Le zone di Terni più prese di mira dalla microminalità sono state passate al setacco dalla Questura. Nella mattinata di oggi la città è stata letteralmente controllata a tappeto da un imponente dispositivo di sicurezza voluto dal questore Michele Abenante per contrastare immigrazione irregolare, degrado urbano e reati predatori. Dalla stazione ferroviaria a Borgo Bovio, da Borgo Rivo a San Valentino, passando per l'area Cospea, il centro storico, il terminal bus e i parchi pubblici, decine di agenti hanno presidiato ogni angolo sensibile. Il bilancio dell'operazione "Alto Impatto" parla chiaro: 113 persone identificate, 30 cittadini extracomunitari controllati, 53 veicoli fermati, dieci posti di blocco e cinque esercizi pubblici ispezionati. Per due cittadini tunisini, risultati irregolari sul territorio nazionale, è scattato l'accompagnamento immediato in un Centro di permanenza per il rimpatrio, dove resteranno in attesa dell'espulsione definitiva dall'Italia.
L'operazione, coordinata dalla Questura di Terni, ha visto schierati in campo equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine Umbria-Marche, pattuglie della Guardia di Finanza, dell'Arma dei Carabinieri e della Polizia Locale. Un dispositivo imponente, studiato per coprire in modo capillare le aree da tempo nel mirino dei residenti: non solo la stazione e il centro, ma anche le zone considerate più a rischio come piazza Tacito, piazza Paul Harris, il parco della Passeggiata e parco Rosselli. Particolare attenzione è stata riservata alle aree limitrofe all'ex foresteria, dove da mesi si segnalano assembramenti e situazioni di degrado.
Gli agenti non si sono limitati a controlli superficiali. Ogni persona fermata è stata identificata e incrociata con le banche dati delle forze dell'ordine. I dieci posti di controllo posizionati in punti strategici hanno permesso di fermare decine di veicoli, portando a una sanzione per mancanza di copertura assicurativa con conseguente sequestro del mezzo. Gli esercizi pubblici ispezionati sono finiti sotto la lente degli investigatori, che hanno verificato eventuali irregolarità amministrative e la presenza di soggetti con precedenti.
“L'obiettivo è presidiare in modo sistematico le aree più delicate della città, per restituire decoro e sicurezza a chi vive e lavora a Terni”, spiegano dalla Questura. E i numeri dimostrano che l'attenzione è massima: 16 delle 113 persone identificate hanno precedenti di polizia, un dato che conferma l'efficacia dell'operazione nel tenere sotto controllo la microcriminalità.

Il capitolo più delicato dell'operazione riguarda la gestione dell'immigrazione irregolare. Tra i 30 cittadini extracomunitari sottoposti a controllo, due tunisini sono risultati sprovvisti di documenti validi per rimanere in Italia. Per loro è scattata immediatamente la procedura di accompagnamento: agenti dell'Ufficio Immigrazione della Questura li hanno prelevati e condotti presso un Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) fuori regione. Qui rimarranno in attesa che la macchina burocratica completi l'iter che porterà all'espulsione definitiva dal territorio nazionale.
Non si tratta di un caso isolato. Le operazioni “Alto Impatto” volute dal questore Abenante stanno diventando sempre più frequenti, con l'obiettivo dichiarato di contrastare non solo i reati predatori ma anche quelle situazioni di precarietà e degrado che alimentano la percezione di insicurezza tra i cittadini. La linea è chiara: la città va presidiata, e chi si trova in Italia senza titolo non può restare.
Mentre Terni torna lentamente alla normalità, il messaggio delle forze dell'ordine è destinato a rimanere impresso. Per i due tunisini ora rinchiusi in attesa dell'espulsione, invece, si apre una fase di stallo che avrà un unico epilogo: l'addio all'Italia.