Nel bilancio della Regione per l'ospedale di Terni restano 73 milioni di euro disponibili, rispetto ai 128 milioni che erano stati stanziati sulla carta alla fine del 2024 dalla giunta Tesei. Durante il question time in Assemblea legislativa dell'Umbria, l'assessore Francesco De Rebotti ha dovuto fare chiarezza su quei fondi che per mesi hanno alimentato le speranze della città: non era un pacchetto unico e immediatamente spendibile, ma la somma di voci diverse, alcune delle quali già destinate ad altri interventi. E così, quella che sembrava una dotazione pronta per il nuovo nosocomio si è ridimensionata, lasciando sul tavolo 73 milioni effettivamente programmabili. Il consigliere Nilo Arcudi (Tp-Uc) ha preso atto dei numeri, ma ha subito alzato l'attenzione: ora servono piani concreti dalla nuova giunta.
Durante il question time, il consigliere Nilo Arcudi (Tesei Presidente - Umbria Civica) ha chiesto ufficialmente lumi sulla sorte di quei fondi, dopo settimane di dichiarazioni altalenanti e un clima di incertezza che, come ha sottolineato lo stesso Arcudi, rischia di minare la fiducia dei cittadini su un'opera definita da tutti priorità strategica per la sanità umbra. La risposta dell'assessore Francesco De Rebotti ha avuto il merito di fare pulizia, restituendo la complessità di un dossier che in campagna elettorale era stato ridotto a uno slogan.
“I 128 milioni derivavano da una quantificazione complessiva costruita sommando risorse di natura diversa” , ha esordito De Rebotti , spiegando la genesi della Delibera di Giunta regionale (DGR) 1047 del 20 settembre 2024. Un'operazione di trasparenza necessaria per capire che quella cifra non era un "bonifico unico" in attesa di esecuzione, ma una fotografia composita degli investimenti in edilizia sanitaria possibili.
Secondo la ricostruzione dell'assessore, il malloppo da 128,7 milioni era suddiviso in tre macro-categorie. La prima, e più corposa, riguardava 77,2 milioni di euro provenienti da fondi statali ex articolo 20 della Legge 67/1988 , una voce storica per l'edilizia sanitaria. Poi c'era una quota già vincolata in modo certo di 4 milioni (ex Legge 160/2019). Infine, una terza parte consistente, quasi 47,5 milioni di euro , era in realtà destinata a "interventi già programmati o avviati o in corso presso l'azienda ospedaliera di Terni". In pratica, cantieri già aperti o in procinto di esserlo sul vecchio "Santa Maria" , che nulla avevano a che fare con il nuovo ospedale.
La vera novità emersa dall'interrogazione, però, riguarda la sorte di quei 77 milioni di origine statale , l'unica quota su cui realmente si può giocare la partita del nuovo ospedale. De Rebotti ha infatti ripercorso le tappe della programmazione regionale successiva, citando le delibere DGR 275/2024 e DGR 757/2025. È qui che il tesoro si è ridimensionato.
L'assessore ha spiegato che la rimodulazione delle risorse è stata resa necessaria da due scelte precise e vincolanti. Da un lato, l'eliminazione del cofinanziamento aziendale per alcuni interventi, ora coperto interamente da Stato e Regione, ha comportato una riduzione di 3,2 milioni di euro. Dall'altro, la decisione di destinare una parte dei fondi ex articolo 20 all'adeguamento sismico dell'ospedale di Foligno , intervento prima caricato su altre voci del Pnrr, ha assorbito ulteriori risorse per circa 1 milione di euro. Alla luce di queste modifiche, la somma effettivamente residuata e oggi programmabile per il nosocomio ternano è pari a 73.008.000 euro netti. Gli altri 47,5 milioni, invece, continuano a scorrere sui binari già tracciati: alcuni lavori sull'attuale presidio sono già conclusi, altri in via di ultimazione.
Di fronte a questo quadro, la replica di Nilo Arcudi è stata misurata ma ferma. “Prendo atto quindi che la situazione attuale è questa: ci sono 73 milioni che possono essere utilizzati, definiti da un atto della precedente legislatura, e altri interventi sull'ospedale di Terni sono in corso” , ha dichiarato. Tuttavia, il consigliere ha subito spostato l'attenzione sul futuro e sulla responsabilità politica dell'esecutivo guidato dalla presidente Proietti. “Credo sia importante che la Giunta attuale , che si è molto impegnata dal punto di vista della comunicazione e della presenza sul tema, ci dica come vuole intervenire concretamente dal punto di vista finanziario. L'ospedale di Terni rappresenta una priorità per tutta la regione. Siamo rimasti a una situazione che è quella precedente: ora servono piani concreti ” .
Il nodo, dunque, non è più solo numerico, ma politico e progettuale. Quei 73 milioni rappresentano una base solida, ma non sono ancora la pietra angolare del nuovo ospedale. La palla passa ora alla giunta, chiamata a trasformare le intenzioni in atti, a dare gambe a una programmazione che non può più permettersi slittamenti. La città di Terni attende risposte non solo sui conti, ma sui cantieri e sulle gru che, per ora, restano solo sulla carta. E mentre il dibattito politico si concentra sulla cifra, i cittadini chiedono soprattutto una cosa: certezze sui tempi.