06 Apr, 2026 - 08:00

Terni, esordio col botto per il tesserino obbligatorio dei rider: già oltre 40 identificativi rilasciati

Terni, esordio col botto per il tesserino obbligatorio dei rider: già oltre 40 identificativi rilasciati

Il rider che bussa alla porta del ristorante o dell’abitazione, d’ora in poi, deve mostrare il tesserino. Non è una formalità, ma un vero e proprio lasciapassare per lavorare nella giungla delle consegne a domicilio. E i primi numeri, a pochi giorni dall’entrata in vigore dell’obbligo, raccontano di una partenza a tutta velocità. Dal 31 marzo, data di decorrenza ufficiale, la municipalizzata Terni Reti Srl ha già rilasciato oltre quaranta identificativi. Altri venti sono prenotati e verranno stampati nelle prossime ore. Il Comune di Terni, tra i primi in Italia a introdurre lo strumento, tira un sospiro di sollievo. Almeno per ora.

L’esordio è stato sicuramente positivo”, commenta l’assessore al Commercio Gabriele Ghione. E non lo dice per retorica di gabinetto. Il tesserino obbligatorio è pensato come uno scudo a tre punte: tutela gli esercenti che affidano la merce a un estraneo, tutela i consumatori che aprono la porta di casa, tutela i lavoratori stessi, costretti finora a gareggiare in un’anarchia senza tutele. “Il tesserino vuol dire rapportarsi con una persona che è identificata, che ha in cura la merce da consegnare, che garantisce certezza e correttezza”, spiega Ghione.

L’invito dell’assessore: “Usate solo rider in regola” e i controlli della polizia locale

gabriele ghione

Ma come si fa a distinguere un rider in regola da uno che non lo è? L’assessore è chiaro: il tesserino va esposto in modo visibile sia al momento del ritiro della merce dal negozio, sia durante la consegna al cliente finale. E se qualcuno pensa di girarci intorno, si sbaglia. La Polizia locale farà controlli a campione, come da regolamento. Ma Ghione punta il dito su un altro fronte: “Il mio invito è a utilizzare solo chi è in regola. Si tratta innanzitutto di un fatto di sensibilità e attenzione”.

Tradotto: cittadini e commercianti hanno il potere (e il dovere) di rifiutare la consegna se il rider non esibisce il documento. Una sorta di pattugliamento diffuso, che costa zero ma vale tanto. Per chi invece viene beccato senza tesserino dalle autorità, le conseguenze sono pesanti: sanzioni pecuniarie da 80 a 480 euro. Nessuna eccezione, tranne una: l’obbligo non vale per i dipendenti di aziende di trasporto merci già abilitate. Per tutti gli altri, chi consegna una pizza, un pacco di libri o della spesa, deve essere in regola.

Come ottenere il tesserino: domanda, documenti, costi e due marche da bollo

La procedura non è complicata, ma richiede passaggi precisi. Gli interessati devono presentare domanda a Terni Reti Srl negli uffici di via Porta Spoletina n. 15. E non basta compilare un modulo. Il futuro rider deve autodichiarare di essere in regola con la cosiddetta NIA sanitaria (la notifica per il trasporto di alimenti e bevande per conto terzi, prevista dal Regolamento CE n. 852/2004). Un dettaglio non secondario: chi consegna cibo deve garantire la tracciabilità igienico-sanitaria.

Alla domanda vanno allegati: due fototessere (una finirà sul tesserino), copia di un documento di identità valido (per i rider extracomunitari serve anche il permesso di soggiorno) e la documentazione che provi l’esistenza di un contratto o collaborazione con una piattaforma di delivery abilitata. Senza contratto, niente tesserino.

costi20 euro per le spese di predisposizione e rilascio, più due marche da bollo da 16 euro ciascuna. In totale, 52 euro. Non una cifra proibitiva, ma nemmeno simbolica. Un investimento per chi vuole lavorare nella legalità. Il modello di domanda è scaricabile dal sito istituzionale di Terni Reti. Per informazioni, c’è anche un numero di telefono: 0744.549758.

L’assessore Gabriele Ghione chiude con un appello che è anche un avvertimento: “Il tesserino dà certezza e correttezza”. Ora la parola passa ai controlli, ma soprattutto alla responsabilità di chi ogni giorno consegna e di chi riceve. A Terni, da oggi, la consegna a domicilio ha un volto. E un documento da mostrare.

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Federico Zacaglioni
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