Una scuola difficile della periferia romana, un'insegnante che non si arrende e anziché perdere le speranze, come hanno fatto i suoi colleghi, sceglie invece di investire sui suoi studenti. È questo il succo di 'Domani interrogo' film di Umberto Carteni con Anna Ferzetti, distribuito da Vision Distribution, che sarà al centro di un evento speciale. Nella mattinata di venerdì 17 aprile il Cinema Politeama Lucioli di Terni ospiterà una proiezione dedicata alle scuole superiori. In sala a dialogare con i ragazzi e le ragazze del Liceo Donatelli e dell'Ipsia Pertini, ci saranno il regista e alcuni dei giovani attori protagonisti della pellicola. L'organizzazione è di Sentieri del Cinema, realtà molto attiva in città nella promozione della cultura cinematografica. Ne abbiamo parlato in esclusiva per Tag24 Umbria con la responsabile, la storica del cinema Maria Rita Fedrizzi che ci ha rivelato cosa si va preparando.
'Domani interrogo' è un film che parla delle sfide di un’insegnante in un contesto delicato e complesso. Che cosa può trasmettere quest’opera ai più giovani?
"La protagonista del film, ispirato all’omonimo romanzo di Gaja Cenciarelli (a sua volta insegnante, oltre che scrittrice e traduttrice), è una professoressa di inglese appena arrivata in una quinta superiore della periferia romana, una classe considerata "irrecuperabile". I collaboratori scolastici la mettono in guardia: assenze croniche, tensioni interne, famiglie fragili alle spalle e un rendimento scolastico ai minimi termini. È una classe che sembra aver perso fiducia in tutto: nella scuola, negli adulti, nel futuro.
La prof, di fronte a questa sfida all’apparenza impossibile, non demorde, non arretra. Con coraggio, con tenacia, pungola, incalza, motiva, presta consiglio e soprattutto ascolta i suoi studenti, fino a riaffermare in loro la voglia di mettersi in gioco, fino a far loro intravedere un orizzonte diverso rispetto al contesto che li circonda e che così tante ripercussioni ha sul loro rendimento scolastico.
È una insegnante che sa essere autorevole ma che "non si mette mai in cattedra", che accorcia le distanze, che si pone in ascolto, anche dei silenzi e delle fragilità, soprattutto delle fragilità. È il suo cuore comprensivo, il suo saper prendere per mano i propri alunni, che le consente di toccare la loro sensibilità più nascosta. Il calore di cui è capace è un elemento vitale per l’anima dei suoi ragazzi. Ecco, io credo che il film possa trasmettere ai più giovani il valore della speranza, della fiducia in se stessi e nelle proprie capacità, ma anche la bellezza e l’importanza dell’empatia. E che possa contribuire a rinsaldare quel patto educativo di corresponsabilità che è tanto fondamentale quanto oggi purtroppo, spesso, messo in discussione".
Per la proiezioni arriveranno quasi 250 giovanissimi, una partecipazione entusiastica. In un momento in cui le sale cinematografiche faticano ad andare avanti, come siete riusciti ad intercettare un pubblico così vasto?
"Il Politeama ha alle proprie spalle una lunga storia anche dal punto di vista del rapporto con le scuole. Da sempre organizza matinée scolastiche, nelle quali alla visione del film segue un momento di confronto e di riflessione attorno allo stesso, così da trasformare l'atto passivo del guardare in un processo attivo, consapevole ed emotivo, dove la vista si integra con la mente e le emozioni per interpretare il mondo. Questo ci ha molto aiutato, nel contatto diretto con gli insegnanti e le dirigenze scolastiche, a cui va la mia e nostra gratitudine per aver aderito con così grande entusiasmo all’iniziativa.
Ad aver determinato una adesione così massiccia, è stato sicuramente anche il valore del film, che ricorda a tutti il ruolo importantissimo (ma ancora non abbastanza riconosciuto) del singolo docente, che va ben oltre la semplice trasmissione di nozioni, configurandosi come una guida fondamentale per lo sviluppo armonico, valoriale e critico dei nostri ragazzi".

In sala ci saranno il regista e alcuni degli attori, che dialogo pensi potrà nascere con gli studenti?
