essere vera - ha aggiunto - deve avere un’identità riconoscibile e un progetto leggibile. Sono centri vitali, ciascuno con una propria vocazione, ciascuno capace di concorrere alla crescita complessiva dell’Ateneo". Un policentrismo che ben riflette la volontà di consolidare un Ateneo regionale sviluppando il protagonismo di tutte le città che ospitano i corsi.

Il nodo cruciale di questa strategia diffusa sul territorio regionale è proprio Terni che, ha detto chiaramente il Rettore, "è il banco di prova più esigente, il luogo in cui l’Università di Perugia punta a costruire un polo riconoscibile, dotato di un’identità forte e leggibile anche dall’esterno, capace in prospettiva di assumere una vera e propria forma dipartimentale".
Per il Polo ternano si prospetta un rilancio a tutto tondo che vede la sinergia "con Regione, Comune e tessuto produttivo per un campus più visibile, attrezzato e attrattivo per studenti e imprese, a partire da una chiara scelta di campo". Ed è qui che Marianelli ha annunciato i due assi su cui si innesterà la ridefinizione dell'identita per Terni: la Bio-Med e l'innovazione digitale "con l’intelligenza artificiale intesa non come fine, ma come motore della trasformazione industriale e dell’aggiornamento di didattica, ricerca, lavoro, amministrazione e informazione".
Nel concreto per Terni si prevede l'attivazione di nuovi corsi di studio che saranno "realmente innovativi, non replica di quelli già attivi altrove, costruiti sui bisogni del territorio e pensati per attrarre competenze e iscritti, con una consapevolezza che fa da sfondo a ogni scelta".
Insomma si punta a un Polo di eccellenza dove è lecito pensare che la Bio-Med e il digitale potranno integrarsi a vicenda. "Terni cresce se cresce l’Università, e l’Università cresce solo se Terni ritrova pienamente la propria voce" ha concluso Marianelli.
Insomma un'università che vuole crescere e che proprio ieri con la Regione Umbria ha siglato l'accordo che finanzierà con quasi mezzo milione di euro ogni anno quattro scuole di specializzazione in ambito sanitario collegate all'Azienda Ospedaliera di Perugia. Si tratta di gastroenterologia, chirurgia toracica, oftalmologia e ginecologica, aree cruciali per rafforzare la sanità pubblica. Ora anche su Terni, dopo gli annunci di Marianelli, si attendono aggiornamenti.