È stato arrestato e posto agli arresti domiciliari un uomo, già gravato da precedenti penali, ritenuto responsabile di aver violato le prescrizioni imposte dall’Autorità giudiziaria nell’ambito di un procedimento per atti persecutori nei confronti dell’ex compagna.
Il provvedimento è stato eseguito dagli agenti della Polizia di Stato, attraverso il personale della Squadra Mobile della Questura di Terni, che nella giornata di ieri ha rintracciato l’uomo dando esecuzione all’ordinanza di aggravamento della misura cautelare disposta dall’Autorità giudiziaria.
La vicenda trae origine dalla denuncia presentata a gennaio presso la Questura di Terni da una donna che aveva segnalato comportamenti persecutori da parte del suo ex compagno. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo non avrebbe accettato la fine della relazione sentimentale e avrebbe iniziato a porre in essere una serie di condotte moleste e intrusive. Tra queste, la presenza ripetuta sotto l’abitazione della donna e nei pressi del luogo di lavoro, oltre a numerosi tentativi di contatto non desiderati.
Nel corso della relazione, inoltre, si sarebbe verificato anche un episodio di aggressione nei confronti della vittima, circostanza che ha contribuito a delineare il quadro investigativo portato all’attenzione della magistratura.
A seguito della denuncia e degli accertamenti avviati dagli investigatori, la Procura della Repubblica ha richiesto e ottenuto nei confronti dell’indagato l’applicazione della misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa. Il provvedimento imponeva all’uomo di mantenere una distanza minima dalla vittima e dai luoghi da lei frequentati, con l’obiettivo di prevenire ulteriori episodi di molestia o intimidazione.
Successivamente, nel febbraio 2026, la misura era stata ulteriormente rafforzata attraverso l’applicazione del braccialetto elettronico, dispositivo di controllo destinato a monitorare il rispetto delle prescrizioni imposte dall’Autorità giudiziaria.
Nonostante le restrizioni imposte, l’uomo non avrebbe rispettato pienamente le prescrizioni stabilite dal giudice. In particolare, secondo quanto emerso dalle verifiche, non avrebbe mantenuto efficiente il dispositivo elettronico di controllo, compromettendo di fatto il sistema di monitoraggio predisposto per garantire la sicurezza della persona offesa. Le irregolarità riscontrate sono state segnalate dagli organi di polizia all’Autorità giudiziaria, che ha valutato la situazione alla luce delle ulteriori informazioni investigative.
Alla luce delle violazioni accertate e delle nuove segnalazioni trasmesse dagli investigatori, la magistratura ha ritenuto necessario aggravare la misura cautelare nei confronti dell’indagato. È stata quindi disposta la sostituzione del precedente provvedimento con la misura più restrittiva degli arresti domiciliari, ritenuta necessaria per prevenire ulteriori comportamenti persecutori e garantire una maggiore tutela alla vittima.
Nella giornata di ieri gli agenti della Squadra Mobile hanno individuato e rintracciato l’uomo procedendo all’esecuzione dell’ordinanza. Dopo le formalità di rito, il soggetto è stato condotto presso la propria abitazione dove sconterà la misura cautelare degli arresti domiciliari.
L’operazione rappresenta l’esito di un’attività investigativa sviluppata dalla polizia giudiziaria della Questura di Terni, che ha monitorato con continuità l’evoluzione della vicenda a partire dalla denuncia presentata dalla vittima. Gli investigatori hanno seguito attentamente il rispetto delle prescrizioni imposte dall’Autorità giudiziaria, mantenendo un costante raccordo operativo con la magistratura per la valutazione delle eventuali violazioni delle misure cautelari.
Nel corso degli accertamenti sono state raccolte e trasmesse all’autorità giudiziaria ulteriori segnalazioni relative al mancato rispetto delle disposizioni imposte all’indagato, tra cui l’inefficienza del dispositivo elettronico di controllo previsto per il monitoraggio del divieto di avvicinamento.
Il tempestivo intervento degli agenti della Polizia di Stato e il coordinamento con la Procura hanno quindi consentito di intervenire con rapidità a fronte delle violazioni riscontrate, portando all’aggravamento della misura cautelare e rafforzando le misure di tutela nei confronti della persona offesa.
Come previsto dalla normativa vigente, si precisa che il procedimento penale si trova ancora nella fase delle indagini preliminari. Pertanto, nei confronti dell’indagato vige il principio della presunzione di innocenza fino all’eventuale pronuncia di una sentenza definitiva di condanna da parte dell’autorità giudiziaria competente.