16 Mar, 2026 - 18:40

Ospedale di Terni, aumenta l'adesione dei pazienti alle indagini sul servizio: "Troppo rumore in corsia"

Ospedale di Terni, aumenta l'adesione dei pazienti alle indagini sul servizio: "Troppo rumore in corsia"

I numeri disegnano una curva netta, inconfondibile: quella di un ospedale che impara ad ascoltare e di pazienti che, finalmente, si sentono parte del processo di cura.

L'ultima rilevazione del PREMS, il sistema nazionale che misura l'esperienza e il benessere delle persone durante il ricovero, certifica una crescita straordinaria per l'Azienda Ospedaliera Santa Maria. In due anni, la percentuale di degenti che accetta di raccontare il proprio passaggio in corsia è più che raddoppiata, passando dal 17% del 2023 a oltre il 42% del 2025. Un balzo in avanti che colloca l'ospedale ternano tra le realtà più dinamiche dell'Umbria e che racconta un cambio di passo culturale: la qualità della cura, oggi, si misura anche sulla qualità dell'ascolto. Ma come in ogni indagine che si rispetti, a emergere non sono solo i primati, ma anche le crepe. E la crepa più segnalata dai pazienti ha un nome semplice e quotidiano: il rumore in corsia.

La scalata della partecipazione: dal 17 al 42 per cento

Il dato che più colpisce, scorrendo i report del Laboratorio Management e Sanità (MeS) della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, è la progressione. Nel 2023 solo un paziente su cinque si fermava a compilare il questionario. Un anno dopo erano quasi uno su quattro, e oggi la media sfiora la metà dei degenti. Un risultato che non arriva per caso, ma è il frutto di un lavoro capillare: incontri con i reparti, comunicazione più chiara, referenti clinici formati per spiegare l'importanza dell'indagine. L'ospedale, insomma, ha dovuto conquistare la fiducia dei suoi pazienti. E ci è riuscito.

L'obiettivo, ora, è il 60% entro il 2026. Un traguardo che due anni fa sembrava utopia e che oggi appare alla portata, anche grazie alle eccellenze che spingono la media verso l'alto.

I reparti da primato: Pediatria e Chirurgia Toracica vicine al cento per cento

A fare da traino sono alcune realtà dove il rapporto tra personale e pazienti sembra aver raggiunto un livello di sintonia speciale. In testa c'è la Pediatria, dove in alcuni mesi del 2025 l'adesione ha sfiorato e talvolta toccato il 100%. Significa che ogni singola famiglia ha scelto di fermarsi, di lasciare un commento, di raccontare il proprio passaggio in reparto. Un dato che assume un significato ancora più profondo se si pensa alla fragilità del contesto pediatrico, dove la paura dei genitori è massima e ogni gesto viene osservato con lente d'ingrandimento.

Sulle stesse percentuali si attestano Chirurgia Digestiva e d'UrgenzaChirurgia Toracica e Neurochirurgia. Reparti ad alta complessità, dove la competenza tecnica è data per scontata e dove a fare la differenza, nei commenti dei pazienti, è la qualità delle relazioni. Il comunicato stampa riporta alcuni di questi commenti spontanei, che restituiscono il clima di fiducia instaurato: “La gentilezza degli operatori raggiunge un indice di gradimento del 90%” e, nei feedback, molti utenti sottolineano “la competenza, la disponibilità e l'attenzione ricevute durante il ricovero”. In più occasioni viene evidenziata “la chiarezza con cui medici e infermieri spiegano diagnosi, interventi e procedure, contribuendo a ridurre l'ansia”.

Il giudizio: 90 in gentilezza, 86 nell'assistenza

L'analisi qualitativa delle risposte restituisce un quadro più che positivo. L'indice di gentilezza degli operatori sfiora il 90%, un dato che abbatte lo stereotipo del sanitario distaccato e frettoloso. La qualità percepita dell'assistenza globale si attesta all'86%, con picchi di apprezzamento per la chiarezza con cui vengono spiegate diagnosi e procedure. I pazienti sembrano dire: ci sentiamo in buone mani, e soprattutto ci sentiamo persone.

Anche l'ambiente ospedaliero viene percepito come pulito, curato e sicuro. Elementi che incidono positivamente sul benessere complessivo e che contribuiscono a rendere meno traumatico il passaggio in ospedale. Ma è su un aspetto specifico dell'ambiente che si concentrano le richieste di miglioramento più frequenti.

La richiesta dei pazienti: più silenzio in reparto

Nei questionari, tra i voti alti e i ringraziamenti, emerge con chiarezza una critica ricorrente. I pazienti lamentano un livello di rumore eccessivo nelle aree di degenza. Il comunicato stampa lo segnala esplicitamente: “Tra le criticità segnalate, il tema del rumore nelle aree di degenza emerge come uno degli aspetti su cui intervenire, poiché influisce sul riposo e sulla qualità della permanenza in reparto”. Non si tratta di schiamazzi o incuria, ma del rumore di fondo tipico di un ospedale: carrelli che passano, porte che sbattono, monitor che bip-bipano. Per una persona sana sono fastidi sopportabili. Per chi è debole, febbricitante, appena operato, diventano un ostacolo al riposo e, di conseguenza, alla guarigione.

L'Azienda, come si legge nella nota, non ha ignorato la segnalazione: “L'Azienda ha già avviato un percorso di miglioramento per affrontare questa esigenza”. Un primo passo per rendere le corsie più silenziose e, di conseguenza, più curative. La gestione del rumore in corsia diventa così una priorità per garantire quel benessere del paziente che è parte integrante del percorso di cura.

Ascolto e miglioramento: la sfida del 2026

Il percorso intrapreso con il PREMS rappresenta oggi un pilastro strategico per l'ospedale ternano. I dati raccolti non finiscono in un cassetto, ma vengono discussi, analizzati e trasformati in azioni concrete. È questo, forse, il vero cambiamento: la consapevolezza che la voce dei pazienti non è un fastidio burocratico, ma una risorsa preziosa per orientare le scelte e migliorare la qualità dell'assistenza.

Con il 42% di adesione già raggiunto, l'obiettivo del 60% fissato per il 2026 appare non solo realistico, ma pienamente alla portata. Basterà continuare su questa strada: ascoltare, registrare, intervenire. E magari, un giorno, riuscire a rendere le corsie del Santa Maria un po' più silenziose. Perché la salute si cura con i farmaci e con la tecnologia, ma si conquista anche con il sonno, la tranquillità e la sensazione di essere in un luogo che ha a cuore non solo il tuo corpo, ma anche la tua pace. Un 

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Federico Zacaglioni
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