21 Jan, 2026 - 15:00

Terni, domani al via il processo al sindaco Bandecchi: rischio sospensione per la Severino e nuovo legale

Terni, domani al via il processo al sindaco Bandecchi: rischio sospensione per la Severino e nuovo legale

Aula di udienza, Tribunale di Terni. Domani mattina, alle ore 9, il giudice Ersilia Agnello aprirà il primo atto del processo a Stefano Bandecchi. Il sindaco della città, presidente della Provincia e leader di Alternativa popolare e di Dimensione Bandecchi, siederà sul banco degli imputati per rispondere di un nutrito elenco di capi d’imputazione: minaccia, oltraggio a pubblico ufficiale, violenza a pubblico ufficiale, resistenza a pubblico ufficiale, interruzione di pubblico servizio e, soprattutto, minaccia a un corpo politico, amministrativo o giudiziario. È quest’ultima accusa, secondo l’articolo 338 del codice penale, a poter innescare i meccanismi della legge Severino e una possibile sospensione dalla carica.

Bandecchi: "Comunque dovesse andare per altri due anni e mezzo resterà la mia amministrazione"

Una prospettiva che Bandecchi ha già commentato a modo suo, dicendo in aula consiliare di Palazzo Spada in più occasioni che “se il sindaco se ne dovesse andare, grazie alla magistratura, qua resterebbe il vicesindaco”, e aggiungendo: “per altri due anni e mezzo c'è da ciucciarsi questa amministrazione”.

Il primo cittadino arriva all’appuntamento processuale con una linea difensiva potenziata. A rappresentarlo in giudizio sarà l’avvocato Filippo Morlacchini del Foro di Roma, coadiuvato dal legale ternano Giorgio Panebianco. L’avvocato Carlo Pacelli, che aveva assistito Bandecchi nella fase delle indagini e in udienza preliminare, ricopre ora il ruolo di sostituto processuale.

Davanti alla difesa, oltre al pm Marco Stramaglia, siederà come parte civile il consigliere di Fratelli d’Italia Marco Celestino Cecconi – con il legale Enrico De Luca – che il 28 agosto 2023 si trovava tra i banchi della minoranza quando il sindaco, durante un teso confronto, abbandonò la poltrona e si diresse verso di loro con quel “fare minaccioso” ora al centro della contestazione. Secondo la ricostruzione, Bandecchi fu fisicamente trattenuto e bloccato dal vicesindaco Riccardo Corridore e dagli agenti della polizia locale intervenuti in aula. La seduta fu sospesa per circa 25 minuti per motivi di ordine pubblico. 

La nuova strategia difensiva: il pivot di Roma in prima linea

Per l’udienza di domani non è attesa una sentenza, ma l’avvio formale del dibattimento. Si tratta del primo passo in un percorso che richiederà altre udienze per l’esame delle prove e delle testimonianze, tra le quali anche quelle della presidente del consiglio comunale Sara Francescangeli e di altri amministratori e consiglieri di maggioranza e opposizione.

L’ingresso di Morlacchini a capo del collegio segnala una precisa strategia difensiva per il delicato processo. La linea, comunque, rimane quella già tracciata: “Chi è stato oltraggiato nell'esercizio delle sue funzioni è proprio il primo cittadino”, aveva detto in precedenza l’avvocato Pacelli“È stato meramente reattivo, senza alcuna intenzione aggressiva”, aveva aggiunto PanebiancoBandecchi stesso, uscendo dal Tribunale dopo il rinvio a giudizio il 3 dicembre scorso, aveva tagliato corto: “Mi hanno rinviato a giudizio. Sapete già cosa penso della giustizia”. Ora affida la sua sorte alle immagini di quella sera, convinto che mostreranno la sua versione dei fatti.

La ricostruzione dell’accusa descrive un’escalation partita da un diverbio sui conti comunali con il consigliere Orlando Masselli, fino all’intervento di Cecconi e alla reazione del sindaco che, secondo l’imputazione, ha originato l’intero ventaglio di reati contestati. Invece il sindaco Bandecchi e la sua difesa sono certi che si sia trattato di una reazione a un atteggiamento provocatorio e intimidatorio che sarebe dimostrato dal video di Tele Galileo destinato a diventare materiale processuale.

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Il percorso lungo verso la Severino: nessuna decisione immediata

La posta in gioco istituzionale è alta, ma il suo esito è legato a un iter dai tempi non brevi. La legge Severino prevede la sospensione automatica dalla carica elettiva in caso di condanna non definitiva a una pena detentiva di almeno due anni per una serie di reati contro la pubblica amministrazione, tra cui la minaccia a corpo politico. Quel meccanismo, tuttavia, non scatterebbe domani, ma solo al termine del primo grado di giudizio, e solo qualora il giudice Agnello dovesse emettere una condanna con quelle caratteristiche. 

Domani, dunque, non si decide la sorte politico-amministrativa di Stefano Bandecchi. Si entra nel merito dei fatti di quella sera di agosto. L’aula consiliare di palazzo Spada, teatro dell’episodio, cederà idealmente il passo all’aula del Tribunale. Il dibattimento comincia davvero, con i suoi tempi e le sue regole, e con un nuovo avvocato a guidare la difesa del sindaco.

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Federico Zacaglioni
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