Un doppio cantiere della riqualificazione sta per accendere i riflettori sul cuore verde di Terni. Non è una metafora: da un lato la luce nuova di un impianto a led ridisegnerà il volto notturno del Parco Gianfranco Ciaurro e delle mura storiche, dall’altro l’aula di Palazzo Spada ha sbloccato i 400mila euro che servono a mettere in sicurezza uno dei simboli più fragili e preziosi della città, l’anfiteatro romano. Due operazioni distinte, ma cucite dalla stessa regia politica e amministrativa, quella dell’assessorato ai Lavori Pubblici, che punta a restituire decoro e attrattività all’intera area della Passeggiata.
Il primo tassello si chiama Social Lighting ed è un progetto di riqualificazione illuminotecnica che la Giunta comunale ha approvato in linea tecnica. L’intervento, del valore complessivo di 120mila euro, prevede l’installazione di sistemi a led ad alta efficienza capaci di generare scenari luminosi dinamici. Non si tratta soltanto di sostituire vecchie lampadine: l’obiettivo è trasformare il parco e la cinta muraria in uno spazio più accogliente, fruibile e inclusivo anche dopo il tramonto, quando oggi la penombra scoraggia la sosta e riduce la percezione di sicurezza.

“Il progetto punta a rafforzare il senso di identità della comunità e a rendere il parco un luogo più accogliente, fruibile e inclusivo, incentivando socialità e partecipazione”, spiega l’assessore ai Lavori Pubblici Sergio Anibaldi, che ha seguito personalmente l’istruttoria. L’investimento sarà candidato al finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni (Carit): la realizzazione partirà soltanto dopo l’eventuale concessione del contributo, ma l’approvazione in linea tecnica consente all’Amministrazione di tenere la pratica pronta sul tavolo, evitando i ritardi che spesso frenano questo genere di opere.
Nei documenti progettuali si legge di una particolare attenzione alla sostenibilità ambientale: la tecnologia a led permetterà un taglio netto dei consumi energetici e rispetterà le normative contro l’inquinamento luminoso. Tradotto in termini pratici, significa illuminare meglio spendendo meno e senza disperdere luce verso il cielo. Un equilibrio tecnico non banale, che i progettisti hanno dovuto calibrare in un contesto delicato come quello delle mura storiche, dove ogni punto luce diventa anche elemento di valorizzazione architettonica.

Il secondo pilastro dell’operazione ha trovato copertura finanziaria grazie a una delibera approvata dal Consiglio comunale, che ha chiuso un iter amministrativo complesso. I 400mila euro arrivano dal Commissario straordinario di Governo per la ricostruzione post-sisma 2016 e sono destinati all’adeguamento strutturale dell’anfiteatro romano, una delle testimonianze archeologiche più rilevanti del patrimonio ternano e allo stesso tempo uno dei punti più esposti della Passeggiata.
La svolta è arrivata con un’ordinanza commissariale comunicata all’amministrazione l’11 marzo 2026, che ha inserito il Comune di Terni tra i beneficiari del Nuovo Piano di ricostruzione delle opere pubbliche in Umbria. Palazzo Spada, con il voto dell’aula, ha accertato le somme stanziate, ha adeguato i capitoli di bilancio per competenza e cassa e ha dato mandato alla direzione Lavori Pubblici di aggiornare il Programma triennale delle opere pubbliche 2026-2028, inserendo l’intervento nell’annualità corrente. Contestualmente, l’operazione è stata registrata nel Documento unico di programmazione (DUP).
“Con questo progetto l’Amministrazione conferma il proprio impegno nella cura e nella valorizzazione degli spazi pubblici”, ha aggiunto Anibaldi, sottolineando come la doppia iniezione di risorse - comunale per la luce, statale per la statica - risponda a un disegno unitario: “Migliorare la qualità della vita dei cittadini, i livelli di sicurezza urbana e l’attrattività turistica della città”.
La Passeggiata, per anni area di attesa più che di destinazione, si avvia così a diventare il baricentro di una Terni che cerca di riprendersi i suoi spazi migliori senza snaturarli. La cifra complessiva messa in campo, 520mila euro, non è faraonica, ma è fortemente mirata: da un lato la tecnologia per accorciare le ombre e allungare la vita sociale del parco, dall’altro l’ingegneria per mettere in sicurezza un monumento che racconta duemila anni di storia. Due interventi che guardano nella stessa direzione, quella di chi amministra sapendo che il decoro urbano non è un accessorio, ma la prima forma di rispetto verso i cittadini.