Il telefono ha squillato nel pomeriggio di ieri. Dall’altra parte, una voce gentile, educata, ma decisa. Si è presentata come un appartenente alla Polizia Postale. La donna, anziana, residente nel capoluogo umbro, non ha sospettato nulla. Non ha avuto il tempo di farlo. La voce le ha spiegato che doveva chiudere una “pratica urgente”. Un’operazione delicata, le hanno detto, che richiedeva il suo aiuto. Il numero da trasferire? 43mila euro. Lei, confusa e spaventata, stava per consegnare i risparmi di una vita. Dall’altra parte del filo, l’uomo non le ha lasciato un secondo per riflettere. L’ha tenuta in scacco, l’ha rassicurata, l’ha messa in contatto con altri falsi operatori di polizia. È stato solo l’intervento della Squadra Volante di Terni a evitare il colpo. Gli agenti, allertati da una segnalazione, sono corsi in un istituto di credito della città. Il bonifico era appena partito. Lo hanno bloccato pochi minuti prima che diventasse irrevocabile. La donna, scossa ma illesa, ha raccontato di non aver mai sospettato l’inganno. Troppo convincente la messinscena.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il truffatore ha agito con una tecnica ormai collaudata ma sempre efficace sugli over 75. Ha prima contattato la vittima direttamente a casa. La conversazione è iniziata con toni formali, quasi burocratici. Poi l’escalation: “Signora, c’è una pratica sospetta a suo nome. Dobbiamo mettere al sicuro i suoi soldi. La Polizia Postale ha bisogno della sua collaborazione”.
L’anziana, sentendo quelle parole, ha abbassato ogni difesa. Ma c’è un dettaglio che gli inquirenti sottolineano come particolarmente subdolo. Il malvivente non ha mai riattaccato. Ha mantenuto la linea aperta per tutto il tempo, simulando anche conversazioni con presunti colleghi in centrale. Un teatrino telefonico studiato per dare credibilità alla messinscena. La donna ascoltava voci di fondo, click di computer, persino un falso “passaggio di consegne” tra operatori. “Non mi hanno lasciato il tempo di pensare - ha raccontato la vittima ai poliziotti, ancora sotto choc -. Mi hanno detto che se non obbedivo, i miei conti sarebbero stati bloccati e avrei avuto problemi con la giustizia”.
La svolta è arrivata grazie a una segnalazione. Qualcuno, forse un impiegato o un familiare, ha insospettito gli agenti della Squadra Volante. La pattuglia si è precipitata all’istituto di credito indicato. Quando sono entrati, la donna era ancora in fila, al telefono con il suo aguzzino. Il bonifico da 43mila euro era stato già disposto. Ma non ancora eseguito definitivamente. I poliziotti hanno agito in sincronia con il direttore di banca, bloccando l’operazione in tempo reale. La revoca è arrivata a pochi minuti dalla scadenza.
La donna, assistita dagli agenti, ha inizialmente faticato a capire di essere stata ingannata. “Ma se erano proprio della Postale”, ripeteva. È stata presa in carico, informata per filo e per segno sulle tecniche di truffe agli anziani e invitata a non rispondere più a numeri sconosciuti. Le indagini sono ora in corso per risalire al responsabile, molto probabilmente residente fuori regione o all’estero, vista la natura del raggiro telefonico.

La questura di Terni, attraverso una nota, ha voluto rilanciare un messaggio chiaro e secco: nessuna Forza di Polizia chiederà mai un bonifico, un pagamento o un trasferimento di denaro per via telefonica. In caso di contatti sospetti, l’unica cosa da fare è chiudere la chiamata e chiamare subito il 112. 43mila euro sono stati salvati. Ma la prossima volta, avvertono gli agenti, potrebbe non arrivare la Volante in tempo. La Polizia di Stato rinnova l’invito a diffidare di chiunque chieda operazioni bancarie per telefono, anche se la voce sembra gentile e rassicurante.