08 Aug, 2025 - 17:00

Terni, la rinascita di Colle dell’Oro parte dalla solidarietà: nasce la "Cittadella dell’amicizia e del dopo di noi"

Terni, la rinascita di Colle dell’Oro parte dalla solidarietà: nasce la "Cittadella dell’amicizia e del dopo di noi"

Il vicesindaco Riccardo Corridore rompe l’attesa e annuncia un passo decisivo per il futuro di Colle dell’Oro: “La Cittadella dell’amicizia e del dopo di noi sarà la rinascita di un luogo storico e il cuore di un nuovo welfare cittadino”. La giunta comunale di Terni ha infatti approvato la delibera che accoglie la proposta di co-progettazione presentata dalla Fondazione Aiutiamoli a Vivere Ong e ne ha dichiarato il pubblico interesse. Obiettivo: trasformare l’ex convento in un centro innovativo di accoglienza, servizi e inclusione sociale.

Un progetto di rigenerazione sociale e urbana nel cuore di Terni

La decisione dell’esecutivo di Palazzo Spada rappresenta un punto di svolta per un immobile da tempo in attesa di un futuro. L’ex convento di Colle dell’Oro, immerso in un contesto paesaggistico di rilievo e circondato da un ampio parco, è oggi inagibile. Dopo essere stato utilizzato dalla Comunità Incontro fino al 1997, versa in condizioni di degrado, come certificato già nel 2014 dal Ministero dei Beni Culturali.

La proposta, arrivata a maggio 2025, prevede un percorso di co-progettazione che non si limita a un semplice restauro. “Non vogliamo solo recuperare una struttura - sottolinea Corridore - ma darle una nuova vita, facendone un punto di riferimento permanente per chi vive situazioni di fragilità”.

La Cittadella dell’amicizia sarà un luogo aperto e multifunzionale: unità abitative per il “dopo di noi”, spazi di ascolto per donne e minori, servizi per persone con disabilità, aree ricreative, aziende agricole capaci di autosostenere il progetto. L’idea è creare una rete stabile tra istituzioni, volontariato e terzo settore, capace di garantire inclusione sociale e opportunità di inserimento lavorativo.

La visione: un welfare di prossimità e reti solidali

Il progetto rientra nelle linee programmatiche del Comune di Terni e, come spiega il vicesindaco, si fonda su una concezione di welfare di prossimità: “Vogliamo mettere al centro la persona e il suo contesto di vita. Non si tratta solo di assistenza, ma di costruire percorsi che facciano emergere capacità, talenti e autonomia”.

L’Amministrazione punta a un modello di solidarietà condivisa, in cui le risorse pubbliche lavorino in sinergia con il privato sociale. La pubblicazione di un avviso pubblico permetterà di individuare soggetti interessati a partecipare al tavolo di progettazione. È previsto anche un gruppo di lavoro interdirezionale per coordinare le fasi di sviluppo.

Corridore insiste su un punto: “La Cittadella non sarà un’isola separata, ma un luogo in cui le persone siano parte della comunità. Vogliamo un sistema che unisca sostegno e relazioni, offrendo opportunità concrete di inclusione socio-lavorativa”.

I prossimi passi per far rinascere Colle dell’Oro

La delibera, oltre a sancire il valore pubblico dell’iniziativa, apre la strada a un processo partecipativo che potrà coinvolgere associazioni, cooperative e cittadini. La sfida è ambiziosa: restituire a Colle dell’Oro la dignità di un luogo vivo, trasformandolo in un simbolo di accoglienza e innovazione sociale.

Come conclude Corridore, “Questo progetto è il segno che Terni può costruire il suo futuro partendo dalla cura delle persone e dalla valorizzazione dei luoghi”.

La Fondazione Aiutiamoli a Vivere: esperienza pluriennale nel recupero di conventi e progetti sociali innovativi

Fondata a Terni nel 1992 per rispondere all’emergenza umanitaria legata a Chernobyl, la Fondazione Aiutiamoli a Vivere Ong ha costruito in oltre trent’anni un modello operativo solido che unisce accoglienza, cooperazione internazionale e impegno nella comunità. L’azione della Fondazione si estende oggi a numerosi Paesi tra Est Europa, Africa e Sud America, con progetti di formazione, promozione educativa e sostegno diretto alle popolazioni più fragili.

In particolare, sul fronte del recupero di edifici storici per finalità sociali, l’esperienza è consolidata e tangibile: dal 2017 la Fondazione ha sottoscritto un accordo con i Frati Minori Conventuali per ridare vita a conventi dismessi. Il Convento di Cattolica, ad esempio, è stato trasformato in un centro di accoglienza terapeutica per minori stranieri - anche con gravi patologie - attraverso il contributo diretto dei volontari nelle operazioni di restauro, adeguamento funzionale e anima comunitaria. Anche il Convento di Carpegna ha beneficiato di questo approccio: studio, competenze multidisciplinari e partecipazione sociale si uniscono per ridisegnare questi luoghi come fari di solidarietà e accoglienza

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Federico Zacaglioni
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