Era tra gli appuntamenti più attesi dell'estate ternana. Annunciato a marzo e inserito nel cartellone di 'Tributo d'Autore', il concerto di Patty Pravo di sabato 4 luglio all'Anfiteatro Fausto, è stato un evento carico di magia e carisma. Una serata che ha attraversato oltre sessant'anni di straordinaria carriera davanti a un'arena gremita e a un pubblico di tutte le età.
Alle 21.40 l'artista veneziana sale sul palco in total black impreziosito da riflessi argentati e inconfondibile chioma bionda. L'immagine è quella dell'icona che ha attraversato epoche e stili. Bastano poche battute ed emergono anche ironia, sorrisi e spontaneità. Patty Pravo dialoga e interagisce con il pubblico, alternando canzoni, ricordi e aneddoti di una vita con naturalezza.

La sua storia parla da sola. Oltre 110 milioni di dischi venduti in tutto il mondo, uno stile camaleontico che ha fatto scuola e un repertorio entrato nell'immaginario collettivo: chi, almeno una volta nella vita, non ha cantanto una delle sue canzoni? L'ha fatto, recentemente, anche la stessa Madonna che le ha reso omaggio interpretando la sua 'Bambola', confermando l'influenza di un'artista capace di oltrepassare i confini della musica italiana.
La scaletta propone diciannove brani, in equilibrio tra passato e presente. L'apertura è affidata a 'Opera', il pezzo che dà il titolo al tour. Presentato all'ultimo Festival di Sanremo, scritto da Giovanni Caccamo e nato, come racconta la stessa Patty Pravo, da un sogno. Un'ispirazione che ha fatto da fil rouge all'intero concerto, costruito come un viaggio che senza soluzione di continuità, si sposta tra i classici e le pagine più recenti.
Ogni canzone è introdotta da un breve racconto fatto di incontri e collaborazioni che dipingono un affresco stratificato di relazioni artistiche e umane. Per lei hanno scritto, tra coloro nominati solo stasera, Serena Brancale ('Cosa vuoi che sia'), La Rappresentante di Lista ('Noi Due') e Francesco Bianconi dei Baustelle ('Ho provato tutto'), a riprova di una inesauribile curiosità artistica. Sul palco, insieme a lei, sei musicisti di grande talento con arrangiamenti che hanno valorizzato il repertorio con equilibrio.
Patty Pravo è una presenza magnetica, un’incantatrice che si muove agilmente tra sfumature e visioni Non mancano gli omaggi: 'Ti lascio una canzone' a Ornella Vanoni e Gino Paoli, accolta con una standing ovation, mentre 'Il mio canto libero', naturalmente, a Lucio Battisti.
La tripletta finale è da brividi: 'Pazza Idea', 'E dimmi che non vuoi morire' e chiusura con 'Pensiero Stupendo' con il pubblico che abbandona le poltrone e la raggiunge sotto palco per vivere fino in fondo questo momento. "Ho cantato per voi con amore e spero di poterlo fare sempre" ha detto ringranziando e poi, non ha avuto dubbi: "Voglio tornare a Terni".

Un concerto quello di Patty Pravo che per la città ha rappresentato un appuntamento di assoluto spessore. Anche il cambio di location, inizialmente previsto nello spazio antistante il PalaTerni, si è rivelato una scelta felice. Il fascino dell'anfiteatro romano ha dimostrato perfetta sintonia con l'artista e la sua esibizione. Intorno alle 23.30 il risveglio dal sogno con uno scroscio di applausi e quella promessa che il pubblico, certamente, non dimenticherà.