"'Domani interrogo' è un film che si contraddistingue per la capacità di evitare gli stereotipi, per una sorprendente e toccante aderenza alla realtà. Quelli raccontati dal regista Umberto Carteni - complice anche la sceneggiatura scritta da Herbert Simone Paragnania e dalla stessa Gaja Cenciarelli, che professoressa d’inglese in quelle scuole di periferia lo è stata per davvero, e il libro che ha scritto, l’ha scritto partendo da esperienze e da ragazzi reali - sono ragazzi veri, autentici, nei quali gli studenti che assisteranno alla visione potranno riconoscersi. C’è chi vive l’ansia da prestazione, chi ha già rinunciato a immaginarsi altrove, chi usa il cinismo come corazza. Dietro certi loro atteggiamenti provocatori si nasconde la paura di non essere all’altezza, di fallire, una profonda insicurezza, dietro il loro silenzio ostinato si celano contesti famigliari fragili, sgretolati, assenti, che possono arrivare a pesare sulle loro giovani spalle come macigni.
Spero che l’identificazione degli studenti con i giovani protagonisti del film e la complicità emozionale che da essa scaturirà, possa far nascere in loro il desiderio di parlare delle proprie emozioni e percezioni ma anche di raccontare e condividere il proprio vissuto come studenti e il proprio rapporto con gli insegnanti, e che insieme - il regista, gli attori, gli studenti, io - ci possiamo trovare a ragionare sulle sfide e sulla natura più intima dell’atto di educare, che è anzitutto un atto di ascolto.
Spero anche che il ritratto umanissimo che il regista e i suoi sceneggiatori danno dell’insegnante - una docente e una donna che si "sporca le mani", inciampa, prova la paura e lo scoramento, che viene "tradita" dagli studenti e che come molti di loro custodisce nel proprio cuore ferite mai del tutto rimarginate - possa spingere gli studenti che parteciperanno all’iniziativa a guardare i loro insegnanti con occhi diversi, sentendoli più vicini di quanto non li sentano nella quotidianità, percependoli come loro alleati e come figure necessarie".
Questo film ha incontrato secondo te una distribuzione adeguata?
"Complice anche la presenza di Anna Ferzetti nel ruolo della professoressa (l’uscita del film di Carteni seguiva di poco quella dell’ultimo film di Sorrentino, di cui l’attrice è splendida coprotagonista), il film ha avuto un grosso lancio. Penso tuttavia che questo non sia sufficiente, che in un panorama come quello attuale, dove l’offerta è tantissima, l’attenzione dello spettatore sempre più labile e fugace, la concorrenza delle piattaforme forte, i film abbiano bisogno di essere per così dire "accompagnati". Gli incontri con gli autori, le matinée scolastiche, i momenti di confronto e riflessione a margine del film, sono occasioni preziose per far vivere alle pellicole una seconda vita, anche quando uscite dai normali circuiti.
Da questo punto di vista sono stati fondamentali per noi il supporto e la collaborazione della Vision Distribution, che fin da subito ci ha prospettato la presenza del regista e di parte del cast in sala per dialogare con gli studenti".

Ultima domanda, quale può essere il valore educativo del cinema secondo te?
"Il cinema, proprio perché spesso l'immagine ha una immediatezza e un'efficacia più diretta della parola, ha un valore educativo enorme. Credo che esso possa contribuire fortemente a sviluppare e stimolare il sentimento critico, a coltivare il dubbio, come direbbe la professoressa protagonista del film di Carteni. Penso anche che possa fungere da specchio, sia emotivo che cognitivo, e che proprio per questo possa favorire la riflessione se su stessi, sul proprio agire, sul proprio relazionarsi agli altri.
Credo inoltre che possa essere estremamente efficace per la crescita interiore di ciascuno di noi in quanto può facilitare l’espressione delle emozioni, qualunque esse siano, portando ad una migliore vita relazionale con noi stessi e con gli altri. È come una palestra, che ci insegna a gestire, senza negare, emozioni che trattenute o soffocate non farebbero che acquisire sempre più forza fino ad esplodere senza controllo".