I numeri, a volte, parlano più chiaro delle polemiche. Quando lo scorso giugno il Comune di Terni ha messo nero su bianco la convenzione con la Regione Umbria, sbloccando un pacchetto finanziario da circa 12 milioni di euro di fondi europei Fesr-Fse (cui si aggiungono 2 milioni di cofinanziamento comunale), in molti si sono accorti che qualcosa stava cambiando nella macchina amministrativa di Palazzo Spada. Terni non solo liberava risorse, ma diventava ufficialmente il primo comune umbro per efficienza amministrativa nel complesso iter della programmazione 2021-2027.
Eppure, l’avvio non era stato privo di schermaglie istituzionali. In quell’occasione, l’allora assessore Marco Iapadre non nascose una certa “amarezza” per l’assenza del vicepresidente della Regione Umbria, Tommaso Bori, alla presentazione pubblica dei progetti ternani. Un’assenza che era suonata come una mancanza di “rispetto istituzionale” verso una città che, invece, aveva fatto i compiti a casa per prima.

Ma la politica, talvolta, sa comporre i contrasti e ridisegnare le geografie del potere. Con il rimpasto di giunta voluto dal sindaco Stefano Bandecchi, il complesso dossier dei fondi europei e della programmazione finanziaria è passato nelle mani dell'assessora Michela Bordoni, chiamata a dare accelerazione agli interventi. E a distanza di mesi, la stessa Regione ha deciso di scegliere proprio Terni come palcoscenico per la tappa conclusiva del roadshow dedicato ad Agenda Urbana, tenutosi nei giorni scorsi nella sede dell’Arpa.
Un segnale chiaro: al di là delle scaramucce, il progetto è troppo importante per essere lasciato in ostaggio della dialettica. All’incontro pubblico, voluto per raccontare ai cittadini lo stato dell’arte del programma multitematico, erano presenti il vicepresidente Tommaso Bori, l'assessora Michela Bordoni, il dirigente Andrea Zaccone (coordinatore del programma) e i tecnici dei settori coinvolti. Un’occasione per fare chiarezza e, soprattutto, per restituire alla città ciò che le spetta: trasparenza e cantieri.
A guardare il piano nel suo complesso, viene subito in mente un’architettura finanziaria complessa ma sorprendentemente coesa. Il programma, che si inserisce nella cornice delle risorse europee espressamente dedicate allo sviluppo urbano sostenibile, non è un semplice elenco di lavori pubblici, ma un vero e proprio sistema integrato di interventi.
“Si tratta di un lavoro corale che vede coinvolti, a diverso titolo, numerosi settori dell’Ente”, spiegano da Palazzo Spada. L’obiettivo è tradurre in realtà le linee del mandato amministrativo, agendo su più fronti: dalla rigenerazione dei quartieri alla mobilità sostenibile, dalla digitalizzazione ai servizi sociali.

Il cuore pulsante dell’intera operazione batte nell’area di San Valentino. Con un investimento di 2,5 milioni di euro, il progetto punta a ridisegnare il volto del quartiere attorno alla Basilica. Non si tratta solo di rifare l’asfalto o i marciapiedi. L’idea è quella di creare un percorso che parta da via Turati - dove è previsto un nuovo corridoio verde con filari di alberi - e arrivi fino al cuore pulsante della devozione valentiniana. Verranno sistemati piazza e aree verdi, ristrutturata la palazzina destinata alle associazioni e potenziata la segnaletica informativa.
Ma la vera scommessa è quella di connettere i luoghi. Attraversando il parco urbano Trento - Le Grazie, grazie a un nuovo percorso ciclopedonale, si potrà raggiungere il quartiere Matteotti, simbolo dell’architettura razionale del secondo Novecento. Qui, la riqualificazione della palazzina a servizio della comunità restituirà spazi importanti dal punto di vista storico e sociale.
Uno degli aspetti più innovativi del programma è la sua capacità di ibridare interventi materiali e immateriali. Non solo mattoni, dunque, ma anche bit e algoritmi. Il capitolo dell’innovazione tecnologica vale da solo circa 1,2 milioni di euro e prevede lo sviluppo del cosiddetto “Gemello digitale”. Si tratta di un sistema evoluto per la gestione dei dati urbani provenienti dai dispositivi installati in città, uno strumento che permetterà di migliorare i servizi attraverso informazioni puntuali e in tempo reale.

Parallelamente, sul fronte della cultura, le risorse di Agenda Urbana andranno a potenziare l’offerta esistente. Sono previsti interventi di rifunzionalizzazione per il teatro comunale Secci e per il museo archeologico Giontella, per il quale è già in corso la realizzazione di un nuovo sito internet. Spazio anche al Paleolab, il museo di paleontologia, e a un’iniziativa di grande impatto simbolico: a Palazzo Carrara, al termine del restauro dell’ala centrale, verrà allestito uno spazio immersivo dedicato a San Valentino, in grado di ospitare anche altre iniziative pubbliche.
Il programma, inoltre, si coordina strategicamente con altre fonti di finanziamento, come il Pnrr, per moltiplicare l’efficacia degli interventi. Ne è un esempio il completamento della ristrutturazione dell’ex Lanificio Gruber, che integra le risorse del vecchio Piano periferie, o la realizzazione di una barriera acustica verde a protezione del rinnovato campo di atletica leggera “Franco Casagrande”.
L’Agenda Urbana ternana, però, non si ferma all’estetica della città o all’efficienza tecnologica. Il pacchetto di interventi destinato alle politiche sociali vale oltre 1 milione di euro e punta a ricucire il tessuto comunitario.
Verranno attivati percorsi di inclusione socio-lavorativa, servizi a supporto della famiglia e progetti di innovazione sociale. L’obiettivo è favorire la nascita di Patti di collaborazione per l’animazione e la cura degli spazi pubblici, coinvolgendo direttamente i cittadini nella gestione del bene comune. Un modo per garantire che la riqualificazione non sia solo un’operazione di facciata, ma diventi occasione di crescita collettiva.
“Questo appuntamento pubblico - hanno sottolineato i promotori dell’incontro all’Arpa - non è stato solo una vetrina, ma un momento di restituzione alla cittadinanza dello stato di avanzamento degli interventi, in una logica di massima trasparenza”. Una filosofia che sembra aver guidato l’intero iter, portando Terni a completare tutti gli adempimenti necessari con una tempistica da record, superando di fatto le altre quattro città umbre coinvolte nel programma (Perugia, Foligno, Spoleto e Città di Castello).