Riparte il percorso amministrativo del progetto Stadio-Clinica secondo la strada indicata dalla sentenza del Tar dell’Umbria del 24 marzo 2023, che ha annullato la determinazione dirigenziale del Comune di Terni n. 2088 del 23 luglio 2022 con cui veniva autorizzata l’edificazione del nuovo stadio Liberati e della clinica privata. La conferma è arrivata via Facebook e Instagram da un video del sindaco Stefano Bandecchi ed è stata successivamente confermata dalla stessa Stadium Spa, società veicolo che ha come finalità la costruzione del nuovo impianto. La società, pur avendo visto uscire il proprio socio Ternana Calcio, è ancora operativa e può procedere a tutelare gli asset attraverso l’ottenimento dei titoli autorizzativi edilizi. Questo avrà effetto anche sul percorso di definizione del ramo d’azienda sportivo della Ternana, che deve poter utilizzare lo stadio Liberati negli anni a venire per ottenere l’ok della FIGC al rilascio del titolo sportivo e all’iscrizione al prossimo campionato di Serie C.
Stefano Bandecchi, sindaco di Terni, ha pubblicato un video sui social network annunciando la ripartenza del procedimento. Come abbiamo fatto ieri con il comunicato della giunta regionale, abbiamo cercato di analizzare le dichiarazioni del primo cittadino quello tecnico e quello politico.
Sul piano tecnico, Bandecchi ha smentito le ricostruzioni negative apparse sulla stampa: “Leggo, per esempio, che ci saranno seri problemi con lo stadio. Non è vero. Terni ha 80 più 40 posti letto. Ce l’hanno scritto due giorni fa e oggi partirà dal Comune la comunicazione che siamo pronti a realizzare lo stadio e la clinica. I curatori poi della Ternana vedranno se qualcuno li vorrà fare oppure no. Però attenzione, bimbi belli”.
Sul piano politico, Bandecchi ha respinto le accuse della giunta regionale e del Patto Avanti riguardo alla situazione della Ternana Calcio: “Leggo, per esempio, che adesso il problema per la Regione Umbria sarei io, perché ho voluto fare una procedura che non funzionava sullo stadio clinica. La presidente della Regione Proietti ci deve spiegare ancora in maniera chiara cosa sta confabulando, cosa ha confabulato precedentemente sulla sanità e deve evidentemente anche ricordarsi che c’è una programmazione sanitaria”.

La sentenza del Tar dell’Umbria del 24 marzo 2023 ha annullato la determina del Comune di Terni n. 2088 del 23 luglio 2022. Il motivo: il Comune - secondo i giudizi amministrativi, ha interpretato male la decisione regionale del 2022 e ha invaso una competenza, quella sanitaria, che resta della Regione.
Secondo la sentenza anche dopo la DGR 1399/2023 e il regolamento regionale 9/2023, la verifica di compatibilità con la programmazione sanitaria spetta alla Regione, non al Comune. Il Tar ha richiamato l’art. 8-ter del d.lgs. 502/1992 e il regolamento regionale 9/2023, secondo cui il Comune può verificare gli aspetti edilizi e urbanistici, ma deve acquisire dalla Regione la verifica di compatibilità del progetto con la programmazione sanitaria. Il percorso autorizzativo può dunque essere riattivato con un nuovo passaggio regionale, non con una presa d’atto comunale.
E' proprio questa, come avevamo preannunciato, la strada che sarà intrapresa da Comune di Terni e Stadium e che spieghiamo di seguito.

Come anticipato nei giorni scorsi, Comune di Terni e Stadium Spa hanno depositato alla Regione Umbria, Direzione Sanità e Welfare, il “Modello 1” del regolamento sanitario 2023 della Regione Umbria. Si tratta del modulo con cui si presenta la richiesta di autorizzazione alla realizzazione di strutture sanitarie e socio‑sanitarie ai sensi del regolamento regionale n. 9 del 15 dicembre 2023, vigente in data successiva alla Conferenza dei Servizi chiusa nel 2022, che ha sostituito e aggiornato la precedente normativa autorizzativa.
Il Modello 1 è l’istanza che deve indicare la tipologia di struttura, l’attività sanitaria o socio‑sanitaria da erogare, volumi, posti letto e capacità ricettiva. Lo scambio di comunicazioni tra Comune di Terni e Regione Umbria, confermato dal comunicato della giunta regionale, è la base per dare il via al procedimento. Nelle lettere intercorse, il Servizio Sanità e Welfare conferma la natura programmatoria della DGR 1399/2023 e la previsione di 80 posti letto destinati alla sanità convenzionata più 40 di sanità privata per la provincia di Terni. La normativa di riferimento è il Regolamento regionale 15 dicembre 2023, n. 9 “Disciplina in materia di autorizzazioni sanitarie e socio‑sanitarie”, che ha modificato e integrato i precedenti regolamenti regionali già in vigore (tra cui il n. 2/2022 e le sue integrazioni n. 1/2023).
Nel comunicato di ieri la Giunta regionale speciafica che "l’assegnazione di tali posti non può essere oggetto di accordi informali o incontri preventivi ma deve necessariamente discendere dall’attivazione della corretta procedura prevista dalla legge: realizzazione della clinica, richiesta di accreditamento e solo dopo il convenzionamento". Si riparte dunque dal primo step: la costruzione con un titolo autorizzativo rilasciato dal Comune sulla base di un nulla osta sanitario della Regione. Una procedura amministrativa e non politica.

Sulla fattibilità del nuovo stadio, destinato a diventare un obiettivo per chi dovesse rilevare la Ternana contribuendo a migliorare la sostenibilità dell’acquisizione del ramo sportivo all’asta giudiziale del Tribunale fallimentare di Terni, si era espresso lunedì scorso in consiglio comunale (nell'ambito del dibattito sul teatro Verdi) il dirigente comunale Piero Giorgini, mandando un primo segnale della volontà dell’amministrazione comunale di andare avanti.
“Sono il RUP, il responsabile unico di progetto, di stadio clinica” , aveva chiarito in consiglio. “Lo stadio che faremo a Terni demolisce il Liberati, lascia solo il campo e realizza uno stadio moderno per 18.000 persone per la Serie A e per gare internazionali. Attualmente se la Ternana giocasse in Serie A con lo stadio Liberati non potrebbe giocare, mentre col nuovo stadio si potrà fare. Tutto deve essere calibrato anche rispetto alle esigenze di una città e alle risorse disponibili” .
La ripartenza del percorso amministrativo ha un effetto diretto sul percorso di definizione del ramo d’azienda sportivo della Ternana. La società che dovesse rilevare il club in sede di asta giudiziale deve avere a disposizione la possibilità di utilizzare lo stadio Liberati negli anni a venire. Senza questa certezza, la FIGC non rilascerebbe il titolo sportivo né l’iscrizione al prossimo campionato di Serie C. Stadium Spa, sebbene abbia visto uscire il proprio socio Ternana Calcio, è ancora operativa e può procedere a tutelare gli asset del progetto stadio-clinica attraverso l’ottenimento dei titoli autorizzativi edilizi. La vendita della clinica privata finanzierà il capitale proprio o patrimonio netto della società veicolo.