Si è acceso in questi giorni di festa il dibattito intorno al sovraffollamento al Pronto Soccorso di Terni. Da un lato c'è la denuncia politica che ha portato all'attenzione una situazione ai limiti della sostenibilità. Dall'altro c'è la Direzione del Santa Maria che, rispondendo alle sollecitazione, ha voluto fare chiarezza su numeri e metodo respingendo ogni accusa.
Nei giorni scorsi Claudio Batini, consigliere di Alternativa Popolare aveva denunciato una situazione di grave affanno all'interno Pronto Soccorso del nosocomio ternano parlando di vero e proprio "blocco delle barelle" e "gravi inefficienze". Una sessantina i pazienti in attesa di un letto, costretti su sedie e poltrone e qualche volta addirittura bloccati in attesa nelle stesse ambulanze, sottratte quindi al soccorso territoriale. Un dramma che, aveva spiegato, si scontrava frontalmente con la narrazione di eccellenze della sanità fatta dal governo regionale mostrando un vero e proprio "paradosso". Nel mezzo, tra 30 e 31 dicembre, si era verificata anche l'ennesima aggressione contro il personale sanitario che ha coinvolto undici tra medici e infermieri, definita "la punta dell'iceberg di una situazione ormai fuori controllo".
Sulla questione, in risposta, è intervenuta l'Azienda Ospedaliera specificando che nella realtà i fatti stanno diversamente e che limitatamente ai giorni precedenti alle festività "Al massimo si è arrivati a 30-35 pazienti in attesa di ricovero". Sul "blocco delle barelle", tra i nodi più significativi, la Direzione ha specificato come "Gli utenti affetti da patologie che necessitassero un posto barella sono sempre stati celermente allocati in modo sicuro", precisando che nei rari casi di indisponibilità i barellini sarebbero stati recuperati "in massimo 20 minuti". Una replica che ha messo in chiaro tempi e modalità anche relativamente all'organizzazione interna e alla gestione dei pazienti presi in carico evidenziando che quelli percepiti come i "tempi morti" rappresentino in realtà passaggi importanti nel percorso di cura.
Infine, proprio in occasione delle festività natalizie, periodo tradizionalmente più "critico" per gli accessi in Pronto Soccoro, la Direzione Sanitaria ha riferito di aver attivato un modello organizzativo straordinario che ha coinvolto sia il personale del Pronto soccorso che degli altri reparti.
La situazione sembra quindi velocemente rientrata alla normalità stimolando un dibattito pubblico costruttivo. Sulla questione è tornato lo stesso Batini che ha voluto ringraziare l'Azienda per la rapidità con cui ha risposto alla sollecitazione.
"Noto con soddisfazione che l’Azienda Ospedaliera ha prontamente preso in carico la mia segnalazione - ha riferito il consigliere in una nota -, provvedendo con misure di maggiore efficienza e tutela sanitaria". Mostrando a conferma i report regionali in tempo reale, ha osservato come sia intervenuto "finalmente un cambio di passo al Pronto Soccorso: attese ragionevoli e tempi decisamente più brevi, anche nel confronto diretto con gli altri poli umbri, Perugia in primis".
Un passaggio significativo, ha evidenziato Batini, è stato proprio l'atteggiamento della stessa Azienda Ospedaliera che "ha scelto la via del fare". La dimostrazione, sostiene "che denunciare le criticità non significa "infangare", ma stimolare l'efficienza a tutela della salute di tutti". Il cuore dell'intervento rimane, appunto, la tutela della salute dei cittadini rispetto alla quale auspica che le misure adottate siano strutturali e non provvisorie."Mi auguro - ha sostenuto - che quanto messo in campo in queste ore non sia un temporaneo tamponamento, ma l’inizio di un nuovo standard strutturale".
"I cittadini - ha concluso - conoscono bene la realtà dei fatti, e oggi i numeri ufficiali confermano che la nostra battaglia per la trasparenza era (ed è) sacrosanta, a dispetto di chi ha tentato di bollarla come falsa".