05 Apr, 2026 - 11:30

Terni, allarme PD per la giustizia tributaria: pochi fascicoli e ora rischia l’accorpamento a Perugia

Terni, allarme PD per la giustizia tributaria: pochi fascicoli e ora rischia l’accorpamento a Perugia

Terni rischia di perdere un altro presidio strategico, questa volta sul fronte del contenzioso fiscale. Secondo il piano nazionale di revisione della giustizia tributaria elaborato dal Mef, ancora in fase di definizione, la sede ternana della Corte di giustizia tributaria rientra nell’elenco delle 22 Corti di primo grado destinate alla soppressione, con accorpamento delle funzioni su Perugia. Una prospettiva che sposta il baricentro della giustizia fiscale regionale verso il capoluogo e apre un fronte delicato per contribuenti e professionistiudienze più lontanemaggiori costi di trasfertatempi organizzativi più lunghi e il rischio concreto che una parte dei ricorsi, specie quelli di importo minore, non arrivi mai in aula. L’interrogazione presentata in consiglio comunale dal dem Leonardo Patalocco porta il tema dentro il perimetro politico cittadino e chiede al Comune di Terni se intenda giocare una partita di difesa del presidio tributario.

Non è la prima volta che Terni si trova a combattere per non perdere un pezzo della sua ossatura amministrativa e giudiziaria. Ma questa volta il bersaglio è un pilastro silenzioso ma fondamentale: il giudice delle liti tra fisco e contribuente. E il timing, per molti versi, appare paradossale. Proprio mentre il governo celebra la riforma della giustizia tributaria come un passo verso la modernizzazione e l’efficienza, il piano di accorpamento rischia di allontanare fisicamente la giustizia da cittadini e imprese, specialmente quelle piccole.

Il rischio concreto: udienze a Perugia e costi a carico dei contribuenti, la soglia dei 280 ricorsi che condanna Terni

Il cuore del problema è numerico e insieme geografico. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha messo a punto un piano di riordino della rete delle Corti tributarie di primo grado che, dopo una prima ipotesi draconiana di 64 soppressioni, si è assestato su 22 chiusure a livello nazionale. Il parametro tecnico utilizzato è la soglia di circa 280 ricorsi all’anno per sede: chi sta sotto viene considerato non sostenibile in termini di costi fissi e organici. E Terni, secondo le bozze circolate, rientrerebbe in questo perimetro.

L’accorpamento con Perugia significherebbe per avvocaticommercialisti e contribuenti dover affrontare uno spostamento di oltre 80 chilometri tra andata e ritorno per ogni udienza. Un costo non solo economico, ma anche in termini di tempo e organizzazione. E c’è di più: il timore, condiviso da molte associazioni di categoria, è che la lontananza fisica produca una sorta di effetto raffreddamento sul contenzioso minore“Se per contestare una cartella esattoriale di poche centinaia di euro devo perdere una giornata di lavoro e pagare il viaggio fino a Perugia, molti ci penseranno due volte”, ragiona un professionista ternano che preferisce restare anonimo. “E questo, in sostanza, significa meno giustizia per chi ha meno risorse.

Non si tratta solo di un disagio logistico. La geografia giudiziaria, quando si fa più accidentata, finisce per selezionare i ricorsi. Quelli piccoli restano a casa. Quelli grandi, magari seguiti da studi legali strutturati, trovano comunque una strada. L’effetto finale rischia di essere una giustizia tributaria a due velocità, proprio mentre la riforma dichiara di volerla rendere più accessibile e vicina ai contribuenti.

La politica si sveglia, interrogazione che prova a cambiare la rotta: il nodo della giustizia di prossimità

gruppo Pd

In questo quadro, l’interrogazione di Leonardo Patalocco, capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale a Terni, arriva come un campanello d’allarme formale. Il testo, depositato nei giorni scorsi, prende spunto dalle notizie di stampa relative al piano del Mef e chiede all’amministrazione comunale se esista già una formalizzazione ufficiale della problematica e, in caso affermativo, quali iniziative intenda intraprendere per evitare la soppressione.

“Si profila il rischio concreto di indebolire il presidio di legalità sul territorio e di creare difficoltà a cittadini e professionisti, che sarebbero costretti a spostamenti verso la sede unica di Perugia, si legge nell’interrogazione“Intervenire ora con tagli strutturali produce effetti negativi in termini di giustizia di prossimità e un impoverimento del territorio, che perderebbe un altro centro funzionale nel cuore di Terni.

Parole pesanti, che riecheggiano una consapevolezza politica: la città dell’acciaio ha già visto allontanare serviziuffici e presidi. Un’altra perdita, per quanto tecnica e poco visibile, rischierebbe di indebolire ulteriormente il tessuto professionale e la fiducia dei cittadini nello Stato. Il riferimento alla giustizia di prossimità non è retorico. È un principio che il legislatore ha spesso evocato, ma che nei fatti continua a scontrarsi con logiche di bilancio e centralizzazione.

Dall’altra parte, il Mef difende il piano come necessario per razionalizzare una struttura giudiziaria ritenuta troppo frammentata. Il parere del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria (Cpgt) ha però già messo alcuni paletti: gradualitàcriteri più equilibrati e attenzione all’accessibilità. Insomma, la partita non è chiusa. L’obiettivo dichiarato è arrivare ai provvedimenti attuativi entro il 2026. C’è tempo, dunque, per una mobilitazione politica e civica.

La domanda, ora, è se il Comune di Terni sceglierà di fare pressing formale sul Ministero, magari in sinergia con altri enti locali delle province colpite. Perché il destino della Corte tributaria ternana non è solo una questione di numeri e ricorsi. È il banco di prova di come un territorio medio-piccolo possa ancora difendere la propria capacità di offrire giustizia senza costringere i propri cittadini a mettersi in viaggio. La risposta dell’amministrazione, attesa nelle prossime settimane, dirà molto sulla capacità di Terni di non restare a guardare mentre un altro pezzo della sua identità amministrativa viene imballato e spedito verso il capoluogo.

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Federico Zacaglioni
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