13 Mar, 2026 - 14:20

Spaccio nei boschi del Ternano: quattro arresti in dieci giorni tra cocaina e droga. Blitz dei Carabinieri con lo squadrone elicotteri

Spaccio nei boschi del Ternano: quattro arresti in dieci giorni tra cocaina e droga. Blitz dei Carabinieri con lo squadrone elicotteri

Il traffico di droga si nasconde tra i sentieri sterrati e le macchie mediterranee che avvolgono le colline umbre. Per stanarlo, non bastano le pattuglie in divisa: servono gli occhi dei militari in borghese, appostati per ore tra i cespugli, e la capacità di muoversi in territori impervi dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Puglia”, unità d’élite dell’Arma. Il bilancio dei primi dieci giorni di marzo, nel Ternano, è di quattro arresti e il sequestro di un ingente quantitativo di stupefacenti. Un’operazione a tappeto voluta dal Comando Provinciale Carabinieri di Terni che ha colpito altrettante “piazze” improvvisate nei boschi, portando alla luce un giro di spaccio gestito da cittadini stranieri irregolari, sorpresi con dosi pronte alla vendita e migliaia di euro in contanti, provento presunto dell’attività illecita. Le zone interessate dai blitz, tutte in provincia di Terni, sono state San Biagio, Piediluco e Cervara, aree collinari già note agli investigatori come nodi sensibili per la vendita di cocaina, eroina e hashish.

L’operazione, condotta tra il 2 e il 9 marzo, ha scandagliato le aree boschive delle località collinari attorno al capoluogo. Non un controllo estemporaneo, ma un piano studiato nei dettagli. Prima, i sopralluoghi e gli appostamenti per localizzare i bivacchi; poi, l’intervento congiunto con la cinturazione delle aree da parte delle pattuglie del Nucleo Carabinieri Forestale e della Compagnia di Terni. Nel mirino, zone già segnate in passato dalle mappe investigative come nodi dello spaccio all’aperto, dove lo scambio di droga avviene lontano da occhi indiscreti, tra alberi e sterpaglie. I militari, sia in divisa che in borghese, hanno lavorato in sinergia con il reparto specializzato dei Cacciatori di Puglia, fondamentale per muoversi in un contesto ambientale complesso e per scovare i pusher che tentavano di occultare la merce.

La cronaca dei blitz sulle colline e nei boschi del Ternano a caccia di bivacchi e spacciatori

Il primo blitz è scattato il 2 marzo in località San Biagio. Qui i militari hanno accerchiato un’area boschiva dove, secondo le informazioni raccolte, si muoveva uno spacciatore. Alla vista delle divise, il sospettato ha tentato la fuga, disfandosi di un marsupio. Una reazione istintiva, ma vana: il giovane è stato bloccato in pochi istanti. All’interno della borsa, gli investigatori hanno trovato un piccolo supermarket della droga: 40 dosi di cocaina già pronte per lo smercio, un panetto di hashish da quasi un etto, eroina e 750 euro in contanti. In manette è finito un 22enne marocchino, irregolare sul territorio nazionale. “Operava all’interno del bosco, sfruttando la conformazione del terreno per tentare di sfuggire ai controlli”, spiegano dall’Arma. Ma il dispositivo studiato per l’occasione, con uomini in borghese e unità cinofile in supporto, ha reso vano ogni tentativo di fuga. Oltre alla droga, spicca il dato del denaro contante, ritenuto provento dello spaccio nella provincia di Terni.

L’indomani, 3 marzo, l’attenzione si è spostata sulle sponde del lago di Piediluco. In un’altra area boscata, i Carabinieri hanno intercettato due cittadini marocchini, di 21 e 25 anni, entrambi irregolari. Il loro comportamento ha insospettito i militari, che hanno deciso di approfondire. La perquisizione personale ha dato esito positivo: droga e denaro. Sequestrate sei dosi di cocaina, altrettante di hashish e una somma in contanti di circa duemila euro, in banconote di piccolo taglio, tipica dello spaccio al dettaglio. Per loro, incensurati, sono scattate le manette. Un colpo al dettaglio che, sommandosi agli altri, disarticola una fetta del mercato locale. La droga sequestrata, secondo gli investigatori, era destinata a soddisfare la domanda non solo del capoluogo, ma anche delle frazioni limitrofe, dove il fenomeno dello spaccio di stupefacenti aveva trovato terreno fertile grazie alla conformazione isolata dei luoghi.

