13 Mar, 2026 - 17:45

Terni, maxi sequestro di rame durante i controlli: denunciato un uomo per ricettazione

Terni, maxi sequestro di rame durante i controlli: denunciato un uomo per ricettazione

Il rame, nel gergo delle cronache giudiziarie, è ormai da anni l'"oro rosso". Un materiale prezioso, facile da piazzare e ancora più facile da sottrarre in contesti industriali poco sorvegliati. L'ultimo episodio che riporta l'attenzione sulla sicurezza nelle aree produttive di Terni si è consumato lo scorso 12 marzo, nel cuore della zona industriale di Maratta. Un normale servizio di controllo del territorio si è trasformato in un’operazione della Squadra Mobile della Questura, culminata con il sequestro di un ingente quantitativo di scossaline e discendenti.

Il teatro dell’operazione è stata Strada di Recentino. Qui, la Polizia di Stato ha intercettato un furgone il cui conducente, un cittadino rumeno di 36 anni, ha tradito un nervosismo eccessivo davanti alla paletta degli agenti. Quell’atteggiamento ambiguo, misto a risposte evasive, ha spinto gli uomini della Mobile ad approfondire l'ispezione del vano di carico. Il risultato? Un tesoro di metallo pesante circa 190 chilogrammi, per un valore di mercato che sfiora i 1.000 euro. Senza documenti di trasporto, senza bolle di smaltimento e senza una spiegazione logica, il viaggio del trentaseienne si è concluso negli uffici di via Pietrunto con una denuncia per ricettazione.

La morsa del Questore: non solo denunce, ma misure di prevenzione speciali

Se il fronte penale seguirà il suo iter presso la Procura della Repubblica di Terni, è sul piano delle misure di prevenzione che la risposta dello Stato è stata particolarmente incisiva. Il Questore Abenante, valutando il profilo di pericolosità e il rischio di reiterazione del reato, non si è limitato al deferimento all'autorità giudiziaria, ma ha emesso un avviso orale con prescrizioni estremamente restrittive.

Per i prossimi tre anni, l'uomo non potrà possedere o utilizzare strumenti tecnologicamente avanzati spesso associati alla criminalità organizzata o specializzata in furti. Il divieto comprende radar, visori notturni e accessori per la protezione balistica (come giubbotti antiproiettile), oltre a mezzi di trasporto modificati o blindati, progettati proprio per eludere i posti di blocco della Polizia. È un segnale chiaro: la lotta alla micro-criminalità che colpisce le infrastrutture industriali non si combatte solo con il Codice Penale, ma limitando la capacità operativa dei sospetti. Il materiale sequestrato, nel frattempo, resta in custodia giudiziale in attesa di essere riconsegnato ai legittimi proprietari, mentre l'indagato resta protetto dalla presunzione di innocenza fino a condanna definitiva.

Ricettazione e reati contro il patrimonio: cosa prevede il Codice Penale

Dal punto di vista puramente legislativo, il possesso di materiale di cui non si possa giustificare la provenienza, qualora sussistano elementi per ritenere che provenga da un delitto (come il furto), configura il reato di Ricettazione, disciplinato dall'articolo 648 del Codice Penale. Si tratta di uno dei delitti più gravi contro il patrimonio, poiché è proprio la ricettazione a "alimentare" il mercato dei furti: senza qualcuno che acquisti o trasporti la refurtiva, il furto stesso perderebbe gran parte del suo valore economico. La legge italiana punisce la ricettazione con la reclusione da due a otto anni e con la multa da 516 a 10.329 euro. Se il fatto è di particolare tenuità (ovvero se il valore economico o l'entità del danno sono minimi), la pena è della reclusione fino a sei anni e della multa fino a 516 euro.

Il legislatore ha voluto essere particolarmente severo perché il ricettatore agisce con un fine di lucro specifico, inserendosi nel ciclo economico della criminalità. Oltre alla sanzione detentiva, il procedimento prevede quasi sempre il sequestro preventivo e la successiva confisca del materiale. Un aspetto fondamentale del processo riguarda l'elemento soggettivo: per essere condannati per ricettazione, occorre il "dolo", ovvero la consapevolezza della provenienza illecita del bene. Qualora invece il soggetto abbia acquistato o ricevuto le cose senza accertarne la provenienza per colpa o negligenza, si potrebbe configurare il reato di "Incauto acquisto" (Art. 712 c.p.), che è una contravvenzione punita meno severamente (arresto fino a sei mesi o ammenda).

Nel caso di Terni, la contestazione di ricettazione indica che gli inquirenti ritengono ci siano prove sufficienti della consapevolezza dell'illecito. Le pene possono inoltre essere aggravate se il materiale riguarda beni destinati a pubblico servizio o se il reato è commesso da soggetti sottoposti a misure di prevenzione.

 La strategia repressiva adottata dalle Questure italiane oggi punta molto sulle misure di prevenzione personali (come l'avviso orale o il foglio di via), che servono a monitorare i soggetti ritenuti socialmente pericolosi prima ancora che arrivi una sentenza di condanna, cercando di prevenire la commissione di nuovi furti di rame, un reato che danneggia non solo i privati, ma spesso anche le reti elettriche e ferroviarie del Paese.

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Lorenzo Farneti
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