01 Mar, 2026 - 13:30

Terni, stretta sulla sicurezza del questore Abenante: sette provvedimenti tra Daspo, Dacur e divieti di ritorno

Terni, stretta sulla sicurezza del questore Abenante: sette provvedimenti tra Daspo, Dacur e divieti di ritorno

Una stretta a tutto campo, dallo stadio al centro città fino ai borghi della provincia. Nelle ultime ore il questore di Terni, Michele Abenante, ha firmato sette misure di prevenzione personali – tra DASPO, DACUR, divieto di ritorno e avvisi orali – disegnando una mappa precisa delle priorità della Polizia di Stato sul fronte sicurezza. Al centro dell’attenzione ci sono lo stadio Libero Liberati, dove un tifoso lucano è stato colpito da un DASPO biennale per l’accensione e il lancio di petardi nel settore ospiti. Poi, le vie dello shopping, come corso Vecchio e corso Tacito, teatro di un furto che è costato a due cittadini nordafricani un DACUR (Divieto di Accesso alle Aree Urbane) di due anni. Infine, il territorio provinciale, con un divieto di ritorno triennale a San Gemini per un uomo con precedenti. A completare il quadro, tre avvisi orali – uno dei quali con prescrizioni molto rigide – indirizzati a soggetti ritenuti socialmente pericolosi, tra traffico di cocaina, detenzione di armi e atti persecutori in ambito familiare.

L’azione del questore Michele Abenante si inserisce in una strategia di prevenzione “ad ampio raggio”, come spiegano dalla Questura, e mira a colpire comportamenti che minacciano la sicurezza percepita e reale dei cittadini. I sette provvedimenti, firmati negli ultimi giorni, rappresentano un ventaglio completo degli strumenti a disposizione delle autorità di pubblica sicurezza: dalle limitazioni legate agli eventi sportivi ai divieti di stazionamento nei centri urbani, fino alle misure di sorveglianza speciale per soggetti già noti alle forze dell’ordine. Non si tratta solo di punire, ma di prevenire: l’obiettivo è intercettare situazioni di pericolosità sociale prima che possano degenerare in reati più gravi.

Stadio, centro storico e provincia: la mappa dei divieti

Il primo provvedimento riguarda l’ambito sportivo, da sempre terreno delicato per l’ordine pubblico. Un tifoso originario della Basilicata è stato raggiunto da un DASPO della durata di due anni. L’uomo, durante la gara di andata della semifinale di Coppa Italia di Serie C tra Ternana e Potenza, si era reso protagonista di un gesto pericoloso: l’accensione e il lancio di petardi all’interno del settore ospiti dello stadio Libero Liberati. Un comportamento che, oltre a violare le norme sul pubblico spettacolo, aveva messo a rischio l’incolumità degli altri spettatori. Il DASPO gli vieta l’accesso a tutti gli impianti sportivi nazionali, un monito chiaro contro la violenza e l’inciviltà negli stadi.

Parallelamente, il questore ha voluto mettere un freno alla microcriminalità che insidia il cuore commerciale della città. Due cittadini nordafricani, un trentenne tunisino e un quarantacinquenne marocchino, sono stati colpiti da altrettanti DACUR (Divieto di Accesso alle Aree Urbane), entrambi della durata di due anni. Il provvedimento, che vieta loro di stazionare o transitare in corso Vecchio, corso Tacito, piazza della Repubblica e nelle aree limitrofe del centro cittadino, è scattato dopo che i due erano stati ritenuti responsabili di un furto ai danni di un esercizio commerciale di corso Vecchio. Una misura che mira a restituire decoro e sicurezza a quelle zone ad alta densità di negozi e frequentazione turistica.

Ma l’attenzione della Questura non si ferma al capoluogo. Nel comune di San Gemini è stato notificato un divieto di ritorno (D.I.RI.T.) della durata di tre anni nei confronti di un cittadino albanese con precedenti. Il provvedimento, proposto dalla locale Stazione dei Carabinieri, impedisce all’uomo di fare rientro nel piccolo centro della provincia ternana, un intervento che dimostra come la prevenzione venga esercitata in maniera capillare anche nei comuni minori, dove la presenza di individui pericolosi può turbare la quiete pubblica in modo ancora più significativo.

Avvisi orali e prescrizioni severe: la lotta allo spaccio e alla violenza domestica

Il pacchetto di misure firmate da Abenante si completa con tre avvisi orali, uno dei quali accompagnato da prescrizioni particolarmente stringenti. Si tratta di uno strumento di prevenzione personale che il questore può adottare nei confronti di soggetti ritenuti socialmente pericolosi, anche in assenza di una condanna definitiva, sulla base di elementi indiziari e del loro tenore di vita o dei loro comportamenti.

Il primo avviso orale è stato notificato a un 28enne di origini romene, arrestato dalla Squadra Mobile lo scorso 24 febbraio con l’accusa di traffico di cocaina e porto di arma. Un profilo ad alta pericolosità, che ha indotto la Polizia a monitorare da vicino i suoi spostamenti e le sue frequentazioni. Un secondo avviso è stato emesso nei confronti di un 31enne di origini albanesi, le cui generalità non sono state rese note per ragioni di riservatezza, ma che rientra nella categoria dei soggetti segnalati per attività illecite.

Il provvedimento più articolato, tuttavia, riguarda un 58enne ternano, attualmente sottoposto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico per atti persecutori nei confronti dell’ex compagna. L’uomo, che vanta precedenti condanne definitive per lesioni personali, stalking e porto abusivo di armi, è stato raggiunto da un avviso orale con prescrizioni aggiuntive. Il questore Abenante gli ha infatti vietato, per la durata di tre anni, il possesso o l’utilizzo di una serie di oggetti potenzialmente pericolosi: “riproduzioni di armi, strumenti atti ad offendere di libera vendita, spray irritanti, artifizi pirotecnici e liquidi infiammabili”. Un elenco dettagliato che mira a chiudere ogni possibile varco a comportamenti violenti o intimidatori, considerato il profilo dello stalker e la sua pericolosità emersa dagli atti.

L’insieme delle misure adottate dal questore Abenante delinea una strategia chiara: la sicurezza non si gioca solo sulle strade, ma anche nella capacità di prevenire, monitorare e, quando necessario, allontanare chi rappresenta una minaccia. Dai cori e petardi dello stadio alle vie dello shopping, fino alle quiete piazze di provincia, la rete della prevenzione si stringe, provando a restituire ai cittadini un territorio più sicuro.

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Federico Zacaglioni
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