L’ultimo episodio, in ordine di tempo, porta la data del 9 marzo ed è avvenuto in località Cervara. Qui i Carabinieri hanno tratto in arresto un 27enne marocchino, con un profilo ben diverso dai due fermati a Piediluco. L’uomo, infatti, era già gravato da un provvedimento del Tribunale di Terni: lo scorso gennaio gli era stato imposto il divieto di dimora nella provincia, proprio perché indagato per reati analoghi. Un ordine che ha palesemente ignorato, continuando a stazionare nella zona. Fermato e perquisito, è stato trovato in possesso di 43 dosi di cocaina (per 56 grammi), 12 involucri di hashish e 120 euro in contanti. Un tesoretto di droga che, secondo l’accusa, era destinato a rifornire gli acquirenti della zona. La sua posizione, aggravata dalla violazione della misura cautelare, ha portato a un esito giudiziario ben più pesante rispetto ai complici.

Il ruolo dei Cacciatori e le indagini in ambienti impervi nel Ternano

L’operazione condotta nei primi giorni di marzo ha messo in luce una specifica competenza investigativa: il pattugliamento delle aree impervie. Il supporto dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Puglia” non è stato casuale. Si tratta di un reparto specializzato, nato per la ricerca di latitanti e il contrasto alla criminalità organizzata in territori difficili, dalle montagne ai boschi. La loro presenza ha permesso di scandagliare vaste aree boscate con tempistiche e metodologie che le normali pattuglie non potrebbero garantire. I boschi intorno a Terni, con i loro sentieri nascosti e le radure difficilmente accessibili, rappresentano un rifugio ideale per chi vuole sfuggire ai controlli. Per questo, la Procura della Repubblica di Terni ha coordinato un dispositivo che integrasse diverse competenze, dai Carabinieri Forestali agli uomini dello Squadrone.

Il fenomeno dello spaccio in aree isolate richiede un approccio articolato”, spiegano dal Comando Provinciale di Terni. “Non è sufficiente la pattuglia che percorre la strada. Serve un’analisi preventiva, appostamenti mirati e la capacità di muoversi nell’ambiente boschivo in modo silenzioso ed efficace. In questi casi, il supporto di reparti come i Cacciatori è fondamentale per localizzare i bivacchi e sorprendere i pusher nella loro ‘zona di comfort’, dove si sentono più sicuri e, paradossalmente, più vulnerabili. L’obiettivo è colpire lo spaccio di droga alla radice, intercettando la merce prima che arrivi ai consumatori finali".

Le misure cautelari e il contrasto all’immigrazione irregolare a Terni

Al termine delle udienze di convalida, il quadro giudiziario ha preso forme diverse, adattate alle singole posizioni. Il Giudice ha convalidato tutti gli arresti operati dai Carabinieri, riconoscendo la correttezza dell’operato. Per il 22enne arrestato a San Biagio è stato disposto il divieto di dimora nella provincia di Terni. Una misura che si accompagna a un altro provvedimento di rilievo: la concessione del nulla osta all’espulsione dall’Italia, strada obbligata per i cittadini extracomunitari irregolari coinvolti in reati. Diverso l’esito per i due giovani maghrebini fermati a Piediluco. Per loro, incensurati, il Giudice ha disposto la scarcerazione, pur rimanendo indagati a piede libero. La posizione più grave è risultata quella del 27enne di Cervara, il "recidivo" del divieto di dimora: per lui è stata disposta la custodia cautelare in carcere.

I quattro procedimenti, come precisato dagli stessi inquirenti, sono attualmente nella fase delle indagini preliminari. Eppure, l’operazione dei Carabinieri manda un segnale chiaro: il territorio, anche nelle sue pieghe più nascoste, è sotto osservazione. E la collaborazione tra la linea territoriale, i reparti specializzati e la Procura della Repubblica di Terni, che ha coordinato gli interventi, si conferma un meccanismo efficace per rispondere a un fenomeno criminale che prova a sfruttare ogni angolo per prosperare. L’attività di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti proseguirà anche nei prossimi mesi, con particolare attenzione alle zone boschive e collinari, dove il fenomeno aveva trovato una nuova dimensione operativa.

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Federico Zacaglioni
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