16 May, 2026 - 20:30

Terni in piazza per Fatiha, la donna brutalmente aggredita su un bus a Stroncone

Terni in piazza per Fatiha, la donna brutalmente aggredita su un bus a Stroncone

Terni oggi pomeriggio è scesa in piazza per Fatiha El Afghani, la 43enne che sabato scorso è stata brutalmente aggredita a martellate dal marito, Mohamed El Messaoudi, 42 anni, a bordo di un autobus di linea nei pressi di Stroncone. Alla manifestazione promossa da Terni Donne hanno preso parte moltissime persone, tra cui i familiari e conoscenti della vittima e i rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni. Una piazza sconvolta dal dolore per un fatto così violento che ancora una volta, pone molte e inevitabili domande.

Ricoverata anche la madre di Fatiha

Sabato scorso Fatiha aveva preso il pullman per andare a Stroncone, dove lavora come badante. Il marito, già destinatario di misura restrittiva, l'aspettava a bordo. Quando l'ha vista salire sul mezzo prima l'ha insultata e poi le l'ha aggredita con otto colpi di martello al volto e al cranio, riducendola in fin di vita. Le sue condizioni sono apparse subito gravissime ed è tuttora ricoverata con prognosi riservata al Santa Maria di Terni, dove ha subito un delicato intervento. Nello stesso ospedale si trova ora ricoverata anche la madre di Fatiha che in questi giorni ha avuto un infarto ed è stata operata.

Una donna sorridente e piena di vita

Una lavoratrice, madre di una ragazza adolescente, una brava mamma, una brava moglie, una brava donna, piena di vita, così ha descritto Fatiha una sua amica. Una bella persona, sorridente e disponibile che si è sempre data da fare, queste le parole di Romina di cui Fatiha accudisce i genitori. ""Siamo tutti distrutti" ha detto la sorella oggi pomeriggio. "Quell'uomo non ha rovinato solo lei, ha rovinato tutti".

Fatiha viveva in Italia da tempo e lavorava con dedizione, la sua a Terni è una famiglia ben integrata. Poi quell'uomo, Mohamed El Messaoudi, con cui aveva iniziato una relazione sentimentale ad ottobre 2023. Lui era arrivato nel nostro Paese a novembre dell'anno scorso ma fin da subito si era dimostrato un violento. Fatiha però aveva preso coraggio e l'aveva denunciato. Per lui, dallo scorso 4 aprile, era scattato l'allontanamento dalla casa familiare con divieto di avvicinamento alla donna e l'applicazione del braccialetto elettronico. 

Il nodo del braccialetto elettronico

Fatiha è stata aggredita su un mezzo pubblico, alle due del pomeriggio, in pieno giorno ha ricordato la sorella prendendo la parola oggi pomeriggio, un fatto così crudele a cui non è possibile trovare un senso. Il braccialetto elettronico non ha dato l'alert come avrebbe dovuto, questo è quello che sia lei che tutta la famiglia non riescono spiegarsi. Mohamed El Messaoudi è riuscito a raggiungere la ex moglie, a salire sul 622 e a colpirla con una violenza inaudita, senza che quel dispositivo lanciasse l'allarme, un aspetto su cui sta indagando la Procura di Terni. Dopo l'aggressione El Messaoudi se ne è disfatto, il braccialetto è stato poi ritrovato da una residente di Stroncone che l'ha consegnato agli inquirenti.

L'aggressore davanti al Gip è rimasto in silezio

El Messaoudi dopo il fatto si è dileguato nelle campagne stronconesi, facendo perdere le proprie tracce per due giorni durante i quali le ricerche sono proseguite senza sosta. Martedì mattina è andato a fare colazione in un bar di Vascigliano, altra frazione di Stroncone, dove è stato riconosciuto da una barista. Arrestato immediatamente è stato condotto in carcere a Terni dove si trova tuttora. Davanti al gip, durante l'udienza di convalida, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Per lui l'accusa è di tentato femminicidio pluriaggravato dalla crudeltà nei confronti della moglie, cui si aggiunge la violazione della misura del divieto di avvicinamento, ai sensi dell'articolo 387 bis del Codice Penale.

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Sara Costanzi
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